“Signore se proprio non puoi aprirgli gli occhi, almeno chiudiglieli”. Leggendo gli emendamenti presentati dal governo Monti, mi è venuta in mente questa preghiera che, si narra, un cardinale avrebbe rivolto al Signore nella speranza che l’Altissimo intervenisse, “in qualche modo”, per ovviare agli errori del suo Papa. In particolare avverto un senso fortissimo di pericolo per la tenuta complessiva della nostra democrazia, reso imminente e gravissimo dalla natura di alcune scelte che tradiscono un indole antidemocratica e potenzialmente totalitaria in capo ai nuovi governanti appena sbarcati dalla Luna. Uno di questi riguarda certamente la reiterata e manifesta volontà di abolire per decreto le Province attraverso la burocratica individuazione di una data di scadenza buona per lo yogurt. Aldilà del merito sull’opportunità o meno di tenere in vita le amministrazioni provinciali, sconcerta il metodo, la prassi e il totale disprezzo per le regole della democrazia. Ma come si permette un governo di nominati, non si sa da chi, per fare che e nell’interessi di chi, di cancellare con un colpo di penna degli enti locali eletti e di valore costituzionale? Se passa il principio che la democrazia è solo una noiosa scocciatura buona per ingrassare la casta, tanto vale fare le cose per bene e fino in fondo. Quindi, caro Monti, non limitari ad abolire le Province secondo il tuo capriccio, senza neppure utilizzare la procedura prevista per le riforme aventi valore costituzionale, ma abolisci pure il Parlamento e il voto. Nomina poi, sempre con decreto, onorevoli i tuoi assistenti della Bocconi e ministri i tuoi vecchi datori di lavoro dispersi nelle diverse finanziarie del capitalismo selvaggio sparse per il mondo. In nome della responsabilità abolisci il diritto di sciopero e di protesta, che minano gli interessi nazionali (potresti rispolverare il reato di danno all’economia nazionale), magari facendo piangere durante l’annuncio qualche ministro in versione Maria De Filippi. E’ tutto. Ti sconsiglio infine di marciare su Roma e di metterti una camicia nera. Ti manca il fisico.

    Francesco Maria Toscano

    Categorie: Editoriale

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      Francesco Maria Toscano, nato a Gioia Tauro il 28/05/1979 è giornalista pubblicista e avvocato. Ha scritto per Luigi Pellegrini Editore il saggio storico politico "Capolinea". Ha collaborato con la "Gazzetta del Sud" ed è opinionista politico per la trasmissione televisiva "Perfidia" in onda su Telespazio Calabria.

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