Allora, ragioniamo a contrario e proviamo a leggere gli eventi in profondità. Facciamo finta di essere, per una volta, dalla parte dei malvagi, di quelli cioè che godono nel destrutturare la vita di giovani, precari, lavoratori e salariati per fini di arricchimento personale e per imporre una supremazia di Casta sul modello indiano. Non bisogna mai perdere di vista l’obiettivo finale che muove le scelte di questa turpe genia, al fine di rimanere impassibili e lucidi di fronti ai sapienti e ripetuti giochi di specchi che i moderni tecno-torturatori utilizzano con estremo raziocinio. Bene. Noi sappiamo che i vari Monti, Draghi, Merkel, Von Rompuy, Olli Rehn e compagnia cantante, mirano a distruggere il modello sociale europeo iniettando dosi di veleno sempre più massicce nel tessuto già debilitato del Vecchio Continente. L’obiettivo finalistico è quindi quello di archiviare  le conquiste di civiltà del secondo novecento attraverso la restaurazione di un sistema feudale fondato sullo sfruttamento più bieco e al riparo del diritto. Uno degli ingredienti indispensabili per realizzare questo piatto maleodorante è certamente costituito dal cosiddetto spread. Se noi fossimo nei panni dei vari Draghi e Monti, lasceremmo perciò peggiorare volutamente la crisi dei debiti sovrani per precostituirci un alibi falso e anticonsequenziale al fine di imporre le famigerate “riforme strutturali” che tanto ci interessano. Non c’è nessuna evidenza empirica che dimostri una qualche minima correlazione tra l’attuazione di riforme economiche di chiara matrice iper-liberista e l’abbassamento del differenziale tra titoli italiani e tedeschi, ma, in un Paese di asini come l’Italia, si tratta di un dettaglio trascurabile. Per far trionfare definitivamente il nostro malefico progetto (siamo sempre nella mente dei vari Monti e Draghi, ndm) dobbiamo inoltre preoccuparci di calibrare con arguzia le mosse, impedendo che inopinate fughe in avanti mettano a repentaglio l’intero lunghissimo e faticoso percorso. Abbiamo perciò due ordini di problemi principali: uno esterno e l’altro interno. Partiamo dal primo. Frustando e sadicamente violentando intere fasce sociali di concittadini europei da ridurre in ceppi, andiamo giocoforza incontro ad effetti collaterali che ci costringono, incidentalmente, a rallentare il numero e la violenza delle bastonate. Per un anno intero, l’intero circuito mediatico mainstream non ha fatto altro che terrorizzare gli italiani con l’altalena dello spread. Poi all’improvviso, “il pathos da differenziale” è scomparso. Cosa è successo? E’ successo che è venuto in Europa a fine Luglio Timothy Geithner, segretario al Tesoro degli Stati Uniti d’America, preoccupato dalla prospettiva che l’aggravarsi della crisi europea potesse influire negativamente sulla rielezione del Presidente Obama (la riduzione della capacità di spesa degli europei pesa come un macigno sulla ripresa americana, ndm). Fino alla fine delle presidenziali americane, questo probabilmente il tacito patto, non bisogna perciò calcare troppo la mano. Su questo sfondo, nasce la pantomima Draghi (poliziotto buono)- Weidmann (poliziotto cattivo) finalizzata ad allentare lo “stress da spread”. A Trattati immutati e, ancora prima che la Corte Costituzionale tedesca si pronunciasse circa la legittimità del cosiddetto fondo Salva Stati, il fuoco si spegne. E’ stato sufficiente un cenno della mano di Draghi, stile basso impero, per placare “la furia dei mercati”. Tanto basterebbe per cogliere a pieno la strumentalità esclusivamente politica di alcune scelte che nulla hanno a che fare né con l’economia né con il diritto. Quindi, per non irretire troppo i fratelli statunitensi, è giusta una interruzione tattica e momentanea del nostro lineare percorso di sterminio (siamo sempre nella mente dei due Supermario), da riprendere con immutata foga una volta concluse le elezioni americane ( ci mettiamo un attimo a fare una dichiarazione tipo:”i conti peggiorano, i compiti a casa devono riprendere per scongiurare il rischio Grecia). Il primo problema quindi, quello esterno, lo risolviamo così.  Il secondo invece, che può sintetizzarsi nel desiderio di imporre la nostra volontà antidemocratica a dispetto dei popoli che ancora (per poco?) hanno diritto al voto, lo affrontiamo domani.

    Francesco Maria Toscano

    24/09/2012

    Categorie: Politica

    2 Commenti

    1. [...] Vai alla fonte Condividi questo post: [...]

    2. Lorenzo scrive:

      Sono d’accordo sull’analisi e in effetti sul sito del GOD si è detto chiaramente fin dall’inizio di agosto che la tanto temuta speculazione estiva non ci sarebbe stata.

      Non ho capito invece quale sarebbe la proposta politica da contrapporre al “tentativo autoritario”. Mi sembra che esistano da una parte il governo composto da un coacervo eterogeneo di forze impegnate semplicemente in una gestione emergenziale (probabilmente strumentale) e dall’altra o la protesta a mio avviso confusionaria di Grillo o progetti minoritari destinati a restare marginali o a confluire nel PD o nel PdL spersonalizzandosi del tutto.

      Mi interesserebbe sapere come la vedi al riguardo, se pensi che attualmente esista una forza politica dotata di un consenso almeno sufficiente in termini numerici con un progetto almeno in linea di massima valido, se credi che ne stia nascendo una che valga la pena di seguire o se ritieni che attualmente ci troviamo del tutto in ordine sparso proprio alle soglie di un momento che potrebbe essere uno dei più drammatici per l’ Italia e L’Europa.

      Grz

    Commenta


    "nella mia vita ho conosciuto farabutti che non erano moralisti ma raramente dei moralisti che non erano farabutti." (Indro Montanelli)


    PERCHE’ L’INCONTRO DEL 20...

    Scritto il 15 - feb - 2019

    0 Commenti

    IL GRAND GUIGNOL DI...

    Scritto il 12 - feb - 2019

    0 Commenti

    LO STRANO CASO DEL...

    Scritto il 8 - feb - 2019

    3 Commenti

    SECONDO MERKEL, MACRON E...

    Scritto il 6 - feb - 2019

    1 Commento

    UN NUOVO SOGGETTO POLITICO...

    Scritto il 14 - ott - 2013

    2 Comment1

    JACOB LEW: ANOTHER BRICK...

    Scritto il 10 - gen - 2013

    1 Commento

    TSIPRAS FESTEGGIA UNA SCONFITTA...

    Scritto il 22 - feb - 2015

    11 Comment1

    UNO SPECCHIETTO PER LE...

    Scritto il 28 - ago - 2013

    5 Comment1

    BERSANI HA GETTATO LA...

    Scritto il 11 - dic - 2012

    7 Comment1

    • Chi è il moralista

      Francesco Maria Toscano, nato a Gioia Tauro il 28/05/1979 è giornalista pubblicista e avvocato. Ha scritto per Luigi Pellegrini Editore il saggio storico politico "Capolinea". Ha collaborato con la "Gazzetta del Sud" ed è opinionista politico per la trasmissione televisiva "Perfidia" in onda su Telespazio Calabria.

    • Cos’è il moralista

      Sito di approfondimento politico, storico e culturale. Si occupa di temi di attualità con uno sguardo libero e disincantato sulle cose. Il Moralista è un personaggio complesso, indeciso tra l'accettazione di una indigeribile realtà e il desiderio di contribuire alla creazione di una società capace di riscoprire sentimenti nobili. Ogni giorno il Moralista commenterà le notizie che la cronaca propone col piglio di chi non deve servire nessuno se non la ricerca della verità. Una ricerca naturalmente relativa e quindi soggettiva, ma onesta e leale.

    • Disclaimer

      ilmoralista.it è un sito web con aggiornamenti aperiodici non a scopo di lucro, non rientrante nella categoria di Prodotto Editoriale secondo la Legge n.62 del 7 marzo 2001. Tutti i contenuti appartengono ai relativi proprietari, qualora voleste richiedere la rimozione di un contenuto a voi appartenente siete pregati di contattarci tramite la apposita pagina.