La Corte d’Appello di Catania ha rigettato l’istanza di revisione del processo Borsellino presentata dal procuratore generale di Caltanissetta Scarpinato. Nel farlo, però, i giudici hanno rimesso in libertà alcuni degli imputati condannati all’ergastolo in quel processo farsa, costruito all’indomani della strage intorno alla figura di tale Scarantino, piccolo delinquentello del rione guadagna, all’occasione elevato al rango di boss della cupola di Cosa nostra nonché noto frequentatore di “Giusy la sdillabrata”, transessuale sicula. Ma qui i gusti sessuali di Scarantino centrano poco e non ricordano affatto le soavi ed eleganti atmosfere dei bunga bunga arcoriani di inizio millennio. Qui c’è poco da ridere e da sghignazzare. Perché la storia di quel processo che, a sentire il giudice Scarpinato rappresenta nella migliore delle ipotesi “un clamoroso errore se non un colossale depistaggio” fa intravedere in controluce la vera natura di un potere che in Italia appare legittimo, ma somiglia tanto nelle dinamiche e nelle logiche a governi come quello della Siria di Assad. Rimasi stupito anni fa nell’ascoltare la lucida analisi del fratello del giudice ucciso, Salvatore Borsellino, il quale da solo, inascoltato e tacitato, presentava una chiave di lettura circa la morte del fratello. In tempi lontani, Salvatore durante un pubblico dibattito svoltosi a Pomigliano d’Arco, si disse convinto del fatto che suo fratello fosse stato ucciso perché di ostacolo alla malefica trattativa che alcuni uomini dello stato stavano conducendo con gli emissari di Cosa Nostra. Nel dettaglio, Salvatore avanzava sospetti sul ruolo del ministro dell’interno dell’epoca Nicola Mancino, nome ritrovato nell’agenda grigia (la rossa invece contenente notizie delicatissime venne fatta sparire da manine esperte, ndc) del giudice Borsellino con a fianco la data del 1 luglio 1992. Mancino non ricorda di aver incontrato Borsellino 18 giorni prima che quest’ultimo morisse martoriato, mentre il pentito Mutolo afferma che quel giorno Borsellino tornò sconvolto da un incontro al ministero dell’interno. Mancino anni dopo, da vicepresidente del Csm, si impegnerà a fondo per disarticolare le inchieste catanzaresi di de Magistris, nelle quali a sentire il perito informatico Genchi ritornavano pericolosamente nomi già incontrati durante le indagini sulle stragi. Fantasmi ritornano dal passato. Ma non chiamateli misteri. Qui purtroppo le cose sono tristemente chiarissime.

    Francesco Maria Toscano

    Categorie: Editoriale

    Commenta


    "nella mia vita ho conosciuto farabutti che non erano moralisti ma raramente dei moralisti che non erano farabutti." (Indro Montanelli)


    E’ IN ATTO UNA...

    Scritto il 19 - lug - 2019

    2 Commenti

    IL GOVERNO TECNICO C’E’...

    Scritto il 15 - lug - 2019

    0 Commenti

    LA CRISI IRREVERSIBILE DEL...

    Scritto il 13 - lug - 2019

    0 Commenti

    DALLA VAL BREMBANA CON...

    Scritto il 12 - lug - 2019

    0 Commenti

    EUROPA, DA SOGNO AD...

    Scritto il 12 - set - 2013

    5 Comment1

    L’AZZARDO DI BERLUSCONI E...

    Scritto il 7 - dic - 2012

    4 Comment1

    CATERINA, PADRE PINTACUDA E...

    Scritto il 22 - gen - 2012

    0 Commenti

    LETTA LETTA

    Scritto il 13 - apr - 2011

    1 Commento

    • Chi è il moralista

      Francesco Maria Toscano, nato a Gioia Tauro il 28/05/1979 è giornalista pubblicista e avvocato. Ha scritto per Luigi Pellegrini Editore il saggio storico politico "Capolinea". Ha collaborato con la "Gazzetta del Sud" ed è opinionista politico per la trasmissione televisiva "Perfidia" in onda su Telespazio Calabria.

    • Cos’è il moralista

      Sito di approfondimento politico, storico e culturale. Si occupa di temi di attualità con uno sguardo libero e disincantato sulle cose. Il Moralista è un personaggio complesso, indeciso tra l'accettazione di una indigeribile realtà e il desiderio di contribuire alla creazione di una società capace di riscoprire sentimenti nobili. Ogni giorno il Moralista commenterà le notizie che la cronaca propone col piglio di chi non deve servire nessuno se non la ricerca della verità. Una ricerca naturalmente relativa e quindi soggettiva, ma onesta e leale.

    • Disclaimer

      ilmoralista.it è un sito web con aggiornamenti aperiodici non a scopo di lucro, non rientrante nella categoria di Prodotto Editoriale secondo la Legge n.62 del 7 marzo 2001. Tutti i contenuti appartengono ai relativi proprietari, qualora voleste richiedere la rimozione di un contenuto a voi appartenente siete pregati di contattarci tramite la apposita pagina.