Se ci tieni alla pelle, leggi l’intervista rilasciata oggi da Massimo D’Alema a Roberto Zuccolini del Corriere della Sera e comportati di conseguenza. “Baffino di ferro” afferma con chiarezza che  “l’agenda Monti” è irrinunciabile, mettendo così una seria ipoteca sulle future politiche economiche di un eventuale governo a guida Pd che, anticipa Dalemix, continuerà sulla strada del rigore, seguendo perciò in maniera asinina e subalterna le indicazioni imposte in sede europea dalla massoneria reazionaria, a dispetto delle prove empiriche che dimostrano il totale fallimento delle politiche neoliberiste che Monti incarna alla perfezione. L’Italia è in recessione, la disoccupazione galoppa e intere generazioni brancolano nel buio dell’indigenza e dell’esclusione sociale, ma questo non importa a nessuno. L’ossessione di tutti i mediocri politici-burattini che vivono succhiando il sangue della povera gente, è quella di rendersi credibili agli occhi dell’Europa. Ma di quale Europa stiamo parlando? Non certo di un Europa politicamente unita, federale, libera, solidale, florida e democratica così come la intendeva Spinelli. Questa Europa ha invece il volto matrigno, glaciale e sadico di chi gode delle altrui sofferenze. Un’Europa violentata da una oligarchia formata da tecnocrati capaci di manovrare sapientemente alcune leve finanziarie, al fine di distruggere dolosamente l’economia reale di Paesi che, come la Grecia, la Spagna e l’Italia, devono abbandonare velleità di sviluppo, progresso e benessere economico, per ridiventare triste ed infinito serbatoio di manodopera abbrutita e a basso costo per la gloria del “quarto Reich” e degli interessi neomercantili degli imperi centrali. Votare Pd significa votare Monti, uomo di estrema destra, monetarista feroce, fautore di una politica economica improntata al peggiore darwinismo sociale, seguace e ammiratore di pensatori ed economisti palesemente nemici del popolo e del concetto stesso di giustizia sociale come Friedrich Von Hayek. Chi non vuole perciò rendersi complice di questo infame progetto di cinesizzazione del Vecchio Continente deve smetterla, una volta per tutte, di riporre speranze nel Pd. Né tantomeno, la dialettica interna al partito di Bersani suscita speranze di nessun tipo. Paradossalmente, nonostante la segreteria Bersani abbia sposato posizioni di estrema destra, ponendosi cioè al fianco di Monti al fine di torturare inutilmente lavoratori e pensionati, l’opposizione interna al partito,  rappresentata da Renzi, propone ricette se possibile ancora più aderenti alla filosofia sterminatrice del duo Monti-Fornero. All’ipocrisia complice del collaborazionista retrò Bersani, fa da contraltare la spavalderia generazionale di un negriero a viso aperto come Matteo Renzi, chiaro difensore di politiche economiche che sarebbe riduttivo definire di semplice “macelleria sociale” (oramai è chiaro pure ai ciechi: si tratta di pianificati stermini di massa che in prospettiva produrranno in assoluto più morti di quanti non ne fecero, ai tempi, le deportazioni naziste). Perfino un moderato come Paul Krugman, premio nobile per l’economia, denuncia senza sosta lo strumentale uso del  “panico da deficit finalizzato allo smantellamento dei programmi sociali” (clicca per leggere ). L’unica forma di opposizione al piano neonazista in atto pare oggi in Italia essere incarnata dal Movimento 5 Stelle di Grillo. Una forza politica certamente immatura, che presenta limiti evidentissimi sia sotto il profilo della democrazia interna che sul piano della strategia politica di largo respiro. Probabilmente Grillo al potere non sarebbe in grado di mettere realmente in discussione il paradigma sanguinario che opprime l’Italia e l’Europa. La sua ascesa forse servirebbe soltanto a terrorizzare le nostre attuali classi dirigenti italiane, corrotte, avide e subalterne; le stesse che, da destra a sinistra, hanno svenduto il Paese per ragioni di potere e di portafoglio. A ben vedere però, anche il solo raggiungimento dell’obiettivo minimale in ultimo esposto, non sarebbe da disprezzare. Nelle condizioni in cui siamo, bisogna sapersi accontentare.

    Francesco Maria Toscano

    6/09/2012

    Categorie: Economia

    3 Commenti

    1. [...] Vai alla fonte Condividi questo post: [...]

    2. ampul scrive:

      ESATTO!

    3. Ugo scrive:

      Grillo. Ricordo quando, diciamo una ventina d’anni fa, Bossi suscitava le stesse speranze. Altri, negli stessi anni, hanno dato fiducia all’imbonitore Berlusconi, e abbiamo visto che è capitato. Pure Monti ci è stato venduto come una fulgida speranza, l’uomo controcorrente in grado di salvare la barca, e lo abbiamo lì, bene in vista. Sì, proprio un grand’uomo.
      Chi ha qualche anno più di me sicuramente saprà ricordare altri nomi e circostanze che danno adito ad un legittimo dubbio: non è che chi ci viene proposto o si propone come guida illuminata, proba e retta speranza per il nostro futuro, è SEMPRE e COMUNQUE un biscazziere criminaloide senza scrupoli? Se così fosse, temo che Grillo… insomma, ci siamo capiti.

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      Francesco Maria Toscano, nato a Gioia Tauro il 28/05/1979 è giornalista pubblicista e avvocato. Ha scritto per Luigi Pellegrini Editore il saggio storico politico "Capolinea". Ha collaborato con la "Gazzetta del Sud" ed è opinionista politico per la trasmissione televisiva "Perfidia" in onda su Telespazio Calabria.

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