E’ curiosa la parabola di Berlusconi. Quando dice palesi cazzate su ridicole presunte parentele dell’ex Presidente egiziano Mubarak, trova una pletora di leccaculo pronti a fare finta di credergli. Quando invece trova il coraggio di dire una cosa forte e importante sull’inarrestabile fallimento dell’euro che scalfisce la retorica dominante, tutti a saltargli addosso. Cosa ha detto Berlusconi di così blasfemo da aver indotto i sepolcri imbiancati a uscire dalle catacombe per protestare? Ha detto delle ovvietà che però in un mondo dominato dalla faziosità violenta di chi comanda con l’inganno creano scandalo. L’euro, dice il Premier, “non ha convinto nessuno”. Embè? Dov’è la notizia? Forse per completezza di informazione avrebbe dovuto aggiungere: “Nessuno, tranne i tanti speculatori su scala internazionale che si sono arricchiti a dismisura sulle spalle di poveracci e salariati e hanno consolidato il sistema tenendo a libro paga tanti finti liberi opinionisti pronti per denaro a difendere l’indifendibile”. Questo avrebbe dovuto aggiungere se avesse avuto un minimo di rispetto per il ruolo che ricopre e di dignità personale. Siccome tali qualità evidentemente scarseggiano, Berlusconi si è rifugiato in corner precisando il suo pensiero con una frasetta da liceale brufoloso sull’importanza della moneta unica. Lo hanno capito anche gli idioti, categoria ben rappresentata tra l’altro nei Parlamenti di mezzo mondo, che aver unificato la moneta europea senza aver armonizzato per davvero le politiche economiche e sociali dei Paesi che compongono l’Unione è stata una follia. Per non far crollare definitivamente la traballante architettura europea bisogna istituire gli eurobond e lavorare nella direzione della nascita degli Stati Uniti d’Europa, governati da un unico Presidente eletto direttamente dal popolo europeo. Se non si ha il coraggio di fare questo tanto vale tornare al punto di partenza, alla lira e agli stati nazionali. Se poi riuscissimo pure a rendere inoffensivi i tanti pappagalli prezzolati che avvelenano i pozzi della conoscenza sarebbe fantastico.

    Francesco Maria Toscano

    Categorie: Economia, Editoriale

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      Francesco Maria Toscano, nato a Gioia Tauro il 28/05/1979 è giornalista pubblicista e avvocato. Ha scritto per Luigi Pellegrini Editore il saggio storico politico "Capolinea". Ha collaborato con la "Gazzetta del Sud" ed è opinionista politico per la trasmissione televisiva "Perfidia" in onda su Telespazio Calabria.

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