Martedi sera, la tv propone il solito stucchevole teatrino della politica politicante. Ore 20.45 inizia Ballarò. Mi ero ripromesso di non perdere più tempo dietro programmi pieni di scemenze come quello condotto dal finto pretino (con la p) Floris. Ma non ci sono riuscito. Verso le 22.00, a trasmissione ampiamente iniziata, con l’entusiasmo di chi deve otturarsi un dente, mi sono sintetizzato su raitre. Al centro del dibattito, la credibilità del governo italiano in relazione alle richieste della Bce del duo delle meraviglie Draghi-Trichet, osannati manco fossero Vavà e Pelè. Ospiti in studio, il volto ( e non il caso, fare attenzione) umano del Pdl Lupi, la battagliera Ministra Bernini, Rutelli, Di Pietro, il segretario generale della Cgil Camusso, l’ex presidente di Confindustria Abete, il vicedirettore del Corriere Pigi Battista (ribattezzato tempo orsono “cerchioBattista” da un perfido Travaglio) e, infine, collegato da non si sa dove tale Giacomo Vaciago, economista. Non volevo guardare il programma di Floris perché non ci vuole molta fantasia per capire dove il conduttore intende andare a parare. Floris è la perfetta sintesi di quella finta sinistra, chic, salottiera e trandy, pericolosissima perché capace di attuare politiche iperliberiste con l’ipocrisia seriosa di chi fa finta di avere a cuore l’interesse generale mentre persegue soltanto obiettivi particolari o, nel migliore dei casi, lobbistici. L’ascolto rapido del noioso dibattito ha confermato le mie poco originali intuizioni. La puntata era costruita in maniera subdola intorno alle richieste della Bce, presentate da Floris come nuove tavole di Mosè. Data per scontata la bellezza della rivelazione celeste incarnata nella letterina partita da Francoforte, Floris incalzava gli ospiti circa l’inadeguatezza di un governo sputtanato come il nostro al fine di obbedire con rapidità e professionalità ai diktat europei. Lineari le parti di Lupi e Bernini che difendevano il governo in carica con una tattica molto berlusconiana, attraverso cioè la disorganica elencazione di cifre e numeri che testimonierebbero chissà quale impegno. Coerente anche la recita di Rutelli che, non sapendo cosa dire, si limitava a ripetere che bisogna ascoltare Napolitano e varare un governo tecnico. Più interessanti gli interventi di Di Pietro e Camusso. Il primo, evidentemente preoccupato dalla concorrenza interna di de Magistris e da quella esterna di Beppe Grillo, metteva con coraggio in discussione nel merito le ricette degli apprendisti stregoni della Bce, incastonando il ragionamento con una spruzzatina di polemica anticasta utile ai fini elettorali. La Camusso, invece, nel suo intervento provava a spiegare che la politica dei licenziamenti in Italia non è una novità e non solo non ha risolto nessun problema ma ha aggravato di molto il quadro. Di fronte alla forza di argomentazioni aderanti alla realtà fattuale, Floris ha provato a disinnescare la mina schierando i suoi soliti intellettualini “terzi”. Mentre parlava la Camusso, uno spiritato Battista non trovava di meglio da dire che “Draghi e Trichet dicono un’altra cosa” (e con ciò?). Più efficace, nella sua malizia, la reazione di Vaciago che parlando dopo Di Pietro ha posto la questione sotto la falsa lente di una inesistente ma obbligata alternativa ipotetica: “O la Bce o il fallimento”, ha sintetizzato l’economista per l’occasione. A nessuno è venuto in mente poi che la precondizione della crisi fosse da individuarsi proprio nelle politiche pregresse di organismi non rappresentativi come la Bce che, lungi dall’essere la soluzione, potessero rappresentare la causa non secondaria del male che colpisce e ingessa l’Europa. Per la cronaca, dopo Vaciago ho spento la tv.

    Francesco Maria Toscano

    Categorie: Editoriale

    Commenta


    "nella mia vita ho conosciuto farabutti che non erano moralisti ma raramente dei moralisti che non erano farabutti." (Indro Montanelli)


    A FURIA DI USARE...

    Scritto il 10 - ott - 2019

    3 Commenti

    VOX ITALIAE. PARTE IL...

    Scritto il 3 - ott - 2019

    4 Commenti

    E’ IN ATTO UNA...

    Scritto il 19 - lug - 2019

    2 Commenti

    IL GOVERNO TECNICO C’E’...

    Scritto il 15 - lug - 2019

    0 Commenti

    IL NAVA MIGLIORE

    Scritto il 7 - gen - 2012

    0 Commenti

    IL SALTO DEL GRILLO

    Scritto il 16 - dic - 2011

    2 Comment1

    CHE FINE HA FATTO...

    Scritto il 10 - ago - 2014

    8 Comment1

    GLI SCAGNOZZI DELLA TROIKA

    Scritto il 27 - mar - 2012

    3 Comment1

    • Chi è il moralista

      Francesco Maria Toscano, nato a Gioia Tauro il 28/05/1979 è giornalista pubblicista e avvocato. Ha scritto per Luigi Pellegrini Editore il saggio storico politico "Capolinea". Ha collaborato con la "Gazzetta del Sud" ed è opinionista politico per la trasmissione televisiva "Perfidia" in onda su Telespazio Calabria.

    • Cos’è il moralista

      Sito di approfondimento politico, storico e culturale. Si occupa di temi di attualità con uno sguardo libero e disincantato sulle cose. Il Moralista è un personaggio complesso, indeciso tra l'accettazione di una indigeribile realtà e il desiderio di contribuire alla creazione di una società capace di riscoprire sentimenti nobili. Ogni giorno il Moralista commenterà le notizie che la cronaca propone col piglio di chi non deve servire nessuno se non la ricerca della verità. Una ricerca naturalmente relativa e quindi soggettiva, ma onesta e leale.

    • Disclaimer

      ilmoralista.it è un sito web con aggiornamenti aperiodici non a scopo di lucro, non rientrante nella categoria di Prodotto Editoriale secondo la Legge n.62 del 7 marzo 2001. Tutti i contenuti appartengono ai relativi proprietari, qualora voleste richiedere la rimozione di un contenuto a voi appartenente siete pregati di contattarci tramite la apposita pagina.