Sul quotidiano economico-finanziario Milano-Finanza è uscito ieri  (clicca per leggere ), rilanciato dal sito Dagospia, un pezzo indicativo circa il timore che  un modello virtuoso e redistributivo come quello argentino degli ultimi dieci anni possa fare breccia anche fuori dai confini del Paese Sudamericano. I due solerti giornalisti Roberto Sommella ed Angela Zoppo danno voce senza pudore alle paure del capitale speculativo finanziario internazionale, confondendo le loro brame di smisurato arricchimento addirittura con una ipotizzata crisi sistemica paragonabile a quella del 2001, frutto di scellerate politiche neoliberiste. “In Argentina si teme una nuova crisi finanziaria”, attaccano i portavoce del potere costituito, “a causa delle inquietanti e dirigiste politiche dell’attuale Presidente Fernandez”. Per poi entrare nel dettaglio delle scelte governative causa dello scandalo: “A causa della moral suasion del governo, avente l’obiettivo di indurre le compagnie straniere a non esportare all’estero gli utili prodotti, Telecom argentina, posseduta da Telecom italia, potrebbe non distribuire dividendi proprio in ossequio alle politiche peroniste della nuova Evita”. Sai che dramma. Ma il meglio i due sacerdoti dell’ortodossia lo danno nello sfoggio interpretativo delle possibili cause scatenanti: “I giornalisti”, azzardano, “si chiedono il perché di queste misure e paventano una crisi di liquidità e un rigurgito di peronismo ideologico. Certi numeri”, si sbilanciano, “fanno pensare ad una crisi evidente. Goldman Sachs parla di conti truccati e inflazione al 24%…”. Ricapitolando, l’indirizzo politico del governo, tendente a convincere le imprese straniere a continuare ad investire, sarebbe la spia di una possibile crisi di liquidità. E per dare forza ad una barzelletta di queste proporzioni, gli autori del pezzo citano come fonte autorevole  pure Goldman Sachs, che parla apertamente di conti truccati e inflazione galoppante. Nonostante quelli della Goldman Sachs siano universalmente riconosciuti come esperti nell’esegetica dei conti truccati, vedi caso Grecia (clicca per leggere), trovo poco credibili i loro interessati allarmi. Basti pensare che mentre l’Europa è sostanzialmente in recessione, l’Argentina “inquietante e dirigista” della Fernandez cresce a ritmi vertiginosi (clicca per leggere) e si impone al mondo come modello a cui guardare per uscire dalle sabbie mobili di un sistema turbocapitalista, da troppo tempo dispensatore di lutti e rovine in ogni angolo del pianeta. Articoli come questo non fanno altro che dimostrare il livello di terrore che comincia ad attanagliare i tanti oligarchi, anche italiani, desiderosi di mantenere un iniquo e scricchiolante status quo. Un articolo che sul finire rasenta persino il ridicolo quando accusa l’Argentina di “praticare dal 2002 una politica di contenimento dei costi energetici” a beneficio dei cittadini e naturalmente poco gradita da gruppi come Endesa, controllata dall’Enel. Invece che scrivere analisi in libertà, Sommella e Zoppo farebbero forse meglio ad indagare sul gruppo che edita anche il loro giornale. Class Editori, infatti, che esprime Paolo Panerai come amministratore delegato, ha chiesto ai suoi oltre 300 dipendenti il sacrificio di vedersi decurtato lo stipendio del 10% per tutto il 2012. Provvedimento non nuovo e già adottato, evidentemente senza troppo successo, due anni orsono. Il gruppo, quotato in borsa, certifica il sito lettera43.it (clicca per leggere), ha un indebitamento netto di 61 milioni . Dagospia, infine, potrebbe scegliere meglio gli articoli da rilanciare, magari pensando di più alla qualità dei pezzi proposti che non alla pubblicità da incassare(clicca per leggere).

    Francesco Maria Toscano

    Categorie: Economia

    3 Commenti

    1. Alessandro scrive:

      Il PIL dell’Argentina cresce dal 2003 più del 6% annuo con punte superiori anche al 9% grazie a politiche post-keynesiane. Dopo il default, l’inflazione è stata comprensibilmente alta, ma nel periodo 2005/2010 si è stabilizzata, oscillando fra il 6,10 al 9,80. Se il prezzo da pagare per la crescita è un pò d’inflazione allora ben venga.. meglio inflazione che disoccupazione.. d’altronde non mi vengano a sparare le balle che l’inflazione in Europa oscilla fra il 2 e il 3%.. queste balle le sparano solo ISTAT o EUROSTAT!! lo sappiamo tutti che l’inflazione in Italia, in Francia e altri paesi europei è vicina all’8% annuo. Lo dicono gli studi delle associazioni dei consumatori da anni e qualsiasi studio serio fatto da economisti seri (l’ha detto anche Parguez al summit MMT di Rimini). Visto che i prezzi sono tutti raddoppiati da quando c’è questo ca…spita di euro, vorrei sapere dove ISTAT e EUROSTAT e relativi “committenti” fanno la spesa e dove comprano le case (già.. magari case con vista sul Colosseo senza sapere che te l’ha pagata un altro o a Montecarlo.. ci siamo capiti…). Se vi chiedessero dove vorresti vivere ora: in Argentina, in Grecia o in Portogallo? Cosa sceglieresti uno Stato libero di mandare la finanza affa…re affari da un’altra parte, che conserva ancora il potere di scegliere il modello di sviluppo o Stati satellite della Germania, sotto il controllo della porca tro…ika, dove passeresti metà giornata in fila all’ufficio di collocamento e l’altra in fila alla mensa caritas?
      Bisogna ammettere comunque che qualche aggiustamento necessita in Argentina visto che il tasso d’inflazione dal 2011 mi risulta essere salito sopra il 20% (sperando che i conti non siano fatti da ISTAT/EUROSTAT..) e di certo i motivi non sono da ricercarsi nel tentativo di limitare lo strapotere della turbo finanza di fare nel mercato dei capitali ciò che gli pare… detto poi da Goldmann Sasch suscita ilarità e disgusto… truccare i conti? Nel mio paese si dice: il bue che dice cornuto all’asino!

    2. amico pulito scrive:

      Ottimo articolo e ottima risposta di Alessandro…
      L’articolo l’avevo letto, e trovo sia ovviamente fuorviante.
      Mi fa ridere come certi organismi vengono presi ad esempio (GS) da certa stampa asservita, circa la lettura dei dati, quando è oramai notorio come l’istituto americano abbia un ruolo chiave nello scacchiere internazionale (“revolving doors”) da molti anni.

      È un indicazione comunque il fatto che stranamente quando si inizia a parlare di metodi alternativi e VERAMENTE risolutivi della crisi (meeting di Rimini, lieve risonanza su molti blog della rete, un nome – quello di Barnard – che inizia a diventare ridondante,….) sui principali quotidiani dedicati appaiono articoli del genere… Non trovate?

      MMTers di tutto il mondo, unitevi!!!!!!
      Bravi!

    3. Alessandro scrive:

      Anche l’economist pensa che l’Argentina trucca i conti sull’inflazione, ho trovato questi articoli sul tema:

      http://blog.panorama.it/economia/2012/03/03/the-economist-non-pubblica-i-dati-sullinflazione-dellargentina-sono-falsi/

      http://www.ilpost.it/2012/02/25/largentina-trucca-i-dati-dellinflazione/

      Approfondirò la questione, comunque resta il fatto che milano-finanza e l’economist fanno 2 pesi 2 misure perchè è lampante che in europa e specie in Italia i prezzi sono aumentati, quindi truccati. La polemica sull’inflazione in Italia esiste da 10 anni, vedi sotto (wikipedia – paragrafo 5)

      http://it.wikipedia.org/wiki/Inflazione#La_polemica_sull.27inflazione_in_Italia

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      Francesco Maria Toscano, nato a Gioia Tauro il 28/05/1979 è giornalista pubblicista e avvocato. Ha scritto per Luigi Pellegrini Editore il saggio storico politico "Capolinea". Ha collaborato con la "Gazzetta del Sud" ed è opinionista politico per la trasmissione televisiva "Perfidia" in onda su Telespazio Calabria.

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