Dopo avere dormito per venti anni, coprendo qualsiasi nefandezza nonché ritagliandosi il poco onorevole ruolo di cane da guardia a tutela delle peggiori incrostazioni di potere che avvelenano il nostro sventurato Paese, la grande stampa improvvisamente si sveglia, irata, dal lungo e colpevole letargo. Ci sono gli sprechi! Oddio che spreco! Io spreco, tu sprechi, egli spreca. Le Regioni sprecano, il Parlamento spreca, le preferenze costano, la democrazia è un lusso e, quindi, forse, è il caso di parcheggiarla. Ergo? Monti bis, of course. E ci voleva tanto a capire che tutta questa sceneggiata moralisteggiante serviva e serve solo a spianare la strada al futuro governo degli ottimati, guidati sempre dal sobrio Monti (l’unico che non spreca), cui il fato ha assegnato il gravoso compito di estirpare dal suolo italico la malsana tendenza ad inseguire lussi, vizi e lazzi? Ma lo volete capire che il tempo delle vacche grasse è finito, onde per cui, bisogna accettare vita natural durante continui sacrifici in nome del dio spread? Hai fame? E’ uno spreco. Sei disoccupato? Pazienza. L’Italia è in recessione? Embè? Tutto normale. Voi che soffrite, anziché lamentarvi, dovreste essere contenti. Non avendo nulla, non potete sprecare nulla. E grazie al crescente numero di poveri, disadattati, sventurati e disgraziati, che l’Italia finalmente riconquista prestigio internazionale agli occhi dell’Europa. Se Monti può andare in giro a testa alta è proprio perché milioni di italiani non hanno più neanche gli occhi per piangere. Cosa può sprecare uno che non ha nemmeno una lametta per farsi la barba? Niente, è chiaro. Questo sì che è un esempio di buona politica che ci rende credibili agli occhi del mondo. Quando finalmente morirete tutti di fame, il sogno di una società rigorosa e austera sarà finalmente realtà. Nel frattempo, anziché pensare alle imprese che chiudono, alla mancanza di lavoro, all’attacco ai diritti, alla precarietà e ai salari da fame stile ottocento, trastullatevi con Fiorito e  Belsito. Sappiate però che, al netto di valutazioni etiche, dal punto di vista macroeconomico, il taglio della spesa pubblica, anche di quella peggiore e improduttiva, si traduce sempre in maggiore povertà per famiglie e imprese. Il grande economista Keynes spiegava: “ Quando si risparmiano cinque scellini, si lascia senza lavoro un uomo per una giornata”. Persino le grottesche feste in maschera degli improbabili consiglieri laziali hanno più senso delle criminali politiche di austerità. I pagliacci della Pisana, perlomeno, organizzando festini con regolarità, rendevano vivo il commercio delle maschere da maiale o contribuivano a tenere in piedi servizi di catering che, lavorando per soddisfare le pruderie di questi statisti da strapazzo, dovevano per forza avvalersi di personale. Questo per dire che, anche la spesa pubblica più ingiustificabile e abbietta, produce giocoforza e senza saperlo risultati utili sul piano macroeconomico. Convincetevi. L’unico vero crimine imperdonabile è quello di proseguire maleficamente nel rincorrere tagli che generano continua recessione da risolvere con ulteriori tagli. Questo è il vero crimine storico che una stampa preparata e per bene dovrebbe denunciare con forza! Altro che le puttanate di qualche personaggio da avanspettacolo prestato alla cosa pubblica, abilmente utilizzato come bersaglio da dare in pasto alla folla per placare la crescente ira di un popolo intero disorientato e  ridotto in ceppi. Perfino l’ex comunista da salotto Sansonetti, attuale direttore di Calabria Ora, evidentemente convertitosi in tarda età al neoliberismo dogmatico dominante, passa ore le  giornate a riempire le pagine del suo giornale denunciando gli sprechi. Sapete che vi dico? L’unica cosa che si spreca per davvero è l’inchiostro che i giornalisti utilizzano per imbrattare  giornali che vi ingannano.

    Francesco Maria Toscano

    28/09/2012

    Categorie: Economia, Politica, Società

    5 Commenti

    1. Ugo scrive:

      Be’, non sprecare non significa necessariamente non spendere. Magari può anche significare spendere meglio. Devo però ammettere che la realtà fattuale di questi anni sciagurati è altra cosa.

      Comunque sia, nel momento in cui l’essenziale fosse garantito a tutti, rinunciare a qualcosa (cioè ridurre gli sprechi) potrebbe perfino significare dover lavorare meno e riguadagnare scampoli della propria vita. Piuttosto, ragioniamo sul fatto che nella situazione attuale quando qualcuno risparmia tirando la cinghia non sta effettivamente ottenendo austerità (potendo avere in cambio più libertà), ma sta semplicemente permettendo un trasferimento coatto della propria ricchezza verso l’attico della società senza vedere ridurre di una virgola il proprio obbligo lavorativo, anzi vedendosi più probabilmente imporre un aumento dei carichi di lavoro. Ecco quindi che il problema si manifesta come quella cosa vecchia quanto il mondo che è lo sfruttamento della schiavitù, indipendentemente dalle forme che, nei vari momenti storici, la schiavitù può assumere.

    2. francesco scrive:

      sono d’accordo con il suo ultimo articolo, sono d’accordo anche su sansonetti. chi sa quello che davvero sta accadendo rischia di diventare pazzo. il giornalismo italiano, la stampa è ancella del potere, per questo motivo la maggioranza della popolazione italiana non sa di che malattia sta per morire. non ho parole. mi scusi ma le chiedo per la 2^ volta dove e quando e se ci sarà un convegno calabrese riguardante la MMT da lei organizzato. grazie.

    3. Twin Astir scrive:

      Questo Paese è da rifondare coi forconi.

    4. alessandro scrive:

      il 90% del popolo italiano quando parla di economia dice che l’Italia ha fatto troppi sprechi in passato ed ora paga il prezzo, senza comunque considerare che in effetti dal taglio agli sprechi non credo si possa ricavare una cifra esorbitante per far ripartire l’economia. Intendiamoci, la cifra potrebbe essere anche considerevole… alcune stime sono veramente inquietanti, si parla anche di diversi miliardi, ma anche se esagerando ammontassero a 10 Mld? cosa ci fai con 10 Mld? per far ripartire l’economia ce ne vorrebbero 5 0 6 volte tanto!! Ma intanto l’italiota medio è contento che finché c’è Monti non si fanno sprechi, ma tagli… anzi speriamo in un Monti-bis… Il messaggio che lanci in questo articolo, se considerato sotto questo aspetto è condivisibile, ma non lo è se pensi che è meglio comprare 10 Mld di maschere da porcello anziché 10Mld di opere pubbliche. Quindi la politica dovrebbe riqualificare la spesa per orientarla verso investimenti più produttivi, che creano maggiore occupazione. Il messaggio keynesiano che lanci è troppo facilmente attaccabile dai falsi predicatori dei tagli agli sprechi e potrebbe non essere capito dai più! tra l’altro Keynes lanciava delle provocazioni per spiegare gli effetti benefici della leva della spesa pubblica sull’economia, ma prediligeva gli investimenti specialmente in OO.PP. Diciamo che per farci capire dall’italiota medio dovremmo assecondarlo e concordare che i costi della politica devono essere contenuti, ma che le risorse liberate dai tagli vanno reinvestite nell’economia, non mandate al macero come tagli benefici utili per appagare le isterie da debito di questi squallidi tecnocrati della domenica sera, che ci stanno riducendo a schifo
      Comunque tanto per sdrammatizzare in questa giornata uggiosa:
      http://www.youtube.com/watch?v=EVwlMVYqMu4

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    "nella mia vita ho conosciuto farabutti che non erano moralisti ma raramente dei moralisti che non erano farabutti." (Indro Montanelli)


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      Francesco Maria Toscano, nato a Gioia Tauro il 28/05/1979 è giornalista pubblicista e avvocato. Ha scritto per Luigi Pellegrini Editore il saggio storico politico "Capolinea". Ha collaborato con la "Gazzetta del Sud" ed è opinionista politico per la trasmissione televisiva "Perfidia" in onda su Telespazio Calabria.

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