Quando, durante la seduta del Parlamento europeo del luglio del 2003, Silvio Berlusconi diede del “kapò” al presidente del gruppo socialista, il tedesco Martin Schulz, il coro di sdegno fu giustamente unanime. “Ma come si permette questo Pulcinella da quattro soldi”, pensarono in molti, “di fare allusioni naziste per colpire un prestigioso esponente dell’intellighenzia europea, progressista e di sinistra, nella persona dello stimato compagno Martin Schulz, tedesco di Germania, nato nella nobile e laboriosa regione del nord Reno-Westfalia?”Scandalo. Oggi sappiamo, e tra qualche riga sarà chiaro a tutti, che Silvio allora aveva visto giusto. La massima che insegna come “solo un poeta sia in grado di riconoscere fino in fondo la poesia altrui” è valida per analogia anche in altri campi. L’analisi di Berlusconi su Schulz dimostra chiaramente come il principio appena espresso sia applicabile anche alle questioni di politica internazionale, e quindi, per analogia, è possibile affermare che “solo un Pulcinella vero e trapiantato è in grado di  riconoscere nettamente e in anticipo il suo simile biondo”. Perché Schulz, in effetti, insieme ai vertici apicali del suo partito, l’Spd, si è dimostrato un Pulcinella vero e matricolato. Viene il dubbio osservando le politiche dei socialisti tedeschi che, in realtà, la tentazione etnica e nazionalista rimanga per i teutonici ancora di molto prevalente rispetto a tutto il testo. Un tedesco è prima di tutto un tedesco. Dopo, ma molto dopo, è forse anche un socialista, un cristiano democratico, un liberale, un nazista o un comunista. Solo così si spiega l’unanime ostinazione dei principali partiti tedeschi nell’ approvare in tempi brevissimi il cosiddetto “fiscal compact”, provvedimento infame e criminale non meno delle leggi razziali di mussoliniana memoria. Tutti gli economisti in buona fede di questo mondo ritengono pericolosa e assurda l’ottusa prosecuzione di ferree politiche di austerità che trovano l’apoteosi proprio in questo pseudo “trattato sulla stabilità”. Perfino una colomba del deficit, come il premio nobel Paul Krugman, ha detto chiaramente che è una misura che serve solo a “smantellare lo Stato sociale”. E’ comprensibile il desiderio delle destre ricche ed elitarie di ridurre in ceppi il popolino povero e all’occorrenza instupidito. Meno spiegabile è invece l’intendenza con il nemico voluta da quel Partito socialista europeo che ingloba l’Spd tedesco, il Pd italiano e la gauche francese. Lo schiavismo è oggi patrimonio comune dell’Europa, così come lo erano le croci uncinate prima dell’arrivo di Roosevelt. Anche Hollande, che aveva promesso una dura battaglia per modificare il fiscal compact, pare già meno deciso. E il recente incontro con i socialisti tedeschi accolti all’Eliseo non deve avergli fatto troppo bene, vista le recente scelta di questi ultimi di fiancheggiare in patria le politiche economiche aggressive e culturalmente neonaziste di Frau Merkel. Comprato a buon mercato il sostegno della opposizione di comodo rappresentata dall’Spd, la Merkel però ha fortunatamente subito un improvviso stop da parte della Corte Costituzionale tedesca (clicca per leggere). Temo che Merkel troverà presto il modo di aggirare l’ostacolo. Più insulsi del Pd, i socialisti tedeschi hanno approvato il fiscal compact perché, spiegano i citrulli, “accompagnato da politiche per la crescita”. Fanno cioè finta di credere che è possibile riscaldarsi con la neve. Ma se ci credono per davvero, allora non devono essere scritturati per recitare la parte dei kapò nazisti, bensì quella più aderente e ridicola che, in molti film di serie zeta, manda in scena l’immagine surreale del povero indigeno convinto dall’uomo bianco a scambiare diamanti per un carico di accendini (tipo l’Anulu, nella foto, del film “Chi trova un amico trova un tesoro” con Bud Spencer e Terence Hill che mi faceva tanto ridire da bambino).

    Francesco Maria Toscano

    25/06/2012

    Categorie: Esteri

    5 Commenti

    1. alessandro scrive:

      Mi ero illuso che l’elezione di Hollande ed il trionfo della gauche al parlamento francese, potesse catalizzare un fronte socialdemocratico europeo alternativo al modello tecnocratico, folle e neo-liberista, soprattutto in vista delle elezioni italiane e tedesche del prossimo anno, che potrebbero segnare una ulteriore vittoria delle forze di “sinistra” in Europa. Questo fronte si è già incontrato in occasione del sostegno alla candidatura di Hollande e mi illudevo che lo stesso PD in Italia ponesse accenti diversi rispetto alla conservazione del modello sociale europeo, al rifiuto delle austerità del cosiddetto fiscal compact e un piano per la crescita. Toni più accomodanti arrivavano dallo stesso Spd tedesco, favorevole agli eurobond. Gli eventi sono precipitati, la crisi continua a mordere e il tempo per compattare questo fronte è scaduto. La sinistra italiana ha deciso di fare sponda con Monti (e con i centristi? quando si deciderà Grillo sarà già al 30%), anzichè guardare alle critiche più convincenti di SEL. Anche il centrodestra è più convincente del PD, che parla apertamente della reale natura della crisi, senza risparmiare stoccate feroci alla Germania e senza tabù rispetto alla valutazione dell’uscita dalla moneta unica. Ora anche i socialisti tedeschi come quelli italiani si dimostrano per la loro reale natura e, di questo passo, rischiano, almeno in Italia, di essere sonoramente battuti!! In questo scenario Hollande rimane solo, spiazzato, poco convincente (era tutta fuffa elettorale?), schiacciato dalle posizioni dei governi conservatori italiano tedesco spagnolo e dalla scaltrezza di personaggi come Van Rompuy e dall’insipienza dell’insignificate Barroso. La situazione credo sia al capolinea… nei prossimi giorni assisteremo al fallimento delle politiche delle “toppe e delle pezze” portata avanti finora ed una risposta negativa dei mercati

    2. Paolo scrive:

      “Anche Hollande, che aveva promesso una dura battaglia per modificare il fiscal compact, pare già meno deciso.”

      Che sorpresa, eh?

    3. ampul scrive:

      purtroppo, paolo, avevi ragione…

    4. […] in tempi non sospetti della patente di nazista da un insolitamente lungimirante Berlusconi (clicca per leggere). Insomma il Pd è da tempo l’architrave usata dai massoni reazionari che controllano la Ue per […]

    5. […] in tempi non sospetti della patente di nazista da un insolitamente lungimirante Berlusconi (clicca per leggere). Insomma il Pd è da tempo l’architrave usata dai massoni reazionari che controllano la Ue […]

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      Francesco Maria Toscano, nato a Gioia Tauro il 28/05/1979 è giornalista pubblicista e avvocato. Ha scritto per Luigi Pellegrini Editore il saggio storico politico "Capolinea". Ha collaborato con la "Gazzetta del Sud" ed è opinionista politico per la trasmissione televisiva "Perfidia" in onda su Telespazio Calabria.

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