Fini e Casini sono esperti mondiali nell’arte del riciclo. In Parlamento da quasi trent’anni, entrambi gli statisti del tortellino provano a giocarsi la carta del “rinnovamento” ogni qual volta  fiutano aria di cambiamento sistemico. Già operativi ai tempi della Prima Repubblica, nella rispettiva qualità di portaborse di Almirante (Fini) e Forlani (Casini), i cip e ciop della responsabilità all’italiana provano ora ad ingannare gli elettori, sforzandosi di ritagliarsi il ruolo di corazzieri di quel Mario Monti, venuto per “restituire credibilità alla politica”, dopo un ventennio appaltato ad una classe dirigente composta in maggioranza da ipocriti Pulcinella. Per carità, che Casini e Fini si riscoprano innamorati oggi del potente Monti, così come nel 1994 si svegliarono improvvisamente colpiti dalla figura epica di un Berlusconi in sicura ascesa, non stupisce e non meraviglia. Se non fosse per un particolare di non poco conto. Se Monti è necessario per ridare credibilità alla politica, di grazia, cari Fini e Casini, potete spiegarci chi porta la colpa di tanto diffuso disprezzo? Siccome entrambi avete rivestito un ruolo importante nella definizione degli equilibri di potere di una seconda Repubblica certamente di gran lunga peggiore pure della Prima, non vi sorge il dubbio di essere proprio voi due, insieme ad altri, ad incarnare fisicamente lo sfacelo della nostra vita pubblica e la mediocrità complice delle nostre classi dirigenti? Con quale faccia vi risvegliate ora, denunciando limiti, miopie, volgarità e imbarbarimenti italiani, in realtà diretto risultato della vostra continua e dannosa presenza per circa un ventennio lungo i meandri del potere repubblicano? Non provate vergogna nell’abbracciare una tesi che, implicitamente, vi indica come responsabili oggettivi del degrado italiano? O pensate che una larvata autocritica possa essere sufficiente per regalarvi una nuova verginità da guadagnare strisciando sotto il trono tecnocratico di Mario Monti? Non vi basterà più svendere la sovranità popolare che indegnamente rappresentate ai soliti poteri forti nella speranza di rimanere a galla. Le vostre patetiche lodi nei confronti del nostro attuale Premier non hanno nulla di politico.  Ripetete come pappagalli “W Monti”, così come ieri adulavate Berlusconi. Sempre pronti a servire nuovi padroni, figure eternamente subalterne e deboli in cerca di riparo e protezione, avete fatto il vostro tempo. Perfino Giannino vi ha detto dalle pagine del Corriere che la nuova politica, quella nata sulla scia del montismo trionfante (sai che bellezza…), non può rischiare di finire zavorrata da presenze vecchie e ingombranti come le vostre. Vi resta però il vantaggio di potere sostenere qualsiasi tesi senza timore di perdere la faccia. Quella l’avete persa da un pezzo.

    Francesco Maria Toscano

    3/10/2012

    Categorie: Politica

    2 Commenti

    1. Mauro scrive:

      Io non capisco perchè ti ostini ancora parlare di questi personaggi.
      E’ solo tempo perso.

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      Francesco Maria Toscano, nato a Gioia Tauro il 28/05/1979 è giornalista pubblicista e avvocato. Ha scritto per Luigi Pellegrini Editore il saggio storico politico "Capolinea". Ha collaborato con la "Gazzetta del Sud" ed è opinionista politico per la trasmissione televisiva "Perfidia" in onda su Telespazio Calabria.

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