Ho trovato di straordinaria intensità ed importanza l’intervento del parlamentare europeo inglese Nigel Farage (http://www.youtube.com/watch?v=v-vgp0g42xI) che ha posto in sede ufficiale alcuni problemi circa le evidenti contraddizioni che oggi attanagliano la fragile costruzione europea e rischiano perciò di minarne le fondamenta. Tra tutti gli argomenti interessanti e puntuali toccati da Farage (dalla necessità di garantire la sovranità popolare al riconoscimento della debolezza strutturale dell’Euro così come è stato pensato), uno in particolare ha suscitato l’attenzione dello scrivente: quello, cioè, relativo al ruolo guida della Germania nell’attuale panorama continentale. “Nell’attuale vuoto della politica” ha detto Farage, “è entrata Angela Merkel. E stiamo ora vivendo in un Europa dominata dalla Germania. Questione a cui il progetto europeo avrebbe dovuto, in effetti, mettere fine. Questione per cui coloro che ci hanno preceduto hanno pagato caro, con le loro vite, al fine di evitarla. Io non voglio vivere in un Europa dominata dalla Germania, né lo vogliono i cittadini europei”. Si può condividere o meno la preoccupazione del deputato inglese al quale però non fa di certo difetto la chiarezza. Il dubbio comunque che ciclicamente i tedeschi si rendano protagonisti di svolte storiche dai contorni inquietanti è sul piano storico più che legittimo. Dal condottiero barbaro Arminio in poi, capace di impedire in epoche lontane la romanizzazione delle terre germaniche, alla tragedia nazista del fuhrer Adolf Hitler, ai tedeschi chissà perché tocca endemicamente il compito di deviare con violenza il corso della storia. Non sempre verso il meglio. Ora, non è il caso per non sfociare nel ridicolo, di paragonare la cancelliera Angela Merkel ai suoi pugnaci predecessori. Resta il fatto pur tuttavia che l’immotivato rifiuto della Germania di prendere in seria considerazione le uniche riforme, istituzione degli Eurobond e trasformazione dell’attuale Bce in prestatore di ultima istanza, capaci di rilanciare un progetto Europeo altrimenti destinato ad pericolosissimo declino, potrebbe inerzialmente provocare nei fatti non meno danni di quelli creati in passato da Arminio e i suoi variopinti successori. Se poi ci si mettono pure analisti strabici come l’ex ambasciatore italiano in Germania Antonio Puri Purini a confondere le idee dei lettori dalle pagine del Corriere della Sera allora i problemi aumentano. E le soluzioni, pericolosamente, si allontanano.

    Francesco Maria Toscano

    Categorie: Editoriale, Esteri

    Un commento

    1. Riccardo scrive:

      Neanche io voglio vivere in una Europa dominata dalla Germania. Ma non voglio neanche vivere in un’Italia dominata dai nostri politici. E se la scelta è tra la Germania e i nostri governanti, la mia scelta, sebbene a malincuore, va sulla Germania. Quanto ad Arminio, soltanto i tedeschi potevano far assurgere un ambizioso traditore ad eroe. D’altro canto è stato l’unico furbo nella storia di un popolo che è stato sempre sconfitto a causa della sua mancanza di furbizia.

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    "nella mia vita ho conosciuto farabutti che non erano moralisti ma raramente dei moralisti che non erano farabutti." (Indro Montanelli)


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      Francesco Maria Toscano, nato a Gioia Tauro il 28/05/1979 è giornalista pubblicista e avvocato. Ha scritto per Luigi Pellegrini Editore il saggio storico politico "Capolinea". Ha collaborato con la "Gazzetta del Sud" ed è opinionista politico per la trasmissione televisiva "Perfidia" in onda su Telespazio Calabria.

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