Giornalisti, fuochisti, macchinisti, soldati a cavallo, gente di fatica, fattorini, imbianchini ed illustri sturalavandini, buongiorno. Vengo con questa mia addirvi (una parola…) che mi compiaccio, mentre m’affaccio, ma lievemente mi dispiaccio nel vedere, nel notare e nel capire la comunanza di un occulto sentire che sconoscevo e  accolgo con sollievo. Mi presento: mi chiamo Il Coyote (Il è il nome abbreviato) e faccio il battutista a fianco del Moralista. Ogni giorno mi cimento, con impegno e ardimento, nel trovar la soluzione per l’uman disillusione. Un lavoro di contorno, oscurato e disadorno, senza mai soddisfazione della illustre citazione. Sempre lì nell’angolino con lo sguardo del bambino, corrucciato e capriccioso, come chi sa stare al gioco. Vuoi vedere, mi illudevo, che qualcuno che mi legge, prima o poi titillerà il mio amor di vanità? Niente, nada, solo sogni, anche quando io l’azzecco, per me manco un trafiletto. Cosa dico? Che m’impiccio? Ti domandi certamente con lo sguardo indifferente. Non hai letto l’Unità ed il titolo che fa? “Taci, lo spread ti ascolta” spara il giornale che fu di Conchita, bionda intrigante dalla penna invelenita. Embè si da il caso, illustri direttori, signori di Rovigo e di Belluno, ardimentosi eroi di mille imprese, che la battuta di cui  sopra è mia, medesima di persona. Mentre ieri riflettevo appoggiato al tavolino col conforto di un grappino, ripensavo al nostro Monti, indignato ed indurito come pietra di granito. Contro Squinzi ce l’aveva, l’industriale bergamasco che l’aveva criticato con puntiglio risoluto senza dargli il benvenuto. “Taci tu, screanzato Squinzi,” gli rispose il Prestigioso vagamente permaloso. “Non lo sai o sventurato che lo Spread s’è acquattato sol pel mio illustre intervento ché s’è preso uno spavento? Torna dunque alla tue cose, dici muto e con saggezza, non parlar di verità ché lo spread s’ alzerà!”. Il silenzio vale oro, lo diceva il mascellone che scambiava l’eroismo con gli oltraggi del fascismo. Senza farla troppo lunga, vi saluto cordialmente, con la stima rinnovata della penna defraudata.

    Il Coyote

    09/07/2012

     

     

    Categorie: Società

    Un commento

    1. Twin Astir scrive:

      Almeno sappiamo una cosa in più, sull’androide bocconiano: è permaloso, quendi è quasi umano. Però ha azzeccato lo spread di oggi a 476, addebitandone la partenità ad uno Squinzi libero di parlare, che qualcosa di buono, nella vita per guadagnarsi lo stipendio non da burocrate della Goldaman Sachs o della UE, l’avrà pure fatta, facendo mangiare pure qualche dozzina di famiglie. Siamo arrivati al bavaglio tecnico che scatta quando qualcuno stona dal coro della claque che ha l’ordine di celebrare ogni giorno la grandezza del pensiero del bocconiano. Come nella Russia dei sovkoz, non è consigliabile disturbare il manvratore.

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      Francesco Maria Toscano, nato a Gioia Tauro il 28/05/1979 è giornalista pubblicista e avvocato. Ha scritto per Luigi Pellegrini Editore il saggio storico politico "Capolinea". Ha collaborato con la "Gazzetta del Sud" ed è opinionista politico per la trasmissione televisiva "Perfidia" in onda su Telespazio Calabria.

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