Sergio di Cori Modigliani, che sta seguendo con rara profondità di analisi le vicende greche, ha colto nel suo ultimo scritto per il blog “Libero Pensiero” (“La tragedia greca incombe sull’Europa. Mentre Monti e la sinistra democratica tacciono”) un aspetto decisivo circa i possibili sbocchi di una crisi drammatica come quella ellenica, capace in prospettiva di infiammare rapidamente l’Europa del sud. Argomenta Di Cori Modigliani: “Se la sinistra italiana, domattina, quando Mario Monti sarà di nuovo a Roma disponibile a incontrarli, non userà tutta la propria forza di contrattazione a costo di minacciare il governo di togliergli l’appoggio, in cambio di una richiesta legittima e immediata di un cambio di rotta nelle decisioni di politica economica della BCE, ebbene, la sinistra democratica italiana avrà perso qualunque diritto di rappresentanza. Avrà firmato e sancito il suicidio dell’Europa. Non solo. Sarà soprattutto responsabile di aver consegnato la totale e definitiva leadership europea della gestione del disagio, dell’indignazione, del dissenso e della protesta, nelle mani dell’estrema destra sociale che avrà quindi –a quel punto con piena legittimità politica- il diritto di vantare una propria nobile autenticità di unica forza politica d’opposizione alla tragedia mediterranea voluta dall’oligarchia planetaria”.Per quanto doloroso da ammettere l’autore coglie un aspetto decisivo delle dinamiche politiche in corso. I partiti che si rifanno, più o meno autenticamente, alla tradizione della socialdemocrazia europea, in Italia come in Grecia, sono i veri ascari del regime tecnocratico sovranazionale, cooptati dai tiranni per reprimere e schiacciare le legittime istanze di popoli traditi, ingannati e vilipesi. L’esempio greco è importante e per molti aspetti speculare al caso italiano. Il premier greco Papademos è, come Monti, diretta emanazione di quelle forze reazionarie europee che stanno devastando il vecchio continente. Papedemos, come Monti, è supportato da una maggioranza parlamentare trasversale che obbedisce tacendo alle richieste degli eurostrozzini. Papademos, come Monti, getta dolosamente nella miseria il suo popolo giustificando l’applicazione concreta di politiche criminali sventolando ad arte un’astratta alternativa ipotetica persino peggiore. Mentre la Grecia brucia, esasperata da continui interventi legislativi di rara ferocia, i leader dei principali partiti presenti nel Parlamento ellenico, si fanno ancora una volta garanti dello scempio presso i veri padroni della Troika internazionale. L’atteggiamento di Antonis Samaras, leader del partito di destra moderata Nuova Democrazia, una specie di Pierferdinando Casini poco poco più colto, è coerentemente funzionale ai desiderata degli eurodittatori nemici della sua gente. E ciò non stupisce. Fa più impressione invece considerare la scelta del Pasok, il partito socialista greco guidato da George Papandreau, una specie di Enrico Letta un tantino meno ipocrita, capace di sposare una linea di acritica adesione al vento di barbarie schiavista che spira forte da Bruxelles. L’unico leader politico greco presente in Parlamento capace di opporre una dignitosa opposizione ai vergognosi diktat del politburo eurotecnoctarico, è stato il leader dell’estrema destra George Karatzaferis, non a caso neppure citato nel pezzo di Danilo Taino che disinforma con garbo i lettori del Corriere della Sera. Mentre avanzano fame, miseria e disperazione, fatico a credere che i diversi elettorati dei Paesi dell’Europa del mediterraneo saranno per molto affascinati da sofisticate geometrie politiche fatte di larghe intese, equilibri più avanzati e convergenze parallele. Di fronte ad un clima di crescente paura ed indignazione, alimentato in maniera esponenziale dalla sadica miopia dei padroni del vapore, i cittadini divideranno in due le opzioni di scelta elettorale. Da una parte gli ascari affamatori che sostengono con l’inganno politiche scellerate e profondamente criminali, dall’altro chi prova ad opporsi. Come nota giustamente Sergio Di Cori Modigliani, sono le destre estreme che in Europa si stanno oggi paradossalmente intestando una battaglia di partigiana resistenza. Il rischio gravissimo è quello che di fronte alla progressiva protervia del dilagante fascismo finanziario, tra i popoli vessati si insinui il sospetto che, fascismo per fascismo, tanto vale rispolverarne uno di tipo tradizionale.

    Francesco Maria Toscano

    Categorie: Editoriale, Esteri

    3 Commenti

    1. barbara scrive:

      Salve,

      come intende la sinistra reagire, se intende reagire o limitarsi al “gestire” il dissenso come chiesto da Napolitano che non vuole si manifesti (per un garante della Costituzione mica male…) alla dittatura della finanza europea?
      Sta girando un appello a seguito di un incontro di novembre scorso a Firenze, ossia un’altra strada per l’Europa.

      Oltre a non fornire alcuna indicazione su come si intende chiedere ai banchieri che gestiscono la Ue come era fin dalla nascita del progetto Ue, di non massacrare pensionati, giovani, precari, lavoratori e così via.
      Visti i mesi che sono passati e che la sinistra non convoca alcuna protesta credo che abbia scelto di stare dalla parte di Monti.
      Se poi la gente non si fida più della sinistra,invece di incolpare gli altri sarebbe ora si facesse un mea culpa.

    2. amico pulito scrive:

      Sono d’accordo, ma il primo errore, a mio avviso, è parlare di sinistra in quanto tale… La sinistra in Italia è ad oggi espressione di ostentato antiberlusconismo.
      Finchè non ci sarà una rifondazione culturale del processo che porta storicamente alla fondazione di una forza di “espressione sociale” (partiti!) attraverso le élite culturali, artistiche, di pensiero, non ci sarà eldorado per la sinistra, almeno in Italia!
      Ma mi rendo conto della pretesa scolastico/filosofica di un ragazzo rimasto ancora diciassettenne! :-)

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    1 Commento

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      Francesco Maria Toscano, nato a Gioia Tauro il 28/05/1979 è giornalista pubblicista e avvocato. Ha scritto per Luigi Pellegrini Editore il saggio storico politico "Capolinea". Ha collaborato con la "Gazzetta del Sud" ed è opinionista politico per la trasmissione televisiva "Perfidia" in onda su Telespazio Calabria.

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      Sito di approfondimento politico, storico e culturale. Si occupa di temi di attualità con uno sguardo libero e disincantato sulle cose. Il Moralista è un personaggio complesso, indeciso tra l'accettazione di una indigeribile realtà e il desiderio di contribuire alla creazione di una società capace di riscoprire sentimenti nobili. Ogni giorno il Moralista commenterà le notizie che la cronaca propone col piglio di chi non deve servire nessuno se non la ricerca della verità. Una ricerca naturalmente relativa e quindi soggettiva, ma onesta e leale.

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