Il buon Giantonio Stella ha colpito ancora. L’illustre penna del Corriere della Sera, noto pure per aver firmato numerosi bestseller anticasta, ha preso di mira la povera onorevole pidiellina Biancofore, colpevole di palese ignoranza grammaticale. L’affondo di Stella è di quelli senza pietà, e a poco è valsa la replica odierna della Biancofiore al giornale di via Solferino che ha sortito soltanto l’ovvio effetto di ridicolizzare ulteriormente la povera malcapitata. In ogni caso, tralasciando il caso Biancofiore invitandola comunque a rileggere il sussidiario delle elementari, la questione dell’ignoranza complessiva delle nostra classi dirigenti costituisce un problema non rinviabile. E’ possibile che uomini senza cultura governino efficacemente? Credo proprio di no. La politica, diventata amaramente rifugio per avventurieri e nullafacenti, richiederebbe al contrario vaste conoscenze, capacità di analisi e di sintesi. Questa consapevolezza era presente nei partiti della cosiddetta prima Repubblica che, non a caso, erano sovente provvisti di scuole di formazione politica domestiche capaci di imporre una dura selezione sulla base anche del merito e dell’impegno. L’avere spezzato il binomio naturale tra politica e cultura è alla base del decadimento economico e sociale di questi sciagurati tempi. Non a caso una maschera triste e grottesca come il Cetto La Qualunque inventato da Antonio Albanese riscuote ai giorni nostri un clamoroso successo. Cetto è diventato per molti un personaggio quasi familiare perché somiglia troppo a tanti politicanti improvvisati che umiliano la dignità delle istituzioni. In alcuni casi la realtà è perfino superiore alla fiction. Ricordo con simpatia un onorevole dell’Udc calabrese che, in procinto di organizzare il congresso del partito, scrisse sul suo foglio la parola “Elengo”, con la g, forse tradito dalla pronuncia del suo dialetto. Per la cronaca, quello, alla fine dei lavori, risultò “l’elengo” vincente.

    Francesco Maria Toscano

    Categorie: Cultura, Editoriale

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      Francesco Maria Toscano, nato a Gioia Tauro il 28/05/1979 è giornalista pubblicista e avvocato. Ha scritto per Luigi Pellegrini Editore il saggio storico politico "Capolinea". Ha collaborato con la "Gazzetta del Sud" ed è opinionista politico per la trasmissione televisiva "Perfidia" in onda su Telespazio Calabria.

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