Allora, cerchiamo di  fare un po’ di chiarezza. La situazione è disperata, il piano di cinesizzazione dell’Europa prosegue spedito e i morti suicidi ridotti volutamente sul lastrico non si contano più. Mentre gli italiani vengono rincoglioniti con l’altalena dello spread,  gli operai della Alcoa compiono gesti autolesionistici pur di attirare l’attenzione. Esiste un Paese reale allo stremo che urla nel silenzio, piange lacrime amare, versa sangue inutilmente; uomini frustrati da una colonna infame che gode delle altrui disgrazie e semina povertà per potersi sentire più ricca. Questa Italia umiliata, depredata, incattivita e abbandonata è l’Italia vera. Poi c’è l’Italia dei salotti, quella di Cernobbio e di Chianciano, dove le élite aristocratiche discutono a pancia piena di “responsabilità”, “credibilità”, “rigore e austerità” (per gli altri, s’intende). L’Italia dei carnefici, parassiti che galleggiano sulle sventure altrui e bollano come populisti tutti quelli (e sono pochi) che non li servono muti e in livrea. L’Italia di oggi somiglia al Sudafrica dei tempi dell’Apartheid: una minoranza violenta, attrezzata e cementata da comuni convinzioni spirituali, razziste e discriminatorie, domina una moltitudine di uomini da ridurre in una condizione sub-umana, servile e animalesca. Mettetevelo in testa: è inutile tentare di capire la ratio economica delle tanto osannate “riforme strutturali”. Non ne hanno. L’Italia è in piena recessione non perché le riforme varate “non hanno ancora prodotto i meravigliosi frutti che faranno la fortuna delle generazioni future”, ma perché il piano di sterminio sociale, oggi applicato anche all’Italia, pianificato dalla massoneria reazionaria (a breve  in edicola “Massoni” di Gioele Magaldi per Chiarelettere editore), punta lucidamente a disintegrare il nostro tessuto produttivo. Disoccupazione e diffuse povertà impediscono agli uomini di pensare politicamente. La necessità di sopravvivere assorbe tutto. La coscienza pubblica si appanna perciò a vantaggio delle oligarchie che, indisturbate, possono così continuare ad oliare i loro perversi strumenti di tortura. Questo è il quadro. Ma una cosa è indovinare la diagnosi, altra è trovare la cura. Se tutto questo ragionamento preliminare è vero, e lo è, cosa possiamo e dobbiamo fare noi per difendere la vita nostra e quella dei nostri figli prima di finire deportati? Bella domanda. C’è chi si stupisce che in Grecia i nazisti di Alba d’Oro raggiungano oramai stabilmente consensi a due cifre. Così come in Italia, in molti non si capacitano del successo di Beppe Grillo e del suo paraguru spaziale Casaleggio. Chi vota Grillo o Alba Dorata non ha probabilmente maturato nessuna “piattaforma alternativa”.Il sentimento che alimenta questi movimenti è molto più semplice e primitivo: è il desiderio di vendetta. Quello stesso che infiamma gli occhi di tutti gli uomini ai quali è stato levato tutto tranne la consapevolezza del baratro. Grillo propone “un tribunale del popolo che perdoni molto i politici ladri che restituiranno molto, e molto poco quelli che daranno indietro poco”. Alba Dorata in Grecia promette in prospettiva di “appendere per i piedi i politici che hanno svenduto la Patria perché corrotti dall’eurotecnocrazia”. Questo è il messaggio che dà oggi forza a tutti questi movimenti alternativi e antisistema. Non c’è altro. Per questo tutte le discussioni intorno alla mancanza di democrazia interno al movimento 5 Stelle fanno ridere. L’ansia di vendetta che sale dai bassifondi della società non chiede damerini pronti a confrontarsi con i riti delle primarie; chiede un Angelo sterminatore che, nell’impossibilità di elevare i tanti neoschiavizzati al rango della bella gente che vive bene, si limiti almeno a fare soffrire lo schiavista in misura simile al calvario quotidianamente patito dallo schiavo. Questo è lo spirito che nutre il partito di Grillo così come quello di  Nikos Michaloliakos. Che poi, in concreto, Alba Dorata e il Movimento 5Stelle siano, nei rispettivi vertici e dirigenti, cose profondamente diverse è certamente vero, ma non cambia la validità del ragionamento. Alba Dorata è guidata da nazisti veri. Il Movimento 5Stelle è manovrato invece da un capellone, amante della fantascienza, proveniente dagli stessi mondi finanziari che guidano il piano di cinesizzazione in atto (clicca per leggere). Grillo e Alba Dorata, sbocchi diversi per identiche aspettative di rabbiosa rivalsa. Ma la domanda vera resta un’altra: è legittimo o no il desiderio di vendetta che sale impetuoso dalle affollate caverne delle nostre decadenti nazioni?

    Francesco Maria Toscano

    08/09/2012

    Categorie: Editoriale

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      Francesco Maria Toscano, nato a Gioia Tauro il 28/05/1979 è giornalista pubblicista e avvocato. Ha scritto per Luigi Pellegrini Editore il saggio storico politico "Capolinea". Ha collaborato con la "Gazzetta del Sud" ed è opinionista politico per la trasmissione televisiva "Perfidia" in onda su Telespazio Calabria.

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