Mi viene in mente un modo di comunicare le notizie proprio della propaganda comunista di qualche decennio fa. Quando il Pci dei tempi d’oro, ad esempio, subiva una dolorosa battuta d’arresto in qualche tornata elettorale di una certa sostanza, i giornali d’area, anziché leccarsi le ferite, erano soliti sparare in prima titoli tipo:”Grande affermazione del partito comunista a Pinerolo”. Stavo finendo di leggere un libro di Freud, “Psicopatologia della vita quotidiana”, primo di una interessante collana proposta dal Corriere della Sera, e devo riconoscere che alcuni spunti contenuti nella prima parte del testo trovano immediato riscontro nella realtà quotidiana. Le acrobazie informative degli organi di partito di una volta mi sono infatti tornati in mente, come automatica presentazione di un pensiero inconscio ma solo in parte sovrapponibile, leggendo un pezzo di oggi, venerdi 27 maggio, pubblicato sul Corriere della Sera a firma di Maria Teresi Meli. La Meli, esperta di cose piddine, specie di rito dalemiano, informava correttamente i lettori del Corriere, come del resto facevano molti suoi validi colleghi per altre testate del fatto che: “Casini e D’Alema chiudono insieme la campagna elettorale nelle Marche per sostenere il modello Macerata”. Il modello Macerata altro non sarebbe che l’ennesima riproposizione del trito e ritrito schema che immagina la ricomposizione del sistema politico attorno a due pilastri: il primo genericamente definito “di area moderata” con a capo il genero di Caltagirone; l’altro asetticamente individuato come “progressista” e disegnato da Massimo D’Alema. Ora, siccome l’elettorato italiano ha a più riprese dimostrato con il voto di non sentire nessuna nostalgia per una piattaforma politica del genere, considerato che però l’accettazione della cruda realtà non è cosa semplicissima, i vari Casini e D’Alema, anziché mettersi l’anima in pace, hanno pensato di rischiare il senso del ridicolo riproponendo al popolo votante sempre lo stesso ritornello oramai tristemente rinchiuso dentro le quattro mura della bella cittadina marchigiana. Ma, per tornare a Freud, più che Macerata viene in mente macerati.

    Categorie: Editoriale, Politica

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      Francesco Maria Toscano, nato a Gioia Tauro il 28/05/1979 è giornalista pubblicista e avvocato. Ha scritto per Luigi Pellegrini Editore il saggio storico politico "Capolinea". Ha collaborato con la "Gazzetta del Sud" ed è opinionista politico per la trasmissione televisiva "Perfidia" in onda su Telespazio Calabria.

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