Dati alla mano dal primo turno delle elezioni francesi vengono fuori alcune certezze. Sarkozy è il grande sconfitto di questo primo turno elettorale. Hollande è avanti di tre punti, ma nessuno dei due candidati ammessi al secondo turno, previsto tra due settimane, supera la soglia psicologica del 30%. La vera vincitrice della serata è Marine Le Pen, accreditata di quasi il 20% dei consensi, il cui elettorato sarà certamente blandito come non mai nei giorni a venire. Il risultato stratosferico del partito di estrema destra francese non mi stupisce. Avevo colto per tempo tutti i segnali che indicavano la sicura ascesa della bionda Marine (clicca per leggere). Rilevante, anche se non roboante, il risultato del candidato delle sinistre Jean Luc Melenchon, fermo intorno al 12% dei consensi. Abbondantemente sotto il 10% invece il centrista Bayrou, vecchio amore dei moderati italiani alla Rutelli e Casini. A parte tutte le ipotizzate somme algebriche che terrebbero in teoria ancora in corsa per la vittoria  finale l’attuale presidente Sarkozy, credo che Hollande vincerà nettamente al secondo turno. Un terzo circa dell’elettorato francese, accorso in massa a votare a dispetto dei catastrofisti pro astensione, ha espresso un voto di preferenza per i partiti cosiddetti estremi. Termine improprio che colpisce in genere indistintamente tutte quelle forze politiche che criticano il sistema di potere vigente, il quale si articola nel suo insieme intorno a parole d’ordine astruse come debito sovrano, spread e rigore. I francesi sono evidentemente consapevoli della pericolosità della dittatura tecnocratica che sta avvelenando l’Europa. E pur di non vedere definitivamente trionfare l’attuale disegno europeo, guidato da una oligarchia avida, miope  e ingorda, sembrano pronti ad affidarsi ad una versione aggiornata del fascismo novecentesco, al quale chiedere eventualmente e in prospettiva  di farsi interprete di una violenta, liberatoria e visibile vendetta di classe. Questo numero eccezionale di francesi, credo, voterà prevalentemente Hollande al secondo turno. Perché Sarkozy rappresenta anche fisicamente l’emblema di questa Europa strozzina e classista, finita sotto le grinfie di una Hitler in gonnella come Angela Merkel, capace di dominare l’Europa senza sparare un colpo di cannone. Hollande ha sposato una linea di chiara discontinuità con le attuali regole, gradite anche al nostro Mario Monti, che condannano dolosamente gli europei ad una vita di stenti ed insicurezze. I francesi gli crederanno. Ma se anche Hollande dovesse poi nei fatti tradire le aspettative di un popolo intero che chiede democrazia e cambiamento, l’Europa conoscerà presto nuove guerre, lutti e tragedie, come ingenuamente pensavamo non sarebbe più successo. E’ l’ultima chance. Se fallisce pure Hollande, chiarisce il voto di oggi,  restano sullo sfondo soltanto le camicie brune dei nazisti. Nessuno, perlomeno, potrà dire di non essersi accorto prima di nulla.

    Francesco Maria Toscano

    Categorie: Esteri

    3 Commenti

    1. Paolo scrive:

      Stasera a SkyTG24 la giornalista francese Marcelle Padovani, interpellata circa la linea di Hollande sul fiscal compact, rispondeva che un politico della caratura di Hollande, una volta presidente, saprà trovare il giusto compromesso su certe posizioni che lei evidentemente giudicava un po’ estremiste. Fermo restando che Hollande le elezioni deve ancora vincerle, temo che la giornalista francese avesse ragione.
      Inoltre ho letto con raccapriccio del sondaggio riportato da alcuni quotidiani sul gradimento di Monti presso gli italiani: una lista del professore sarebbe oggi il primo partito, con un perentorio 30% e un distacco umiliante sugli ormai inutili PD e PDL.
      Non so se avremo le camicie brune sotto casa, probabilmente no, non saranno necessarie. Le camicie brune saranno ben nascoste sotto giacche di sartoria e sobri pullover, indossate da rassicuranti tecnocrati dall’aria mite e professionale.

    2. Twin Astir scrive:

      Come la storia insegna, il vento rivoluzionario arriva da coloro che, la Rivoluzione, l’hanno inventata. Comunque vada la corsa verso l’Eliseo, anchè con Sarkò rieletto per un pelo di zampa di mosca, sarà lecito sperare che nulla sarà come prima e che forse questa sarà la volta buona per introdurre il senso etico nell’economia francese e continentale, insegnando alla Germania qualche nozioncina di sana politica economica che ignora. Grazie, Francia (poi si faranno i conti pure qui da noi…).

    3. alessandro scrive:

      Analisi di voto condivisibile e complimenti per aver previsto con anticipo il successo della Le Pen.
      Paradossalmente Le Pen potrebbe raggiungere più vantaggi nella vittoria di Holland, che sancirebbe il definitivo fallimento di Sarkò e determinerebbe il primato della Madame nazionalista nell’opposizione di destra. Consegnare la presidenza alla sinistra, prepararsi per una efficace ed incisiva opposizione alle (tiepide?… vedremo) iniziative di Hollande, per poi assegnare il colpo decisivo al rinnovo del Parlamento francese.
      In effetti si ritorna al tuo ragionamento… se la risposta politica della socialdemocrazia francese all’indomani delle elezioni della Presidenza (se vince Hollande) non sarà forte ed incisiva e le morse della crisi iniziano a stritolare l’ormai scricchiolante economia d’oltralpe, si potrebbero ripetere tragiche esperienze del passato, soltanto che un tempo era colpa dei Juden, oggi dell’Islam… se non paga la finanza i danni che ha causato li pagherà qualcun altro.

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      Francesco Maria Toscano, nato a Gioia Tauro il 28/05/1979 è giornalista pubblicista e avvocato. Ha scritto per Luigi Pellegrini Editore il saggio storico politico "Capolinea". Ha collaborato con la "Gazzetta del Sud" ed è opinionista politico per la trasmissione televisiva "Perfidia" in onda su Telespazio Calabria.

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