images2Interessante intervista dell’ineffabile Cazzullo sul Corriere della Sera di oggi ad un Cesare Geronzi in vena di “avvisi ai naviganti”. Il vecchio Cesarone, temutissimo banchiere dai rapporti solidi e trasversalmente consolidati, non se la passa bene anche a causa di una serie di sentenze della magistratura che hanno accertato in sede penale l’ illiceità di alcune condotte a dir poco spregiudicate nella gestione di affari spinosi riguardanti i crac Cirio e Parmalat, costate a Geronzi pesanti condanne per bancarotta fraudolenta. Tanto per restare in tema di conflitti di interessi, Geronzi sceglie le pagine del Corriere per il suo j’accuse, giornale guarda caso edito dal gruppo Rcs per il quale Geronzi ha rivestito la prestigiosa carica di consigliere di amministrazione. Ma questi, in Italia, sono soltanto aspetti marginali e di colore. E quindi passiamo rapidamente al succo della questione. Nella lunga intervista Geronzi, dopo essersi lamentato per le ingiuste condanne, manda un notevole numero di messaggi obliqui affinché chi di dovere capisca e si muova di conseguenza. Non ci sta, evidentemente, Geronzi, a fare il capro espiatorio di un sistema fondato sulla sostanziale irresponsabilità penale, politica, civile, economica e morale delle élite dirigenti compensato, però, da un forsennato accanimento giustizialista volto a criminalizzare ex ante immigrati, poveracci, giovani e disoccupati. Geronzi non intende immolarsi per nessuno e, leggendo l’intervista, lo si capisce benissimo. Avviso ai naviganti n.1: rispetto alla condanna a quattro anni per il caso Cirio Geronzi, rivolgendosi retoricamente all’intervistante, afferma: “Lei sa chi era il procuratore aggiunto che si è occupato del caso Cirio? Achille Toro…”. E chi è Achille Toro? Toro è il magistrato finito coinvolto insieme al figlio nell’inchiesta Grandi Eventi, ha patteggiato una condanna a 8 mesi e si è dimesso dalla magistratura. Chi ha letto il libro di Montolli “Il Caso Genchi”, ricorderà pure le tante telefonate illustri che in momenti topici di inchieste delicatissime Toro era solito ricevere in primis dal Prof. Giancarlo Elia Valori, unico nome ritrovato nell’elenco della vecchia p2 con a fianco la dicitura “espulso”. Nel gennaio 2010 il Presidente Napolitano ha conferito una medaglia d’oro al merito civile alla memoria della signora Emilia Marinelli Valori, che tra il 1938 e il 1945, a Meolo (Venezia) “a rischio della propria vita offrì sostegno alle forze partigiane e organizzò un’attività clandestina per dare ospitalità e assistenza a molti ebrei e ad altri perseguitati, che riuscì a sottrarre alla deportazione e alla morte”. La medaglia è stata ritirata dal figlio, Giancarlo Elia Valori. Avviso ai naviganti n.2: in merito alla difficile situazione che nel 1996 Mediaset fu costretta ad affrontare, Cesare, su assist di Cazzullo (“Fu lei a salvare Berlusconi dai debiti portando Mediaset in borsa nel 1996…”), risponde: “Cuccia mi disse che i bilanci di Berlusconi erano falsi”. Avviso ai naviganti n.3: anche a sinistra Geronzi dichiara di vantare qualche credito. Sempre su assist pregevole di Cazzullo (“I partiti sono stati buoni clienti, anche a sinistra?), il presidente della fondazione Generali tira in porta: “A Roma c’erano due banche dell’Iri, il Banco di Roma e il Banco di Spirito Santo ,che l’Iri doveva ricapitalizzare ad anni alterni. Tra i clienti finanziati da entrambe le banche c’erano per esempio il Pci e l’Unita. I miei interlocutori furono D’Alema e Fassino…”. Avviso, finale ed erga omnes, n.4: Chiosa sul finire Geronzi sempre ottimamente smarcato da Cazzullo:” La massoneria oggi conta molto, ed è spesso segnalata come protagonista di snodi più importanti di settori politici e finanziari”. A chi fischiano le orecchie?

    Francesco Maria Toscano

    Categorie: Editoriale

    Un commento

    1. complimenti, ottimo, sintetico e davvero illuminante; l’unico blog interessante in rete sull’Italia

    Commenta a sergio di cori modigliani


    "nella mia vita ho conosciuto farabutti che non erano moralisti ma raramente dei moralisti che non erano farabutti." (Indro Montanelli)


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      Francesco Maria Toscano, nato a Gioia Tauro il 28/05/1979 è giornalista pubblicista e avvocato. Ha scritto per Luigi Pellegrini Editore il saggio storico politico "Capolinea". Ha collaborato con la "Gazzetta del Sud" ed è opinionista politico per la trasmissione televisiva "Perfidia" in onda su Telespazio Calabria.

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