In un pezzo pubblicato sul suo sito, e rilanciato dal Grande Oriente Democratico, (clicca per leggere), Paolo Barnard, organizzatore della decisiva tre giorni riminese sulla MMT, chiarisce di non avere nessuna intenzione di entrare in politica. La spiegazione di una scelta così netta è  a ben vedere abbastanza debole e in linea con un certo paraculismo comunicativo proprio di quasi tutti i guru che si rivolgono ad una mitologica società civile, presuntivamente considerata migliore della società politica. Una emerita fesseria che contribuisce all’ulteriore svuotamento del concetto di politica, intesa nell’accezione più profonda e nobile di arte indispensabile e insostituibile per il perseguimento di obiettivi di interesse generale. L’effetto collaterale, probabilmente non voluto, di una simile operazione, è quello poi di puntellare ulteriormente l’esistente, permettendo alla cattiva politica di restare abbarbicata strenuamente al potere in mancanza di serie e credibili alternative. Per coagulare consenso intorno ad una proposta, in democrazia è giusto spiegarsi e contarsi. Il resto è filosofia e accademia. Chiusa la parentesi preliminare, passiamo al merito. Barnard scrive:” No, no, non entro in politica. Scordatevelo. No partito: perché la MMT è economia salva vite e salva nazione per tutti, leghisti, pddini, pdiellini, destrorsi, sinistrorsi, laici, cattolici. Il teorema fondamentale MMT – Uno Stato a moneta sovrana che spende a Deficit Positivo per il benessere e la tutela del 99% – vale per l’operaio, l’imprenditore, l’intellettuale, la casalinga, i bambini e chiunque altro, di qualsiasi orientamento. Gli unici per cui non vale sono l’1% appartenente alle elite Neomercantili e Neoliberiste. Un partito delimiterebbe questa economia salva vite e salva nazione a uno schieramento, che su altre questioni programmatiche diverrebbe nemico di altri schieramenti, sottraendo automaticamente la MMT dalla portata di tutti gli altri.No movimento: ‘grillini’ docet. Commentare oltre è superfluo.La proposta politica: la MMT è programma politico del Partito Tu.Tu, persona, presidente del consiglio di te stesso/a, cioè il centro di te, adotti la MMT come politica economica nazionale, e ne fai il tuo cavallo di battaglia. Un suggerimento: propongo che tu ponga allo schieramento politico di cui sei simpatizzante la seguente condizione: “Caro Partito, il mio voto è per la MMT come politica economica nazionale nel tuo programma. Altrimenti il mio voto te lo scordi. Cordialmente…”.
    Questo funziona, questo è fare politica”.
    Non c’è quasi nulla di condivisibile in questa prospettiva indicata da Barnard che finisce per applicare a se stesso le criticità che individua negli altri. Secondo Barnard è inutile creare un contenitore limpido, chiaro e riconoscibile che metta al centro della sua battaglia politica le proposte economiche proprie della MMT, perché questa teoria deve diventare patrimonio comune e condiviso di tutti dal Pdl a Vendola. Una idea questa stravagante e da rigettare, nonché chiaramente speculare alla vulgata oggi prevalente che, dal Pdl al Pd, professa a reti unificate rigore e austerità. La democrazia per vivere non ha bisogno di adorare divinità indiscutibili, ma si rinforza attraverso un costante confronto dialettico tra prospettive divergenti che finiscono con lo stimolare una competizione sul sapere che è essenziale per non ridurre la politica a burocratica amministrazione. Il risultato da perseguire non è quello di preparare le condizioni affinché tutti i pappagalli ben pagati che ancora oggi discettano sulle meraviglie del turbo capitalismo, abbraccino d’improvviso l’impostazione teorica offerta dai neokeynesiani. L’obiettivo prioritario deve essere quello di permettere al cittadino elettore, in occasione delle politiche del prossimo anno, di poter votare con chiarezza una forza politica che metta al centro del suo agire le proposte economiche avanzate dalla Modern Money Theory. Che poi il singolo consigliere comunale di Roccacannuccia finisca con l’infatuarsi della teoria in oggetto, caro Barnard, non sposta il problema di una virgola. Se domani si andasse a votare, quale partito offrirebbe garanzie rispetto all’abbandono costruttivo e non emozionale di queste politiche europee criminali che hanno piegato la Grecia e presto l’Italia? Non è semplice rispondere. Le forze oggi presenti in Parlamento sono evidentemente inadeguate allo scopo e al servizio delle élite neomercantili. Fuori dal Parlamento cresce Sel di Vendola, che pare vivere esclusivamente della verve poetica del suo leader, e il movimento 5 stelle di Grillo che, a parte le coloriture, si pone su un piano di sostanziale continuità economica con le politiche della Troika, demonizzando infatti di continuo l’aumento del debito pubblico figlio degli sprechi della Casta come farebbe un qualsiasi Pigi Battista. Attenzione a non svilire il momento elettorale quasi fosse poco più che una convenzione. Le elezioni hanno un senso se consentono al corpo elettorale di scegliere tra piattaforme diverse ed evidentemente distinguibili. Proprio l’esatto contrario del sistema attuale che produce abomini come l’attuale governo delle larghe intese che esprime premier Monti.

    Francesco Maria Toscano

     

     

    Categorie: Editoriale

    8 Commenti

    1. Luca scrive:

      Grazie Francesco!
      Sono pienamente daccordo sul fatto che il movimento creato a Rimini non debba rimanere espressione di un semplice (per quanto illuminante) esercizio teorico.
      Questo paese, e non solo, non ha bisogno solamente di lezioni magistrali, ma di una alternativa credibile e veicolata dal basso, che contrasti lo status quo della politica.
      Non ci sono attualemnte forze politiche che abbiamo la volontà di porre in discussione i principi neomercantili/liberisti, nonché il funzionamento malato e criminoso (lasciatemi passare il termine) delle istituzioni europee. E questo non perchè non abbiano colto il punto del contendere, ma perchè proprio non c’è interesse a farlo.
      Il distacco tra la funzione della politica (cioè rappresentare al meglio gli interessi dei cittadini) e la realtà è ormai evidente.
      Non vorrei generalizzare, ma penso proprio che chi siede oggi in Parlamento, provenendo dalle stesse realtà di chi governa la finanza (si verifica in realtà la commistione più totale tra le due, dimostrata dal fatto che tra l’edifico della politica e quello della finanza ci siano porte girevoli in pieno funzionamento), abbia come UNICO e PRIMARIO interesse quello di salvaguardare il proprio status di privilegio appoggiando insindacabilmente qualsiasi proposta di legge venga dall’alto.

      Giusto per curiosità vi riporto la domanda posta ad un esponente parlamentare che aveva tenuto a precisare (per correttezza d’informazione a suo dire) come il suo schieramento non avesse mai ricevuto alcuna forma di rimborso elettorale, come se questo lavasse le coscienze di fronte a qualsiasi altra forma di compromesso e rendesse irresponsabili di fronte agli atti svolti nell’esercizio della propria funzione. Ovviamente nessuna risposta è mai pervenuta.

      ———————–

      Carissimo Antonio Piarulli,
      le ho posto una domanda sul post del fatto quotidiano relativo alla questione Lusi, in cui lei è intervenuto con il seguente:

      “INFORMARE,CORRETTAMENTE I CITTADINI.NON SOLO MALA POLITICA.

      Antonio Piarulli
      Carissimi,vorrei farvi osservare che il P.P.A “PARTITO PENSIERO E AZIONE” è PRESENTE IN PARLAMENTO CON IL PROPRIO GRUPPO PARLAMENTARE COMPOSTO DA 9 DEPUTATI E CHE IN 12 ANNI DI ATTIVITà CON ALTO SENSO DELLO STATO E RISPETTO DEI CITTADINI NON HA MAI DICO MAI BENEFICIATO DI ALCUN RIMBORSO ELETTORALE NE DI ALCUN ALTRO GENERE DI FINANZIAMENTO PUBBLICO. .qUESTA è LA PROVA PROVATA CHE SI PUò AGIRE POLITICAMENTE PER MERO SPIRITO DI SERVIZIO.PER UNA CORRETTA INFORMAZIONE VORREI CHE SE NE PRENDESSE ATTO.CORDIALITà.IL SEGRETARIO NAZIONALE ANTONIO PIARULLI.”

      Le riporto di seguito la domanda che le avevo posto, alla quale spero non abbia avuto modo di rispondere ancora perchè impegnato in questioni più importanti per la collettività:

      “Carissimo Antonio Piarulli, come si è posto il PPA in merito allo scempio della modifica all’articolo 81 della Costituzione (fatto praticamente non esistito per i media), e cosa intende fare in merito alla votazione prossima dell’European Stability Mechanism? Grazie”

      Confidando in una sua pronta risposta, le auguro buona giornata.
      Grazie,
      Luca

      ———————–

      • Alessandro scrive:

        Non perderci tempo con quell’accozzaglia di parlamentari, non sanno neanche cosa sia l’art. 81 cost. e l’European Stability Mechanism, sanno fare solo del populismo come quella roba che hai riportato. Ho appreso che alla discussione per l’introduzione del pareggio di bilancio erano presenti solo 6 deputati!! gli altri.. al bar? però al momento del voto sono sopraggiunti in massa.. ci manca solo che si prendano anche i rimborsi elettorali.. neanche io l’ho mandata giù quella roba del pareggio di bilancio, come ha detto Cameron “hanno proibito Keynes con legge”

    2. Alessandro scrive:

      Non credo ad un MMT party. A mio avviso la MMT deve innanzi tutto essere divulgata il più possibile e la politica deve, prima di applicarla, riconoscerla come propria e capirne la validità (magari studiandosela..). L’unica proposta politica che ritengo valida sia la creazione di un movimento, trasversale ai partiti, ai sindacati e alle varie forme di associazione della società civile. In parte concordo con Barnard, nel senso della trasversalità della forma di attivismo da condurre, ma credo che nel tempo è inevitabile trasformare il gruppo di attivisti in un vero e proprio MOVIMENTO. Credo che la politica la si cambi dall’interno, non fuori dai partiti e dalle forme di associazionismo. Certo è difficile pensare di coinvolgere le forze politiche italiane in un cambio del modello di sviluppo economico, ma queste formazioni politiche abbiamo e con queste dobbiamo fare i conti. Non si pensi che nelle politiche del 2013 si riesca a far approdare in Parlamento il popolo di Rimini apartitico e apolitico con un colpo di spugna… Fa bene Barnard a non entrare in politica… è troppo presto. Il movimento deve crescere, autofinanziarsi, organizzarsi in gruppi regionali, attraverso incontri in varie città italiane… Il movimento deve portare all’attenzione dell’opinione pubblica che le politiche neoliberiste mercatiste di austerity non solo l’unica ricetta, ma che ci sono soluzioni alternative. Il movimento deve essere aperto: l’impostazione del tipo o sei con me o contro di me.. se non applichi la MMT non ti voto… fuori dall’eurozona, il sindacato non serve a niente, la sinistra ha rovinato l’Italia ecc… è una soluzione isolazionistica. E’ necessario coinvolgere ricercatori, docenti universitari, giornalisti, scrittori, politici, sindacalisti… un think tank sulla MMT! Aperto a tutti… qualcuno può ravvedersi e tornare sui suoi passi.
      Barnard teme che la teoria MMT sia banalizzata e qualche rischio c’è… anche gli attivisti convinti credo debbano fermarsi e approfondire la teoria senza abbandonarsi a slanci emotivi… è troppo presto! Non si prema sull’acceleratore e non condivido le pressioni su Barnard… d’altronde è un giornalista non un politico e non credo si aspettasse neanche il successo di Rimini… aiutiamolo a gestire tutto questo

      • RENZO scrive:

        Condivido fortemente quanto dice Alessandro. Io ero presente a Rimini e non mi ritengo digiuno di politica. Memorabile summit! Barnard ha perfettamente ragione a non entrare in politica. Dobbiamo fare ancora molta strada. Prepararci, studiare, confrontarci e piano piano organizzare un movimento forte per contrapporsi al neomercantilismo e neoliberismo imperante. Anche a sinistra. L’MMT è una occasione da non perdere.

    3. Andrea scrive:

      Questa la risposta di Scacciavillani all’articolo del grande oriente democratico…Ma e’ da sbellicarsi dalle risate! Pure i camerieri sfigati di Gelli sono per la MMT.

    4. Giancarlo scrive:

      Concordo parzialmente con quanto dice Francesco Maria Toscano. Parzialmente perchè Toscano è nel giusto quando non si mostra d’accordo sul fatto che la MMT debba essere un movimento trasversale, una specie di corrente, che passa e porta il suo verbo a tutti i partiti. I partiti rappresentati in parlamento e gran parte di quelli che vorrebbero entrarci non centrano mai il problema e cioè il superamento dell’euro, della UE e della finanziarizzazione della democrazia. Se la MMT si propone come alternativa rivoluzionaria, deve dotarsi di uno strumento con cui i cittadini possano scegliere e questo strumento non può che essere il Movimento MMT che si presenta alle elezioni.
      Barnard, non sbaglia però quando mette in guardia chi vuole il suo ingresso (suo inteso MMT) nell’agone politico. L’argomento è indubbiamente e necessariamente ostico, la gente che segue i dibattiti in TV è più interessata alle zoccole berlusconiane che non al pareggio o meno di bilancio. Entrando in politica adesso ci sarebbe il rischio di un flop clamoroso ma starne fuori, alla lunga, sarebbe inutile e castrante. Che fare?
      L’ideale sarebbe porre la MMT come supporto economico-monetario ad un Movimento sovranista, ritorno alla sovranità politica e alla sovranità monetaria e la MMT come supporto pratico.

    5. [...] di un “partito Tu” (vedi articolo “Tutti i limiti della impostazione di Barnard” http://www.ilmoralista.it/tutti-i-limiti-della-impostazione-di-barnard ) che ovunque, da destra a sinistra, profetizzi l’avvento della MMT. E’ illusorio e sbagliato [...]

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    "nella mia vita ho conosciuto farabutti che non erano moralisti ma raramente dei moralisti che non erano farabutti." (Indro Montanelli)


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    • Chi è il moralista

      Francesco Maria Toscano, nato a Gioia Tauro il 28/05/1979 è giornalista pubblicista e avvocato. Ha scritto per Luigi Pellegrini Editore il saggio storico politico "Capolinea". Ha collaborato con la "Gazzetta del Sud" ed è opinionista politico per la trasmissione televisiva "Perfidia" in onda su Telespazio Calabria.

    • Cos’è il moralista

      Sito di approfondimento politico, storico e culturale. Si occupa di temi di attualità con uno sguardo libero e disincantato sulle cose. Il Moralista è un personaggio complesso, indeciso tra l'accettazione di una indigeribile realtà e il desiderio di contribuire alla creazione di una società capace di riscoprire sentimenti nobili. Ogni giorno il Moralista commenterà le notizie che la cronaca propone col piglio di chi non deve servire nessuno se non la ricerca della verità. Una ricerca naturalmente relativa e quindi soggettiva, ma onesta e leale.

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