La stampa italiana non si capacita del fatto che in Argentina esista un governo, libero dai condizionamenti della grande speculazione finanziaria internazionale, che lavora con l’obiettivo di rendere migliore la vita dei suoi cittadini e non con quello di sentirsi adulato e riconosciuto da fantomatici “mercati” ( clicca per leggere ). L’idea che i cittadini possano riappropriarsi del potere di eleggere rappresentanti politici che agiscono democraticamente in nome dell’interesse pubblico, terrorizza le élite schiaviste che utilizzano tecnocrati come Monti per imporre direttamente e senza infingimenti il primato di una nuova aristocrazia fondata sul denaro, che ingrassa sulla pelle di un popolino ridotto nuovamente in ceppi. L’essenza dello scontro tra i tecnici e la politica è questa. I politici, per quanto inetti e corrotti, sono almeno in astratto espressione di quella sovranità popolare sancita dalla nostra Costituzione. I tecnici al potere impongono invece plasticamente un primato diverso, quello della speculazione mercatista che umilia la dignità dell’uomo. Il peggiore governo politico è migliore di qualsiasi governo tecnico. Monti, che si sta rivelando un involontario gaffeur degno del suo predecessore, è riuscito persino a dire che alcune riforme per rendere flessibile il mercato del lavoro sono molto apprezzate in Cina. Non so se perché colto da un furore ideologico che ne limita la lucidità tattica e strategica o, più semplicemente, perché totalmente incapace di comunicare politicamente, ma Monti ha scoperto finalmente le carte. Il suo modello è la Cina. Un modello dove gli uomini sono macchine al servizio dell’agio del padrone, dove i bambini lavorano con turni massacranti, dove i diritti non esistono in ossequio ad un ignobile rincorsa ad una supposta competitività che aumenterebbe la produttività del sistema. Oracio Verbitsky, giornalista che dirige il Centro Studi Giuridici e Sociali di Buenos Aires, ha scritto ieri un bel pezzo per il Fatto Quotidiano, rilanciato dal sito Comedonchisciotte (clicca per leggere), che mette chiaramente in evidenza le tante similitudini tra l’Italia di oggi e l’Argentina di Menem e Cavallo,  che finì la sua corsa nel 2001 dopo avere distrutto le vite di milioni di argentini grazie alle stesse politiche scellerate applicate oggi in Europa, e spacciate come indispensabili da nuovi aristocratici in malafede. Le élite dominanti continueranno sapientemente a diffondere le loro menzogne attraverso un uso scientifico dei media asserviti alla causa, facilitati dal servilismo di una classe politica che nel suo insieme tradisce il mandato popolare. Ma il popolo italiano capisce comunque la strumentalità di alcune ricostruzioni e presto, questa nuova consapevolezza, spazzerà via definitivamente gli impostori che affamano sadicamente i lavoratori per ripristinare un modello democratico di benessere, sviluppo e progresso, sensibile più alle istanze degli uomini che alle bramosie immorali di una finanza senza volto.

    Francesco Maria Toscano

     

    Categorie: Esteri

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      Francesco Maria Toscano, nato a Gioia Tauro il 28/05/1979 è giornalista pubblicista e avvocato. Ha scritto per Luigi Pellegrini Editore il saggio storico politico "Capolinea". Ha collaborato con la "Gazzetta del Sud" ed è opinionista politico per la trasmissione televisiva "Perfidia" in onda su Telespazio Calabria.

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