Hollande è il nuovo presidente francese. Il voto transalpino ha rispettato i pronostici della vigilia, consegnando la vittoria al candidato socialista e mandando finalmente in soffitta un personaggio grottesco come Nicolas Sarkozy. La vittoria di Hollande è solo un punto di partenza. Non basta infatti di per sé l’affermazione di un candidato socialista per impedire il definitivo trionfo del modello neoschiavista propugnato dai veri Merkel, Monti, Draghi e il primo degli abbattuti Sarkozy. Anche Zapatero, Schroeder, D’Alema, Blair e Papandreou, pur formalmente progressisti, hanno di fatto difeso, proposto e promulgato nel tempo disegni di legge ispirati alla peggiore e più ottusa logica classista tanto cara alla élite neomercantili. Non bisogna eccitarsi troppo ma neppure fare finta che non sia capitato nulla. Hollande ha vinto mettendo al centro della sua agenda politica temi chiari, riconoscibili e non equivocabili. Ha detto che va ridiscusso il fiscal compact con buona pace della culona inchiavabile tedesca Merkel, ha parlato di giustizia sociale, di difesa di quel modello sociale europeo giudicato un rottame solo qualche mese fa dal pessimo e pericolosissimo presidente della Bce Draghi. Insomma ha chiesto il voto dei francesi intorno ad una piattaforma chiara, distante anni luce dallo stucchevole “ma-anchismo” di veltroniana memoria. Anche molti elettori di Marine Le Pen hanno evidentemente scelto Hollande al secondo turno, rendendo ancora una volta plasticamente più antiquata la secca dicotomia destra/sinistra. La vera scriminante capace di rendere distinguibili le diverse formazioni politiche è rappresentata oggi dal modo di intendere il ruolo dello Stato nell’economia. Ai difensori, ovunque annidati, del liberismo estremo teorizzato dagli economisti neoclassici, dobbiamo opporre una nuova opposizione formata da forze politiche rappresentate da nuovi interpreti, attuali e credibili, di un modello keynesiano aggiornato ai tempi. Adesso bisogna marcare stretto Hollande affinché non receda dai buoni propositi, magari perché mal consigliato da personaggi dall’intelligenza luciferina come Jacques Attali. Anche dalla Grecia arriva poi un messaggio, estremo, di cambiamento. Le forze principali, Pasok e Nuova Democrazia, escono distrutte dal voto, mentre avanzano movimenti di rottura con il passato, alcuni dei quali, come “Alba d’orata”, si rifanno chiaramente al nazismo hitleriano. Ottimo e interessante il risultato del partito progressista Syriza dell’eroe partigiano Manolis Glezos. La legge elettorale greca, antidemocratica e non a caso presa a modello dai politicanti italiani, attraverso un farlocco premio di maggioranza, potrebbe comunque consentire alle forze politiche vendute alla Troika, di formare un altro governo di unità nazionale spalleggiato in realtà da una minoranza sconfitta dalle urne. In ogni caso il quadro politico greco è in preda al caos. Un anticipazione attendibile di quello che potrebbe accadere in Italia alle elezioni politiche del prossimo anno.

    Francesco Maria Toscano

    Categorie: Esteri

    3 Commenti

    1. alessandro scrive:

      Riiidiii pagliaaaccioooo…
      Sarkò, umiliato dalla sconfitta, lascia il primato della destra francese alla neo-fascista Le Pen, che già si sfrega le mani per le prossime elezioni del parlamento. Sarkò pare addirittura che decida di ritirarsi dalla politica.. io gli consiglerei di ritirarsi in questo paesino nei pressi di Vienna.
      http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/mondo/2012/04/18/Paese-chiama-Fucking-abitante-chiede-nuovo-nome_6737707.html
      Vediamo ora in che termini Hollande intende revisionare il fiscal compact. Ho l’impressione che il fiscal compact non verrà modificato, ma unicamente integrato da misure per la crescita e soprattutto dagli eurobond. Per l’Italia sarebbe comunque insostenibile.
      In effetti è verosimile che che nel 2013 alle elezioni italiane possa ripetersi uno scenario come quello greco, che legittimerebbe un governo tecnocratico di larghe intese, in continuità con quello attuale. Ma credo che nel 2013 vincerà il PD in coalizione col partito della nazione. Si accettano scommesse.

    2. alessandro scrive:

      apprezzo l’iniziativa del “sermone della domenica”!! in effetti è meno impersonale e meno freddo di scrivere. Bene anche il recente restyling del sito. Condividerò i video..
      ciao

    3. ampul scrive:

      condivido tutto anch’io…
      ottima scelta del sermone, ottima comparsata del nostro premier in stile Totò Peppino e i fuorilegge….

      Continua così moralista che vai forte!!!

      alessandro mi hai fatto troppo ridere con la tua apertura.. ahhaha
      e condivido con te la previsione delle prossime nostrane tornate elettorali…

      notte!

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    • Chi è il moralista

      Francesco Maria Toscano, nato a Gioia Tauro il 28/05/1979 è giornalista pubblicista e avvocato. Ha scritto per Luigi Pellegrini Editore il saggio storico politico "Capolinea". Ha collaborato con la "Gazzetta del Sud" ed è opinionista politico per la trasmissione televisiva "Perfidia" in onda su Telespazio Calabria.

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