Ricevo e pubblico una cortese e precisa mail contenente alcune proposte politiche e sociali. Con due avvertenze per il futuro. La prima riguarda la richiesta di presentarsi con nome e cognome per amore di trasparenza. La seconda chiarisce per l’ennesima volta come il sito de “Il Moralista” vada vissuto come uno spazio libero, plurale e aperto al confronto. Per cui verranno pubblicati tutti i contributi interessanti e scritti con garbo ed educazione. Nel merito di alcune delle idee di seguito esposte, mi limito  a sottolineare come l’abbraccio del paradigma proposto dalla Modern Money Theory renda del tutto superfluo il dibattito intorno ai tagli di presunti sprechi finalizzati a far quadrare i conti.

     

    I soldi per famiglie povere, numerose, con disabili gravi e malati cronici, ci sono! Sono in Svizzera. Ma l’Italia ancora non fa nulla per tassare i soldi fuggiti! Invece secondo l’accordo “lampo” del governo austriaco guidato da Faymann, tassare i capitali italiani esportati illegalmente in Svizzera frutterebbe 37 miliardi (25% dei 150 miliardi di euro stimati)! Un bel colpo! Inoltre quanto alla tassazione sugli interessi, facendo una proporzione analoga a quella prevista dagli accordi austriaci, l’Erario potrebbe contare su 625 milioni di incassi all’anno! Aspettare Bruxelles, invece di seguire le orme austriache (ancor più che tedesche), per ora non paga. Altri 4 miliardi di euro, potrebbero arrivare dalla sostituzione del beauty contest con un’asta vera. Le frequenze televisive liberate dal passaggio al digitale non verrebbero più regalate agli operatori (a cominciare da Rai e Mediaset) ma vendute a caro prezzo. Su un totaledi 600 mila nuovi posti di lavoro stabili creati nel 2011 nell’industria e nei servizi più di 250 mila sono posti di lavoro green. Perché non raddoppiarli? Il 35%delle imprese che ha avuto la lungimiranza e il coraggio di investire nell’ambiente ha un a grossa fetta di presenza sul mercato estero. Perché non aiutarle al massimo possibile? Sono 1.400 mila i privati che hanno aderito al credito per ristrutturazioni legate alle fonti rinnovabili. Generando investimenti per 17 miliardi di euro. Perché non incrementare e rendere temporalmente stabili gli incentivi? A leggere i dati Comieco (Consorzio nazionale per gli imballaggi di cellulosa) dal 2001 a oggi raccogliendo e riciclando 26 milioni di tonnellate di rifiuti, abbiamo evitato di aprire qualcosa come 222 discariche e riusciamo ogni anno a risparmiare 15 milioni di tonnellate di petrolio. Perché allora non rendere entro un anno obbligatorio per tutti  i Comuni il portare la raccolta differenziata al 100% pena il commissariamento? Facciamo diventare l’industria del riciclo e delle rinnovabili, il perno della ripresa. Facciamo nascere nuove Revolution (azienda marchigiana di arrredi per magazzini con plastiche riciclate). I fondi europei esistono. Usiamoli. Solo per il nostro Sud, nel periodo 2007-2013, la UE  ha stanziato 44 miliardi di euro ma al 2011 ne sono stati spesi circa 4! Le Agenzie regionali in sostituzione e su delega delle Asl (Comune e Regione) deve effettuare quegli acquisti di merce tali da impedire prezzi differenti spuntati dalle ditte fornitrici sul territorio regionale e nazionale. Si tratterebbe in pratica di una centrale operativa con i listini a tempo reale di tutte le imprese fornitrici di materiali e servizi presenti sul territorio nazionale. Per un rapido confronto e conseguente razionalizzazione. In pratica di una qualunque tipologia di costo (dalla manutenzione dei macchinari di diagnostica e terapia alle siringhe) si sceglie l’azienda che pratica il costo minore per lo specifico capitolo di spesa e lo si rende come costo standard a livello nazionale ( introduzione di un tetto di spesa massima per le forniture) senza quindi la “baggianata” della media storica dell’ultimo anno. Si devono obbligare dunque Regioni, Comuni e Asl ad equipararsi oggettivamente alle amministrazioni territoriali e sanitarie più virtuose. Ad evitare spese gonfiate con relativa cresta da parte del politico committente vigilerebbero anche la figura   nominativa del Difensore civico ed elettiva del Garante dei consumatori Decurtazione di tutti gli stipendi pubblici oltre i 5000 euro netti, ad esclusione di incarichi rischiosi e con gravose responsabilità Unificare elezioni Regionali e  di tutti i Comuni all’interno della Regione (election day). Le annualità di differenza tra i Comuni verrebbero coperte da Commissari prefettizi in caso di fine mandato del Sindaco. Unificare (attenzione nel senso di fusione e non di Unione di alcune funzioni) le amministrazioni dei Comuni sotto i 15 mila abitanti che si trovano nel raggio di 10 km. Il risparmio annuo dell’accorpamento dei 7400 Comuni con meno di 15mila abitanti varrebbe un risparmio di 3,2 miliardi. Eliminazione (non geografica ne amministrativa ma solo politica) delle  Province ( il solo mantenimento dei politici a scaldare le sedie ci costa 2 miliardi e rotti) nelle aule parlamentari senza aspettare l’esito favorevole del referendum abrogativo. Ridurre del 70% il finanziamento dei partiti (la quota del 30% può bastare per garantire il gioco democratico). Detto eufemisticamente: rimborso elettorale, per cercare di coprire con i termini linguistici la più grande porcata (infatti si potrebbe benissimo chiamare bottino, maltolto o refurtiva). I partiti possono per il restante essere delle onlus che possono godere delle donazioni di attivisti, militanti e simpatizzanti( 5×1000 con indicazione del partito destinatario, tesseramento e donazioni varie es pesca di beneficenza), ma con assoluto divieto di imbrattare muri e quant’altro con gli inutili manifesti elettorali. Si, invece a comizi, dibattiti e conferenze in palazzetti, piazze, aule consiliari, appositi spazi per manifesti, ecc, dati dalle PA in comodato d’uso gratuito. Si anche al porta a porta. Dal condizionamento dei partiti dei magnati, ci si difende con il tetto alle spese elettorali e super visori o Authority  che dir si voglia. Basta dunque con questa scusa ridicola! Ridurre di 1/3  il numero delle cariche politiche a tutti i livelli finanche nei Municipi (Consigli circoscrizionali), insieme ai loro privilegi. Il solo dimezzamento  dei parlamentari (da 945 a 500)  comporterebbe come risparmio: una cifra abbastanza vicina al miliardo di euro l’anno (per la precisione 793 milioni ogni anno). E allineare i loro stipendi a quelli europei. Infatti considerando  che i senatori guadagnano 16mila euro e i deputati 15mila, ovviamente netti: come  si fa a non considerare che i parlamentari tedeschi guadagnano 7mila euro e quelli inglesi 6800?  L’Italia (60 milioni di abitanti) ha  30 deputati e 315 senatori. Gli USA (300 milioni di cittadini) 435 e 100 (sic!). Incompatibilità dell’incarico parlamentare con ogni altro tipo di carica elettiva (con relativa aggiunta di indennità e gettoni di presenza). Definizione delle remunerazioni dei parlamentari fatta da altro organismo (Corte dei Conti?) comunque portandoli a livello della media degli altri Stati europei democratici. Stabilire un tetto massimo agli stipendi dei manager pubblici a 5000 euro base e rapportare il loro stipendio ai risultati ottenuti . Idem per gli onorevoli  (emolumenti base a 5000 euro) che sono nostri dipendenti a collaborazione coordinata e continuativa (co.co.co.). il resto deve essere costituito da premialità (in base ai risultati raggiunti). Impossibile poi dimenticarsi del Quirinale. Con 228 milioni a bilancio il Quirinale costa ancora il doppio dell`Eliseo.  In una residenza per sole due persone: vi lavorano 2.158 dipendenti (di cui 1.086 militari), 4 volte + che a  Buckingham Palace. Perché il Parlamento italiano ha 39 palazzi, quando negli altri Paesi europei ce ne è solo uno, quello appunto dello stesso Parlamento? Riduzione di indennità e rimborsi per  assessori e consiglieri a tutti i livelli. Non è possibile che un presidente di consiglio circoscrizionale guadagni 5mila euro al mese. Nel 2009 Montecitorio ha stanziato sui 138milioni 200mila euro per i vitalizi, cosi ripartiti: 96 milioni e 700 mila euro per assegni diretti  e il resto per la reversibilità. Ma non è tutto. M. ha anche stanziato 1 milione e 200mila euro per i rimborsi dei viaggi degli ex deputati. Stessa musica a Palazzo Madama che ha speso 81 milioni per i vitalizi e un milione 810 mila euro per pagare treni e aerei agli ex senatori. Prima proposta: chi vuole mantenere questo privilegio ha l’obbligo di bere il caffè (meglio se d’orzo italiano) ogni mattina con un pensionato al minimo e guardarlo negli occhi. Seconda proposta:  Robin Hood tax retroattiva. L’ammontare di questo contributo di riparazione una tantum, da devolvere tutto in una volta o a rate, deve corrispondere a 600 euro per ogni 1000  netti percepiti ogni mese fino alla data di annullamento del dolce vita…lizio. In generale che dire dei baby pensionati e delle pensioni d’oro?  Come è possibile che un ex manager della Telecom percepisca una pensione mensile di 90 mila euro l’anno? Minor ricorso agli incarichi di consulenze esterne e con maggior ricorso alle professionalità interne all’amministrazione. Ammonta a quasi 2 miliardi, la spesa annua per i clientelari incarichi (eufemisticamente detti: rapporti di collaborazione)  affidati da Sindaci, presidenti di Province e Regioni, manager di Aziende Sanitarie, rettori di Atenei a tecnici esterni (consulenti). Impedire l’acquisto di  131 caccia bombardieri f 35 al costo di 14 miliardi di euro! I quali tra l’altro quadruplicheranno con l’aggiunta dei costi di gestione e di manutenzione. Sembra un anagramma da Settimana Enigmistica: Inps, Inail, Inpdap, Ipsema, Inpdai, Enpals, Enpam , Enpaf, Ipost…Unificare gli enti previdenziali vale 2 miliardi. Lo Stato dovrebbe confiscare i “conti dormienti”. Si tratta di 10-15 milioni fra conti correnti, cassette di sicurezza e libretti di deposito, non più utilizzati da almeno 10 anni ciò per evitare che tali depositi dimenticati siano “confiscati” dalle banche. Se ogni punto della rete web si unisce facendo diffondere via email e social network tale tipo di appelli propositivi, etici e razionali nonché  pacifici sit in permanenti di sensibilizzazione in prossimità di Camera e Senato (con cambio turno giornalieri tra veri associazioni e movimenti civici) e altri punti nevralgici dell’apparato burocratico per far sentire il “fiato sul collo” ai gerarchi politici referenti degli oligarchi, è, possibile l’impossibile:  cambiare lo “status quo” ed essere un esempio per tutte le altre nazioni. Tutto questo senza essere ne indignados ne black block ma semplicemente …iene. Ovvero porsi lungo il cammino pedonale dei parlamentari verso il Parlamento per denunciare, sensibilizzare e dialogare. Insomma unire movimenti apolitici, agnostici e apartitici, sindacati lavorativi e associazioni religiose contro la stupida, cinica e incompetente partitocrazia, da abolire tramite referendum popolare. Riprendiamoci il Paese. E’ un atto dovuto per i padri della patria, i malati, anziani, poveri, disabili, disoccupati, precari vittime di mafia e strozzinaggio Le accise sulla benzina e i suicidi tra imprenditori, autonomi, disoccupati aumentano a un ritmo tale che ora lo spread ha problemi di autostima! La mia e quella del minuscolo gruppo di preghiera cristiano  mariano (apolitica e disinteressato) è un mail destinata a tutti i tipi di  associazioni, movimenti e partiti per sensibilizzare prima i loro cuori e poi le loro menti affinché si cambi lo status quo. Ciò è possibile solo se in ogni parte della nazione le persone oneste scendono nell’agone politico per evitare che le aristocrazie ci portino oltre l’orlo del baratro. Aiutiamoci che Dio ci aiuterà.

    Gruppo di preghiera Mariano

    Categorie: Società

    2 Commenti

    1. ampul scrive:

      Come non dare seguito ad una lettera del genere.?!!?… Personalmente mi occuperò che venga perlomeno letta da tutte le persone che conosco, conoscenti familiari colleghi fidanzate ecc ecc..
      A questo servono i social network, le e-mail, blog e gli altri mezzi di cui facciamo “fuorviante” uso tutti i giorni.

      Habemus ratio!!!!!

    2. alessandro scrive:

      non capisco cosa fa credere all’autore/a della lettera che la società civile, con i suoi movimenti ed associazioni, possa essere superiore alla politica, che addirittura dovrebbe essere “abolita tramite referendum popolare”. Francamente penso che non ci sia necessità di fare i picchetti davanti al Parlamento, se il “manifesto” è valorizzare l’ambiente e taglio dei costi della politica (e “taglio” delle capezze dei politici eliminazione della partitocrazia) può votare Grillo che con il 7% dei sondaggi favorevoli spaventa già abbastanza il Parlamento e a quanto pare anche il Presidente Napolitano, visto le sue recenti dichiarazioni sui “demagoghi di turno”.
      Io francamente credo nell’alta politica, nei partiti e credo che la democrazia abbia un costo. Con ciò non condivido proposte demagogiche di smantellamento dei partiti, pur condividendo tutte le proposte dei tagli suggeriti, anche se sembra che l’autore abbia scoperto l’acqua calda. Per razionalizzare e tagliare la spesa di proposte te ne farebbero altre 100 anche i ragazzini al secondo anno delle scuole superiori, il fatto è che questo governo e questi partiti non vogliono, non sanno fare i tagli e non riescono a trovare un accordo per liberare risorse e finalizzarle in investimenti produttivi. Pertanto è il caso che i movimenti si costituiscano in partito entro il 2013 con una proposta convincente e non demagogica, che si contrapponga ad ABC (PdL-PD-UDC) che avendo sbagliato devono andare a casa col voto dei cittadini. E’ gradita una riflessione su quale proposte politiche sono attualmente in campo per creare un’alternativa oltre a Grillo. Vorrei contare i movimenti e sapere cosa vogliono da noi!

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    "nella mia vita ho conosciuto farabutti che non erano moralisti ma raramente dei moralisti che non erano farabutti." (Indro Montanelli)


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      Francesco Maria Toscano, nato a Gioia Tauro il 28/05/1979 è giornalista pubblicista e avvocato. Ha scritto per Luigi Pellegrini Editore il saggio storico politico "Capolinea". Ha collaborato con la "Gazzetta del Sud" ed è opinionista politico per la trasmissione televisiva "Perfidia" in onda su Telespazio Calabria.

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