Bersani va a Parigi per dare manforte (si fa per dire) al candidato socialista Hollande, convinto della possibilità offerta dai partiti socialisti europei di rappresentare una alternativa valida al duopolio della morte composto da Merkel e Sarkozy. Hollande ha messo al centro della sua campagna elettorale la battaglia contro il cosiddetto fiscal compact, misura che impone ai governi un anacronistico e fine a se stesso pareggio di bilancio, pensato per esasperare le tensioni sociali, strozzare i ceri deboli e condannare all’indigenza ceti medi e proletari. Una norma criminale che, sia detto senza alcuna ridondanza provocatoria, dovrebbe indurre la civiltà occidentale, o quello che ne rimane, a chiedere che i mandanti e gli esecutori di questa vergogna planetaria finiscano sotto processo presso l’Alta corte dell’Aja per rispondere del reato di crimini contro l’umanità. Il fiscal compact equivale all’approvazione delle leggi sulla razza di mussoliniana memoria. Due misure simbolo rispetto a due forme diverse di autoritarismo violento, involutivo e liberticida. Di fronte ad uno scenario di questa gravità, Bersani non resiste neppure in trasferta alla tentazione di aprire la bocca per imitare il più lucido Maurizio Crozza. “Il fiscal compact non basta”, concede da Parigi lo statista del tortellino in brodo. Ma di grazia, caro Bersani, cosa significa quel “non basta”? Significa che il fiscal compact esprime una filosofia politicamente corretta e accettabile che va ulteriormente rafforzata? Significa che va bene ma va accompagnato da altre misure? O forse, più realisticamente, significa che non hai capito una cippa delle cose di cui si sta discutendo e, perciò, della vera posta in gioco rispetto a taluni tornanti della storia che tu, caro Bersani, ti ostini ad affrontare con la leggerezza del liceale piacentino in gita di istruzione al Louvre? Capisco l’imbarazzo di chi in Italia sostiene il governo dell’oligarchia estrema di Mario Monti e, nonostante questo, prova a ritagliarsi in giro per il mondo il ruolo dell’alternativo in difesa delle masse. Ma questo, caro Bersani, non è il momento dell’ammuina o delle piccole furbizie. E’ il momento di scegliere con chiarezza da quale parte schierarsi. O dalla parte di Merkel, Monti, Sarkozy e di tutti coloro che vogliono costruire il futuro secondo gli schemi antichi propri del feudalesimo medievale, o dalla parte di chi, come Hollande, ne denuncia almeno a parole le nefandezze. Scegli in fretta Bersani, perché non rimane molto tempo. E se continuerai a non scegliere farai con certezza la fine dei Melii, raccontata da Tucidide, i quali dopo avere sposato una interessata neutralità di fornte alle ostilità crescenti tra Sparta e Atene, finirono col l’essere colpiti con maggiore durezza.

    Francesco Maria Toscano

    Categorie: Esteri

    3 Commenti

    1. Ugo scrive:

      Bersani ha ormai perso la faccia, come gli altri che appoggiano Monti & C. dopo avere osteggiato le stesse azioni ma più blande messe in atto da Berlusconi & C. Solo persone piuttosto… ehm… “disattente” possono continuare ad attribuirgli una anche minima credibilità. Per non parlare dell’onestà, questa sconosciuta.
      Allo stesso tempo non posso fare a meno di osservare come la credibilità l’abbiano persa anche coloro che hanno appoggiato Berlusconi e ora osteggiano Monti, suo degno successore al cubo. La verità è che non esiste più una rappresentanza, e forse è per questa consapevolezza che è stata revocata la democrazia col beneplacito del Presidente più antidemocratico della nostra storia repubblicana. La nota livella della tradizione napoletana provvederà a pareggiare i conti.

    2. Alessandro scrive:

      Questo articolo non fa una grinza.. il discorso di Dalema e Bersani a Parigi, trasmesso su Rainews, era veramente imbarazzante.. fanno la voce grossa a Parigi mentre in Italia appoggiano il governo conservatore più di destra della storia italiana. Non ho sentito in questi anni nessuna levata di scudi significativa, mai una parola contro la finanza o su Merkosy… ora, in una bella giornata di sole a Parigi, sembrano pappagalli che ripetono le parole di Hollande (troppa austerity, troppa finanza speculativa, avanti con eurobonds, tassa sulle transazioni finanziarie, ecc) Ma questa gente non arrossisce per la vergogna? Il 6 marzo hanno approvato il pareggio di bilancio in costituzione! Con il silenzio dell’uomo dell’anno copertina del Times.. Le chiacchere stanno a zero!! Se le gite oltr’Alpe gli fanno così bene è il caso ci vadano più spesso! Credo che anche Hollande era imbarazzato per loro.. immagino la difficoltà di quest’uomo francese di creare una piattaforma politica assieme a personaggi così confusi e poco coerenti. Comunque Hollande, a mio avviso, se riuscirà a farsi promotore di una nuova piattaforma politica europea, catalizzando le forze socialiste o social democratiche, potrà essere l’alternativa più convincente all’attuale governance europea di stampo conservatore, il cui fallimento è agli occhi di tutti. Lo stesso Hollande auspica, successi elettorali dei socialdemocratici anche in Germania e Italia, per rafforzare la piattaforma politica europea. Ne dubito.. i tedeschi sono contenti della Merkel perché li fa guadagnare “paccate” di soldi (tutto effimero, quando caleranno i consumi in Europa calerà anche l’export tedesco). In Italia, il PD è in vantaggio ma dubito della loro credibilità ed indipendenza dalla finanza, quindi non credo possano contribuire in modo determinante al cambiamento.
      Nella speranza che non siano tutte chiacchere di campagna elettorale, Hollande sembra attualmente il più credibile in questo contesto, con tutti i limiti che si possono riscontrare in ordine alla sua posizione poco chiara sul ruolo che la BCE debba avere nella risoluzione della crisi dei debiti sovrani e come intenda conciliare il risanamento dei conti pubblici francesi con misure volte alla crescita.

    3. amico pulito scrive:

      Ragassi siamo qui mica a grattarci i gomiti!!!

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      Francesco Maria Toscano, nato a Gioia Tauro il 28/05/1979 è giornalista pubblicista e avvocato. Ha scritto per Luigi Pellegrini Editore il saggio storico politico "Capolinea". Ha collaborato con la "Gazzetta del Sud" ed è opinionista politico per la trasmissione televisiva "Perfidia" in onda su Telespazio Calabria.

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