Possibile che ancora non abbiate capito quello che sta succedendo? Non vi siete resi conto del fatto che siamo tutti vittime di una gigantesca mistificazione volta a disintegrare le vite di milioni di europei a beneficio di un ristretto numero di criminali sadici e senza scrupoli? Senza analizzare la situazione in atto con le lenti difficili del politologo, del sociologo, dello storico e del filosofo è impossibile raccapezzarsi. Limitarsi a leggere la crisi (ma quale crisi?) utilizzando gli strumenti propri dell’economista è fuorviante, oltre che inutile. La crisi dei debiti sovrani è soltanto il grimaldello ben utilizzato da alcuni noti scassinatori per distruggere il modello di vita occidentale, impostosi nel dopoguerra e capace di perseguire un’idea di benessere collettivo e sociale ispirato a criteri di uguaglianza e dignità della persona. In tutto il mondo, tranne che nell’Occidente illuminista, dilaga l’oligarchia e la tirannide. Milioni di uomini vivono in condizioni servili per garantire lussi sfrenati ad una minoranza padrona, espressione di élite nobiliari, burocratiche, partitiche, militari, finanziarie o religiose. L’Occidente del New Deal e del piano Marshall  è l’eccezione luminosa della storia, non la regola. Ora gli oscurantisti, figli prediletti dei già sconfitti nazisti, sono tornati all’attacco. Hanno fatto tesoro degli errori commessi dai loro antenati muniti di svastica, sviluppando un diverso e più sofisticato piano di sterminio sovranazionale. Schiavizzano popoli interi utilizzando cioè sapientemente la moneta al posto dei forni di hitleriana memoria. Credono così di dissimulare la ferocia delle loro barbariche condotte, non sapendo che la dolosa istigazione al suicidio di massa è solo più ipocrita, ma non meno grave, rispetto alle fosse comuni e alle esecuzioni di massa. Non si fermeranno fino a quando non avranno abbattuto tutte le conquiste di civiltà che i nostri antenati ci hanno donato anche a costo della vita. L’ala più reazionaria della massoneria, quella che oggi schiaccia e violenta il Vecchio continente, impone uomini chiave nei punti decisici del sistema di potere tecnocratico che oramai sovrasta alla luce del sole i singoli governi nazionali eletti. Draghi, Monti, Van Rompuy, Barroso e compagnia marciano divisi ma colpiscono uniti. Predicano all’unisono le stesse fallimentari ricette, fatte di tagli alla spesa e attacco ai diritti, a dispetto di ogni empirica evidenza. Recitano tutti lo stesso copione, evidentemente elaborato negli stessi centri di potere occulti ed esoterici dove si formano contestualmente anche i singoli “angeli della morte” chiamati poi fisicamente ad iniettare le pozioni preparate nel corpo vivo della cavia designata. Ieri la Grecia, oggi la Spagna, domani l’Italia, dopodomani chissà. La loro capacità di mentire non conosce limiti né pudore. L’Italia, ad un anno dall’insediamento di Monti, è in ginocchio. Lo spread è alle stelle a dispetto delle manovre violente e recessive imposte dal governo con la scusa dei fantomatici “mercati”. Ma anziché prendere atto del disastro creato, la stampa di regime diffonde a reti unificate la storiella secondo cui l’Italia non si riprende, nonostante la bravura di Monti, perché il prossimo anno si vota. Ricostruzioni semplicemente indecenti. Siamo già in piena dittatura sostanziale, la sospensione formale delle garanzie democratiche è a un passo. Temo che l’Europa, senza un auspicabile intervento statunitense, non riuscirà da sola a liberarsi dei nuovi tiranni che la opprimono. Non resta che augurarsi la prossima rielezione del presidente Barack Obama, il cui primo mandato è stato fortemente deludente, finalmente consapevole dell’effettiva gravità della situazione, e pronto perciò a considerare qualsiasi piano di intervento utile a sciogliere il giogo che soffoca i cittadini europei. Senza il rapido intervento di un nuovo Roosevelt, le tenebre caleranno minacciose sull’Europa intera per i prossimi secoli a venire.

    Francesco Maria Toscano

    Categorie: Esteri

    5 Commenti

    1. Twin Astir scrive:

      A parte il suo pregiato curriculum, in cui compaiono referenze del calibro di Goldman Sachs, Bildeberg e Trilaterale, tutto sommato il nostro professore bocconiano sembra una brava persona, innamorato dell’accetta per eseguire diligentemente i compiti a casa, assegnati dal Quarto Reich. Di solito il nostro becch…comandante al timone della Concordia Italia, sembra misurare le parole, riflettendo prima di esternare qualche concetto ai giornalisti, che poi riportano paro-paro al popolino che legge. Mai una emozione, una goccia di sudore, un tono alto, una virgola fuor posto, eppure, ieri, il momento della menzogna è capitato pure a lui. Dopo la tragica chiusura della borsa d Milano, con lo spread Btp-Bund intorno ai 500 punti, ha detto che “il contagio” (spagnolo?) è in corso perché in Italia c’è “l’incertezza del quadro politico”, ammesso che di politica ne sia avanzata qualcosa. Poi se l’è presa pure con Bruxelles, “rea” di non monitorare abbastanza le libere scorribande degli sciacalli in cravatta, che ogni giorno speculano liberamente sul nostro debito sovrano, trattando i nostri titoli di Stato come certe azioni di aziende da quattro soldi quotate in borsa. Qualche esperto economista potrebbe impartire lezioni al bocconiano, per spiegargli che quello che lui chiama “contagio”, è ormai in atto da almeno due anni, da quando la Grecia cominciò ad annaspare, mentre ora la condanna già scritta è per la Spagna. Se all’epoca i capoccioni della UE avessero preso decisioni più coraggiose e sagge, ma soprattutto rapide, probabilmente il conto finale dei salvataggi finanziari sarebbe stato meno oneroso. Dobbiamo rassegnarci, perché Neanche la pur ricca Germania, qualora la Merkel dicesse si agli Eurbond, ha risorse finanziarie tali per sostenere interamente la cifra occorrente ai fondi di stabilità, per salvare i paesi dell’Europa meridionale. Per farlo, il Bundestag e la Bundesbank dovrebbero indebitarsi subito per 280-300 miliardi di Euro. I Paesi più fragili come il nostro, necessitavano ed hanno bisogno di una politica economica efficace, di largo respiro, per tornare a produrre quel PIL marginale che è indispensabile per fronteggiare i pesanti oneri finanziari imposti dal costo del debito pubblico, che per noi ammonta a 1.967 miliardi di euro. Se nel medio-lungo termine dovessimo pagare interessi ai mercati intorno al 6,5-7% annuo, il conto è semplice. A questo bisogna aggiungere altri vent’anni di abbattimento del debito pubblico, a colpi di ulteriori 45 miliardi di euro all’anno, per rispettare quel “fiscal compact” che, in un paese “sovrano” e democratico come l’Italia non è più, sarebbe stato sottoposto ad un referendum popolare. Quindi, dicevo, per il bene di tutti sarebbe bene che qualcuno dei più illuminati economisti Nobel o non Nobel, impartisse lezioni di politica economica al nostro ragioniere bocconiano, stimato dalla Scandinavia a Malta, ma incapace di creare un solo posto di lavoro in più o una frazione marginale di PIL: aumento della povertà, quanta ne vuoi. Caduto Berlusconi, reo di tutti i delitti, si sperava che questo/i tecnico/i portassero buone idee con la loro cultura, nuova intellettuale rigeneratrice per “aggiustare” questo scassatissimo paese e per farlo tornare a correre e invece, in pochi mesi, questi professori hanno distrutto il sistema pensionistico pubblico, hanno cancellato l’articolo 18, hanno messo in liquidazione sanità e scuola pubblica, e pensano di vendere al miglior offerente pezzi del nostro patrimonio pubblico, mentre la disoccupazione, la precarietà ed il supersfruttamento dilagano nel lavoro privato come in quello pubblico. Di politica attiva, per far girare un po’ l’economia, neanche l’ombra e allora è da bugiardi prendersela con l’ncertezza politica da parte dei sopravvissuti in Parlamento, se lo spread è arrivato a quota 500. Nessun investitore sano di mente si farebbe sfiorare dall’idea di portare i soldi in Italia, se il fisco arriva a prelevare anche il 75% dei ricavi di un business faticosamente e rischiosamente avviato. L’aspetto più grave è che tra le forze politiche presenti in Parlamento, proprio quelle che dovrebbero aiutare i lavoratori e la povera gente sono tra i più convinti sostenitori di questo progetto che stà distruggendo il Paese. Sentivo l’altra sera in TV il compagno Claudio Fava, di SeL, che inveiva contro il governatore Raffaele Lombardo, “reo” di aver assunto troppi forestali o disgraziati vari, nella Regione Sicilia: bravo il compagno Fava, tutto chiacchiere e rigore, che pensa col cervello a sinistra e col portafoglio a destra. Il sostegno della maggioranza di unità nazionale e della grande informazione, la passività e la subalternità di Cgil, Cisl e Uil lasciano il campo libero ai poteri forti mentre cresce un vuoto terribile nel quale sempre più persone vivono isolamento e frustrazione. Dobbiamo reagire assieme per pesare e per farlo dobbiamo riprenderci la sovranità popolare per provare insieme a decidere, con una nuova forza politica “sana”, oltre le divisioni tra “destra” e “sinistra”, per dare una guida illuminata (col buon senso e con la solidarietà) a questo Paese che al punto in cui è precipitato, avrebbe bisogno di un nuovo “piano Marshall”, di un nuovo Roosvelt (difficile trovarlo a Bruxelles o a Berlino) che si sostituisca alla attuale classe politia inconcludente e ai tecnici capaci solo di ammazzare il sistema pensionistico, strangolare i cittadini e le imprese con le tasse creando solo disoccupazione e povertà. Hai voglia a sentire Napolitano, che ha detto che “bisogna dare fiducia ai giovani”: dove, quando, come, se un giovane su due, al Sud, non trova lavoro? Nessuno conosce il futuro, ma il presente è chiaro, offre certezze e tra queste sappiamo che la produzione è diminuita, che le persone disoccupate sono aumentate, che le famiglie che sono al di sotto della soglia di povertà sono triplicate in pochi mesi, che l’oppressione fiscale ha bloccato gli investimenti, gli acquisti. Di controparte però abbiamo altrettante certezze, quelle che ha fatto arricchire le banche, ha aiutato gli speculatori, ha svenduto un intero paese, ha istigato al suicidio i Cittadini, ha speso soldi inutilmente per acquisti superflui, milioni che potevamo risparmiare, o investirli sul territorio. Dobbiamo quindi constatare che il “salvatore della Patra” non è neanche questo professore chiamato dal Quirinale e nominato senatore a vita, bravo ad “amputare” gli arti del paziente malato, anziché curarlo con una terapia azzeccata, da buon economista come non l è, visto che nel suo curriculum non risultano pubblicati importanti testi di politica economica. Si voterà in autunno o in primavera, ma il tempo sta per scadere anche per questi ragionieri/professori e, pertanto, se si desidera veramente far qualcosa di buono per il Paese, è arrivato il momento di rischiare il tutto per il tutto, senza mostrare più tentennamenti. Procrastinare per almeno 1 o 2 anni, il pagamento degli interessi sul debito pubblico è una ipotesi. Ripudiare almeno una parte del debito, anche. In extremis, c’è la prospettiva di uscire dal sogno irrealizzato, dal patto europeo dello strangolamento, fuori dalla moneta Euro e cominciando a stampare moneta italiana con la nostra Banca d’Italia non più privata, ma nazionalizzata, è una delle possibilità non indolori, come è altrettanto doloroso dover acquistare Euro coi titoli pubblici da banche private (come privata è anche la BCE) e da speculatori internazionali, pagando tassi di interesse da usura. Come per la Grecia e per la Spagna, in bancarotta, noi non meritiamo di finire come accattoni per mantenere una minoranza di privilegiati tedeschi, che si finanziano gratis sulle nostre sofferenze.

    2. Paolo scrive:

      Ma non avevi detto che speravi nell’elezione di Hollande? Poi Hollande è stato eletto e, come prevedibile, non è successo nulla. Adesso tocca a Obama. Lascia stare, siamo soli e non verrà nessuno.

      • il Moralista scrive:

        Caro Paolo, dura darti torto.
        La vittoria di Sarkozy avrebbe significato il trionfo di quelle politiche infamanti che distruggono l’Europa. Hollande ha vinto sulla base di alcune critiche che si è prontamente rimangiato. Si è dimostrato un pavido e un indegno che ha tradito il mandato dei suoi elettori. La sua vittoria ha comunque certificato un desiderio di cambiamento mal riposto nell’uomo Hollande. Con Obama è uguale. Se vince Romney gli oligarchi neoschiavisti si sentiranno ancora più forti. Magari Obama, come Hollande, una volta rieletto continuerà a lavarsene le mani. Non ci resta che apsettare per capire. Comincia comunque a insinuarsi nella mia mente l’idea che il popolo si sveglierà dal torpore solo dopo essere stato colpito con inusitata violenza. A tal fine, secondo alcuni è più utile la vittoria di governanti chiaramente classisti e negrieri. Senza pelose ipocrisie. Ciao

    3. alessandro scrive:

      Il mio giudizio su Hollande è sospeso, in attesa di approfondimenti, che la stampa italiana ci dispensa di proposito. Non si sente più parlare di Hollande.. sarà un caso? non credo! Credo sconveniente per un giornaletto come la Repubblica mettere a confronto Monti col presidente Francese o il PD con il partito socialista francese… si scoprirebbe la differenza fra destra e sinistra.. ossia si comprenderebbe che in Italia non esiste sinistra e che il PD appoggia il più destroide uomo di governo dopo Mussolini… o’ professo’ Monti! Non per fare i faziosi di destra o di sinistra, ognuno voterà come gli pare… però Hollande è di sinistra, Monti è di destra e il PD appoggia un uomo di destra e ne certifica la validità delle sue sciagurate politiche di destra, quindi il PD ha perso la bussola ed è da molto che non dice niente di sinistra… ecco perchè in Italia si parla poco di Hollande e pare che sia un scialbo e sciatto politico… aspetterei prida di un giudizio categorico

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    • Chi è il moralista

      Francesco Maria Toscano, nato a Gioia Tauro il 28/05/1979 è giornalista pubblicista e avvocato. Ha scritto per Luigi Pellegrini Editore il saggio storico politico "Capolinea". Ha collaborato con la "Gazzetta del Sud" ed è opinionista politico per la trasmissione televisiva "Perfidia" in onda su Telespazio Calabria.

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