Nella Costituzione francese del 1789 era scritto:”Quando il governo viola i diritti del popolo, l’insurrezione è per il popolo il diritto più sacro e il più indispensabile dei doveri”. Un messaggio profondo  e responsabilizzante, frutto del genio di un legislatore lungimirante, consapevole dei futuri assalti di un’idea aristocratica, classista e schiavista, sempre pronta a riemergere tra i curvoni disattenti della storia. E oggi, a distanza di oltre due secoli, nel mentre di uno dei più poderosi attacchi al cuore della civiltà occidentale, riecheggiano quelle parole d’amore e dignità in difesa dell’uomo. La fiaccola di quella antica saggezza francese è adesso nelle mani del candidato alle presidenziali  Jean Luc Melenchon, interprete attrezzato e moderno di una sinistra rivoluzionaria che, a differenza di quella annacquata e tecnocratica interpretata dalla socialdemocrazia classica, tocca le corde dell’emozione affrontando i problemi reali senza “langue de bois”. Melenchon è riuscito a riavvicinare alla politica tanti delusi francesi, giovani pieni di entusiasmo e militanti di sinistra da tempo non rappresentati. Ha riunito nel luogo simbolo della Bastiglia decine di migliaia di manifestanti, uniti dal desiderio di diffondere un punto di vista nettamente incompatibile con le criminali linee guida neoliberiste che hanno riportato in auge i paradigmi perversi di un passato fatto di soprusi e ingiustizie. Il Front de Gauche di Melenchon non è un innocuo e folkloristico covo di nostalgici comunisti settari che passano il tempo a litigare tra di loro. E’ un contenitore nuovo, attraente, dal lessico svecchiato e colto, che riattualizza  in chiave moderna il concetto di lotta di classe, declinando con profondità non di maniera i problemi  legati alla precarietà, al costo della vita, alla fiscalità, alle disuguaglianze e alla laicità. Melenchon propone una Europa dei popoli e non dei capitali, ed è l’unico capace di contendere a Marine Le Pen un elettorato proletario inquieto, rabbioso dopo anni di continue umiliazioni. Le parole d’ordine del Front de Gauche stanno dettando l’agenda delle elezioni presidenziali francesi. Sia Sarkozy che Hollande inseguono Melenchon sul suo terreno. Il primo promettendo una stretta nei confronti dei francesi che risiedono nei paradisi fiscali, mentre il candidato socialista assicura di aumentare la pressione fiscale in danno dei milionari transalpini fino ad un massimo del 75%. Ma la capacità attrattiva di Melenchon non fa breccia soltanto tra i ceti proletari, ma entusiasma anche le giovani élite intelletuali delle migliori università francesi consapevoli dei drammi causati dalla sbornia liberista. In molti preferiscono Melenchon ad Hollande perché i socialisti non mettono in discussione il falso spauracchio del debito pubblico, partendo di fatto da un ordine di idee legittimate da anni di politiche di destra. In ogni caso, mentre Hollande, credendosi Berlusconi, invita i francesi al voto utile, Melenchon ha già assicurato il suo sostegno al secondo turno al candidato socialista in un eventuale e probabile ballottaggio contro Sarkozy. Se proprio bisogna trovare un limite all’azione di Melenchon, questo è rinvenibile nella genericità della sua proposta economica. Durante la grande manifestazione del 19 marzo alla Bastiglia, Melenchon ha arringato sapientemente la folla rivelandosi molto puntuale sul tema dei diritti civili e un pò più vago rispetto alle misure da prendere con urgenza per superare la crisi infinita che attraversa l’Europa. Nel caso in cui Melenchon dovesse strada facendo abbracciare con nettezza le proposte della Modern Money Theory, coadiuvato da una giovane e già all’opera squadra di qualificati economisti, la sua ascesa potrebbe diventare davvero irresistibile, diffondendo così rapidamente nel resto d’Europa i semi di un nuovo e possibile Rinascimento.

    Francesco Maria Toscano

    Categorie: Esteri

    2 Commenti

    1. Alessandro scrive:

      In effetti è un difetto di tutti i politici promettere tante riforme, specialmente in campagna elettorale, ma mai nessuno dice chiaramente con quali soldi e quale modello di sviluppo economico scelgono. Hollande promette di ridurre il deficit pubblico francese al 3% del PIL nel 2013, senza spiegare come intenda conciliare austerity e crescita. Pare almeno assodato che nella piattaforma politica socialista europea francese, tedesca e italiana (Hollande, Martin Schulz e … Bersani-Dalema che scimmiottano Hollande… quando Tremonti propose gli eurobonds dove erano??) tutti intendano promuovere la crescita con un piano d’investimento attraverso gli eurobonds: basterà solo questo strumento per rilanciare la crescità? Apprendo nell’articolo che anche la proposta economica di Melenchon è carente… in generale qualsiasi cambiamento dell’attuale governace europea sarebbe auspicabile oltrechè necessario, ma francamente l’alternativa non è completamente convincente

    2. Ugo scrive:

      Francesco: «superare la crisi infinita che attraversa l’Europa»

      == CASSANDRA MODE ON ==
      Quella crisi, semplicemente, non è superabile perché la sua origine non sta in fattori economici, ma in fattori fisici che sono fuori dalle nostre possibilità di controllo. Potremmo *adattarci* ad essa, non superarla. Ma per poter conseguire quell’adattamento che ci permetterebbe di continuare ad esistere in una forma almeno simile a quella attuale, sarebbe indispensabile rivedere quella parte della nostra cultura che ci impedisce di cogliere il legame rigido che esiste tra la superficie e qualità territoriale e la densità della popolazione che ci vive, con tutto quello che ne consegue. Per com’è strutturata la mente della specie umana, non riusciremo nell’impresa senza i momenti cruenti imposti dalla nostra natura animale. E se saranno momenti troppo cruenti, come probabilmente saranno, finirà che non ci riusciremo per nulla.
      == CASSANDRA MODE OFF ==

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      Francesco Maria Toscano, nato a Gioia Tauro il 28/05/1979 è giornalista pubblicista e avvocato. Ha scritto per Luigi Pellegrini Editore il saggio storico politico "Capolinea". Ha collaborato con la "Gazzetta del Sud" ed è opinionista politico per la trasmissione televisiva "Perfidia" in onda su Telespazio Calabria.

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      Sito di approfondimento politico, storico e culturale. Si occupa di temi di attualità con uno sguardo libero e disincantato sulle cose. Il Moralista è un personaggio complesso, indeciso tra l'accettazione di una indigeribile realtà e il desiderio di contribuire alla creazione di una società capace di riscoprire sentimenti nobili. Ogni giorno il Moralista commenterà le notizie che la cronaca propone col piglio di chi non deve servire nessuno se non la ricerca della verità. Una ricerca naturalmente relativa e quindi soggettiva, ma onesta e leale.

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