Scandali! Scandali! Scandali! Improvvisamente tutti hanno aperto gli occhi. Lo volete uno scoop? I nostri partiti spendono un mare di soldi di rimborsi elettorali in cazzate, spese voluttuarie, sprechi, regalie, feste con mignotte e puttanate varie. Ma chi l’avrebbe mai detto? E noi che eravamo convinti  invece di essere governati da classi dirigenti preparate, oneste, sobrie, attente al bene comune e alla meritocrazia ad ogni livello. I partiti fanno schifo? Ma nooooo. I leader dei diversi partiti puntano volutamente sul piano locale su personaggi da quattro soldi, improbabili, ignoranti, ridicoli e avidi per controllarli meglio, ricattarli e mandarli a cuccia in silenzio quando non servono più? Possibile? Ma è inaudito! Non è possibile, qualcuno mi dica che non è vero. Ma come si fa si fa ad essere più ipocriti, falsi e farabutti, ma nello stesso tempo sottili, ingegnosi e abili come coloro i quali, sapientemente, indirizzano la comunicazione mediatica di massa al fine di perseguire chiari,  dissimulati e ignobili obiettivi teleologici di natura oligarchica ed elitaria, finemente  però spacciati per  genuino sdegno contro la casta famelica dei soliti politici “magnoni” che sguazzano nel lusso mentre il popolo si muore di fame? Bene, bravi, bis. Siete forti. E’ chiaro che i partiti sono comitati d’affari. E’ vero che spendono un mare di soldi per fare la bella vita. Lo stile Fiorito è maggioritario dappertutto, dalla Lombardia di Formigoni alla Sicilia dell’ex Lombardo. Tutto vero, nulla da eccepire, se non fosse per un particolare non trascurabile. I partiti esprimono queste classi dirigente corrotte, ricattabili, deboli e ignoranti DOLOSAMENTE, in modo tale, cioè, da rendere intrinsecamente debole il concetto di democrazia rappresentativa dal basso, e spianare perciò la strada, anche in futuro, a governi “illuminati”, composti da tecnici sobri ed eleganti che, magari, non si fanno rimborsare pizze e coca cole dalle diverse  burocrazie statali, ma ricevono lauti compensi da quelle multinazionali economiche e finanziare che hanno oramai il potere di imporli ai vertici dei diversi Stati nazionali per violentare la cosa pubblica a beneficio di pochi neo-aristocratici privati. E mentre voi siete lì a pensare alle feste in maschera di Fiorito con i soldi della Regione Lazio, questi hanno completamente destrutturato il tessuto economico del nostro  Paese, diffondendo a macchia d’olio povertà, disperazione e miseria. E vai! Tutti quelli che, da ora in avanti, si metteranno di traverso per impedire la prosecuzione del “montismo” anche dopo le elezioni del prossimo anno, sono nel mirino. Può darsi che questo schiaffone alla componente ex aennina, sofferente dentro il nuovo Pdl filo-illuminati, sia stato inferto a scopo profilattico. Del tipo: “Non rompete troppo sulla storia del No ad un governo post-elettorale di larghe intese, altrimenti rischiate di trasformarvi rapidamente in polvere”. I messaggi obliqui a mezzo stampa del “riflessivo” Franco Frattini alla componente che fa capo a  Gasparri e La Russa non abbisognano di grandi interpretazioni esegetiche. “Fate i bravi”, questa la probabile traduzione, “intonate meno male che Monti c’è, e vedrete che tosto torneremo a volerci bene come fratelli”. Forse il duo  Gasparri-La Russa ha già capito l’antifona, ribadendo ieri fedeltà al progetto del Pdl. Staremo a vedere. In ogni caso, la regola  vale per tutti i non allineati su una linea adorante nei confronti del Montismo. Dalle cozze pelose di Emiliano a Bari, allo scandalo Sea di Pisapia a Milano, dai problemi di Vendola per la sanità in Puglia fino all’ultimo caso dei pidiellini laziali, sono tutti avvisati. Solo al riparo dell’ombrello di Monti c’è gloria e salvezza per tutti. Per gli altri grandine e pioggia. Buoni, belli, onesti o farabutti che siano. L’obiettivo di “cinesizzare” l’Europa intera  è troppo grande per stare lì a spaccare il capello.

    Francesco Maria Toscano

    21/09/2012

    Categorie: Politica

    8 Commenti

    1. Giovanni scrive:

      Concordo.
      Purtroppo sono quasi tutti ricattabili e chi prova ad intralciare i loro piani viene brutalmente “pestato” dalla stampa e dai telegiornali al servizio del potere.
      Forse, oggi, le pesanti accuse di Grillo ai giornalisti non arrivano per caso.
      Comunque, è estremamente necessaria un’accurata pulizia dentro la classe dirigente per poter ripartire.
      Va fatta senza se e senza ma.

      • ugo scrive:

        Non basta la pulizia. Occorre una PAURA che provenga dal basso e che sia sufficientemente forte da superare quella imposta dall’alto. Diversamente, nessun dirigente avrà mai “rispetto” per coloro che, per struttura mentale, considera “sottoposti”. Per chi ha quella struttura mentale, il rispetto vero non esiste. Triste stato di cose, ma temo che sia proprio così.

        • Giovanni scrive:

          Infatti la pulizia dobbiamo farla noi con l’espressione più democratica che esista, il voto.
          Invece molti sparlano, si lamentano e imprecano contro questi nostri “rappresentanti”, ma nell’urna votano a chi gli ha promesso una misera prebenda. Non hanno capito che ogni volta che ciò accade, svendono il loro futuro e quello dei loro figli ad una classe di cialtroni ricattabili, corrotti nella morale, frutto ahimè,della disgregazione sociale in cui siamo piombati.
          Tutto ciò rappresenta il percorso a tappe che menti raffinatissime hanno saputo tracciare nei minimi particolari. La distruzione dei partiti ha inizio nel 1992, ma il germe era stato iniettato da tempo. Ci hanno fatto odiare i partiti come entità, ora dopo 20 anni di berlusconismo e ti televisione, che ci ha inebetiti inculcandoci il disvalore, ci fanno odiare le persone diventate l’icona di quei partiti. Ci fanno odiare un sistema, ci fanno odiare noi stessi. Si, perché ognuno di noi, chi più chi meno, non si guarda più dentro, non pensa, non riflette, ma ancor più gravemente, ha smesso di cercare l’alternativa, ha smesso di scegliere.

          • ugo scrive:

            Da quale partito (o anche singolo individuo) dovrei sentirmi rappresentato, di grazia? E perché? Prova a farmi un esempio, così, tanto per farmi un’idea.

            • Giovanni scrive:

              Sinceramente ho difficoltà ad interpretare la tua domanda.
              Comunque, contuna o comincia a fare il tuo dovere, e non startene rintanato nella tua casetta davanti alla Tv o Pc a convincerti sempre di più che votare non serve, che niente e nessuno ti potrà rappresentare. Hai bisogno di socialità, di dibattere, solo così puoi trovare l’alternativa, e forse anche chi ti potrà rappresentare. Se non sei pronto a tutto questo lascia questo Paese, finirai di lamentarti.

    2. ampul scrive:

      Ugo ha ragione Giovanni… La mancanza di alternativa giova solo alle tecnocrazie oggi al potere, che si pongono ovviamente agli occhi della gente “annichilita” come le sole e imprescindibili!
      Quando smetteremo di aspettare il “messia”, sarà sempre ora! Un giorno sarà il turno di un nano, l’altro di un trampoliere!
      Giovanni personalmente sottoscrivo 20 volte la tua disamina!

      Ciao a tutti. E ricordate… Non importa come se ne parli, purché se ne parli! Coscienza e conoscenza devono tornare ad illuminarci tutti!

      • ugo scrive:

        A Genova hanno provato un modello di alternativa probabilmente efficace se ripreso un numero sufficiente di volte. Un altro (un po’ meno efficiente) ci ha provato con un modellino d’una nota cattedrale. Insomma, quando non c’è rappresentanza le “istituzioni” si manifestano per quello che sono e non dovrebbero essere: una leva per il potere impugnata da personaggi tracotanti e financo violenti in una loro maniera tanto razionale e metodica da ricordare i modelli di sterminio in voga una settantina d’anni fa.

        Tentano di convincerci che dovremmo guardare con occhio di favore gli accadimenti nordafricani, ma come definirebbero identici accadimenti se si verificassero qui da noi?

        E comunque la domanda era sincera: da quale potenziale candidato odierno potrebbe sentirsi REALMENTE RAPPRESENTATO un comune lavoratore?

        P.S. In quanto al lasciare il paese (con la minuscola) non credere che non mi sia interessato. Interessandomi a fondo, ho verificato che gli unici fessi disposti ad accogliere chiunque con la passatoia rossa e una congrua dose di autolesionismo siamo noi Italiani. O meglio, i nostri amati “dirigenti”, che hanno deciso che così dev’essere senza neppure porsi il problema di cosa ne pensa il cosiddetto “popolo sovrano”.

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      Francesco Maria Toscano, nato a Gioia Tauro il 28/05/1979 è giornalista pubblicista e avvocato. Ha scritto per Luigi Pellegrini Editore il saggio storico politico "Capolinea". Ha collaborato con la "Gazzetta del Sud" ed è opinionista politico per la trasmissione televisiva "Perfidia" in onda su Telespazio Calabria.

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