Ho letto con orrore una notizia, riguardante una povera lavoratrice inglese, tale Stephanie Bon di Colchester, licenziata in tronco dal gruppo bancario Lloyds per essersi permessa di scrivere sul noto social network facebook la seguente considerazione: “Il nuovo amministratore delegato (Antonio Horta Osorio, ndc) guadagna 4000 sterline l’ora, io 7. Mi sembra giusto”. Una battuta, amara e ironica, e nulla di più. Tanto è bastato per far scattare la frusta, violenta e feroce, vibrata dalla mano indegna del padrone. La sventurata è stata buttata in mezzo ad una strada. Situazioni di questo tipo non sono nuove. Qualche mese fa, un impiegato di un supermercato del meridione d’ Italia si era suicidato, lasciando bimbi piccoli, per avere subito una procedura umiliante in quanto sospettato di avere approfittato di una somma che si aggirava intorno ai 5 euro. Imperdonabile anche lui. Il fatto che esistano sproporzioni di reddito tra un ‘impiegata e un amministratore delegato che superino la forbice del 1000 a 1 costituisce già di per sé un crimine contro l’umanità. Il colpire con scientifica e intimidatoria efficacia, però, chiunque evidenzi i livelli di impudicizia raggiunti dai modelli economici contemporanei, rappresenta un considerevole salto di qualità. E’ ora di dire basta. La pubblica opinione non coglie appieno la gravità di alcune condotte. Si è inoltre oramai subdolamente insinuata una cultura neoschiavistica che tende a considerare i dipendenti- lavoratori come merce, sprovvisti di diritti e tutele. In tutto il mondo occidentale assistiamo da oltre un ventennio ad un progressivo svuotamento della dignità della classe lavoratrice. Il legislatore, in genere, asseconda i desiderata dei potentati economici che oramai decidono, senza interposizioni politico-partitiche, gli uomini più malleabili da imporre nelle stanze dei bottoni a tutela dei loro privatissimi interessi. Chi, come la povera inglese, si ritrova colpita da una forma di violenza terribile, come il licenziamento su base punitiva intimidatoria, non ha nessuno modo di resistere a tanta barbarie. Un altro dato che sconcerta è, poi, la assoluta irresponsabilità, politico economica e penale dei soggetti che si macchiano di tali condotte volte alla destrutturazione fisica e psicologica degli anelli deboli di una società divisa in caste. Qualunque conseguenza provocata dalle loro azioni, compresa la morte di chi è stato colpito, non produrrà nessuno effetto giuridicamente in grado di rendere neppure una parvenza di giustizia. Se avete fame o se hanno fame i vostri figli, non ditelo, non scrivetelo e non pensatelo neppure. Altrimenti vi verrà tolto anche quel tozzo di pane che vi è rimasto. E se non avete pane, mangiate brioche.

    Francesco Maria Toscano

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      Francesco Maria Toscano, nato a Gioia Tauro il 28/05/1979 è giornalista pubblicista e avvocato. Ha scritto per Luigi Pellegrini Editore il saggio storico politico "Capolinea". Ha collaborato con la "Gazzetta del Sud" ed è opinionista politico per la trasmissione televisiva "Perfidia" in onda su Telespazio Calabria.

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