Tutti gli uomini e le donne di questo sventurato Paese che è l’Italia dovrebbero ringraziare i metalmeccanici che si riconoscono sotto le insegne del sindacato Fiom. Lavoratori non ancora definitivamente annichiliti dalla protervia violenta, disumana e feroce di una classe dirigente che li vuole di nuovo umili e schiavi come ai tempi di Spartaco. Mentre le èlite insistono nell’imporre riforme di stampo classista e razzista, trincerandosi dietro ipocrite e presunte necessità veicolate ad arte dagli odierni nazisti in giacca e cravatta, è commovente vedere 50.000 mila tute blu sfilare a Roma in difesa dell’Italia, della democrazia, dei valori della resistenza e della civiltà occidentale. Resistenti destinati ad un sicuro martirio, lucidi e consapevoli di andare incontro allo stesso destino dei soldati trucidati a Cefalonia o delle vittime di Sant’Anna di Stazzema ma non per questo piegati dalla paura e dal terrore. Eroi moderni che non valgono meno di chi versò il sangue per impedire il trionfo del fascismo e del nazismo. Il regime pavido che opprime la nostra libertà e quella dei greci, non passerà per le armi questi moderni baluardi del diritto in difesa della dignità del genere umano. Li ucciderà in maniera subdola. Li renderà sempre più poveri, socialmente insicuri, incapaci di mandare i figli a scuola o di acquistare le medicine necessarie per sopravvivere, fino a quando le ultime resistenze non saranno definitivamente fiaccate dalla fame, lo sconforto e la fatica. Uomini isolati e traditi da partiti collusi come il Pd, oramai al completo servizio della finanza schiavista e tecnocratica internazionale. Uomini traditi dai sindacati cosiddetti “dialoganti”, che da anni trattano continuamente al ribasso uccidendo la classe lavoratrice a fuoco lento. Lavoratori schiacciati da miliardari come Marchionne che viola continuamente i basilari diritti sindacali nel silenzio omertoso e complice di tutti quelli che hanno diritto di parola e colpevolmente tacciono. Esprimo la mia più completa solidarietà a chi come Cremaschi e Landini ha trovato il coraggio di combattere una guerra impari contro le organizzatissime forze del male che infestano l’Europa. Una guerra che non può essere vinta perché lo strapotere dei moderni nazisti è schiacciante e preponderante ma che mantiene accesa una fiammella di idealità che le minacce, le manganellate e gli arresti non hanno certamente spento. Questa resistenza ideale, che spiazza un nemico senza morale e senza etica, costringerà il regime tecnocratico che ci governa a mostrare il suo vero volto con sempre maggiore e brutale violenza. In ultima analisi non escludo che tale regime possa ricorrere ad una nuova strategia della tensione che, venti anni dopo gli accordi tra mafia e Stato che garantirono la sopravvivenza del ceto politico che oggi ci governa, insanguini il Paese con l’obiettivo di screditare le proteste ed imporre una nuova stretta autoritaria. Ai resistenti della Fiom un grazie non retorico, perché stanno combattendo da soli una battaglia per la democrazia anche e soprattutto per chi non la merita.

    Francesco Maria Toscano

    Categorie: Editoriale

    2 Commenti

    1. Mattia Sansavini scrive:

      Condivido il diritto all’esistenza della Fiom. Categoria sindacale in carne e ossa che sfila, rossa, forte della sua anatomia e del suo diritto ad esistere. Oltre alla virtù del coraggio io scorgo un rischio. Che la Fiom – frangia anche estremista del sindacato – catalizzi non solo le ragioni ma anche le più violente pulsioni dell’antagonismo. Quello che ieri menava e sperava, quello che oggi incendia e si arrampica. Un “anti” punto e basta. O, forse, rappresenta quella linea di confine che impedisce il passo letale. Dilemma…
      Il quadro sociale che descrivi (forse un pò apocalittico)e il tipo di sodalizio sugli scudi, la Fiom, prospettano un ritorno al passato. Con una lotta di classe terribilmente inutile. E questo mi spaventa.
      Mattia

    2. Ugo scrive:

      Non so fino a che punto riuscirei a ritenere sconsiderato un eventuale gesto sconsiderato compiuto da qualche imprudente disperato e in definitiva “suicida”. Piuttosto, temo che potrebbe risultare inefficace per una scarsa abilità nel comprendere chi e come colpire. Rivolgersi preventivamente a qualche boss pratico del mestiere per riceverne consiglio potrebbe essere una buona pratica.

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      Francesco Maria Toscano, nato a Gioia Tauro il 28/05/1979 è giornalista pubblicista e avvocato. Ha scritto per Luigi Pellegrini Editore il saggio storico politico "Capolinea". Ha collaborato con la "Gazzetta del Sud" ed è opinionista politico per la trasmissione televisiva "Perfidia" in onda su Telespazio Calabria.

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