E’ bastato che Draghi dicesse che la Bce ha gli strumenti per difendere la moneta unica dal temibile avanzare dello spread per fare eccitare d’un tratto i tanti “laudatores”, stupidi o a pagamento, che da ore lo incensano (clicca per guardare). A nessuno è venuto in mente di chiedere al noto filantropo come mai non abbia detto le stesse cose prima, evitando mesi di fortissime tensioni sociali e, come nel caso della Grecia, veri drammi collettivi. Se basta dire “ci sono qui io” per mettere tutto a posto e  mandare a cuccia i mercati, si può sapere che senso hanno avuto ( e hanno ancora) i sacrifici, i suicidi, gli esodati, i disgraziati, i malcapitati e i depressi disincantati, tutti fucilati con la scusa dello spread?  Qui  sta il trucchetto cari amici del moralista. L’obiettivo del padrone non è mai quello di fare morire lo schiavo. Chi può trarre giovamento da una carcassa in putrefazione? L’obiettivo di ogni schiavista è quello di farsi servire con la massima efficienza garantendo però al subordinato il minimo per vivere. Il minimo, ma nulla di più. Quelli come Draghi non vogliono fare morire il progetto euro-schiavista, la cui fine necessariamente travolgerebbe anche loro, ma intendono tenere l’Europa nella condizione di malato cronico, da curare periodicamente con dosi sempre più massicce di sadico veleno. Se la febbre del malato si alza pericolosamente oltre i 40 gradi (ad esempio spread italiano sopra quota 500), ecco che arriva puntuale Draghi ad infilare una bella suppostina di tachipirina nel culo dell’illustre malato. La febbre  momentaneamente si abbassa, tutti si spellano le mani nel ringraziare la brava euro-infermiera di stanza all’Eurotower, ma le cause vere che producono la malattia restano completamente inalterate. Per impedire che la gente si accorga quindi del raffinato raggiro, entra poi in scena la pantomima tedesca o di altri Paesi satelliti fermi sulla linea del rigore come l’Olanda o la Finlandia. Notizie tipo: “La Bundesbank preoccupata per l’intervento di Draghi”, o altre amenità simili, servono per non far capire con chiarezza ai cittadini che, per fermare la speculazione, basterebbe da sola la semplice volontà della Bce. Le misure di rigore e austerità apparirebbero così agli occhi di tutti per quello che realmente sono, squallide manovre di annientamento sociale, ingegneristica evoluzione dei forni di hitleriana memoria, e perciò, tutti questi delinquentoni che da anni affamano con l’inganno famiglie e lavoratori, dovrebbero rapidamente trovare un posto sicuro dove nascondersi. Questo sapiente gioco delle parti, noto come quello del “poliziotto buono e di quello cattivo”, disorienta, mistifica e garantisce naturalmente una continuità di indirizzo. Draghi e Monti vengono così presentati presso la pubblica opinione italiana come quelli che lavorano per contenere gli eccessi dei Paesi nordici, guadagnandosi pure la stima bovina dei giornalisti, mentre le classi dirigenti dei Paesi virtuosi , con un gioco uguale e contrario, fanno lo stesso all’interno dei rispettivi confini recitando però un copione diverso: “Non regaleremo i soldi dei nostri contribuenti agli spendaccioni del sud”, mandano a dire con successo Merkel ed altri per ingraziarsi l’elettorato di riferimento. Tutto grandioso, perfetto, di geometrica e sadica potenza. Tanto gli unici che pagano il conto sono, come al solito, i rincitrulliti cittadini europei che, pur vivendo sempre peggio, sono convinti di essere guidati da un manipolo di supereroi. Buonanotte.

    Francesco Maria Toscano

    27/07/2012

    Categorie: Economia

    Un commento

    1. alessandro scrive:

      alla fine laurearsi nei tempi giusti, fare una brillante carriera universitaria… alla Bocconi.. non è indice di efficienza… ha ragione Willy il coyote.. e poi non era “SPENDING” review? ma l’aumento delle tasse universitarie agli studenti fuori corso sono entrate (altre tasse? non bastavano?) non tagli alle spese improduttive.
      Quanto a Mr. Draghi è condivisibile l’articolo incazzato del Moralista, oltreché contro la vomitevole testata giornalistica La Repubblica debenedettina delle banane. Quando Monti fu imposto come il Dottore per sbatterci quella supposta nel cu… l’altro super Mario, il Dr. Draghi, ci ungeva ben bene di vasellina per farcela scendere meglio, ossia ungeva il mercato secondario dei titoli, acquistando a man bassa BOT italiani e spagnoli… ovviamente lo spread scese e il Dr. Monti era così legittimato a farci ulteriori prelievi di sangue…
      Quando c’era Berlusconi, non gradito alla tecnocrazia europea (in particolare agli ex-Merkosy), il Dr. Draghi, non intervenne e quando la Grecia era sull’orlo del baratro? Draghi non intervenne. Una tale discrezionalità nell’intervento della BCE è inammissibile, quando si parla di gente che è alla canna del gas… dalle mie parti non parlano neanche più dei suicidi, per timore di emulazione…
      Consiglio al moralista, qualora non li avesse già letti, gli ultimi articoli di keynes blog ed in particolare l’ultimo, dove è detto chiaramente, come in tante altri articoli, che anche con la BCE prestatrice di ultima istanza non si risolverebbero i problemi degli squilibri delle bilance commerciali. Consiglio anche la lettura degli ultimi articoli di Emiliano Brancaccio sulla possibilità dell’uscita dall’euro.
      Bel pezzo.

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      Francesco Maria Toscano, nato a Gioia Tauro il 28/05/1979 è giornalista pubblicista e avvocato. Ha scritto per Luigi Pellegrini Editore il saggio storico politico "Capolinea". Ha collaborato con la "Gazzetta del Sud" ed è opinionista politico per la trasmissione televisiva "Perfidia" in onda su Telespazio Calabria.

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      Sito di approfondimento politico, storico e culturale. Si occupa di temi di attualità con uno sguardo libero e disincantato sulle cose. Il Moralista è un personaggio complesso, indeciso tra l'accettazione di una indigeribile realtà e il desiderio di contribuire alla creazione di una società capace di riscoprire sentimenti nobili. Ogni giorno il Moralista commenterà le notizie che la cronaca propone col piglio di chi non deve servire nessuno se non la ricerca della verità. Una ricerca naturalmente relativa e quindi soggettiva, ma onesta e leale.

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