Mario Monti è un criminale o no? Non è una distinzione da poco. Esiste una parte del Paese che ha maturato questa consapevolezza. La percezione oramai chiara di essere governati da un governo etero-diretto da forze occulte internazionali per finalità di sterminio sociale ed economico è già patrimonio condiviso. Gli italiani, nonostante gli sforzi patetici di un circuito informativo “main stream” corrotto, colgono la violenza cieca di una operazione barbara che produce volutamente suicidi e indigenza. Se questa premessa fosse vera, il caso Monti non sarebbe più spiegabile attraverso i classici strumenti interpretativi propri di una democrazia libera e democratica. Bisogna chiarire preliminarmente questo dato non aggirabile: o il governo Monti è espressione e proiezione di interessi legittimi, nonché frutto di una normale dialettica politica che non si discosta dallo spirito della nostra Costituzione, oppure è un’altra cosa. Nel primo caso i toni eccessivamente esacerbati risulterebbero oggettivamente ridondanti e  stucchevoli. Al più, se così fosse, sarebbe possibile e giusto criticare l’indirizzo politico di un governo che, in buona fede, sbaglia indirizzo politico per miopia e incapacità strategica. Ma è possibile criminalizzare chi, esercitando il potere nel rispetto delle regole, prescrive per insipienza medicine che aggravano la condizione del malato? Evidentemente no. Poniamo ora, invece, il caso che la faccenda sia in realtà più contorta e complessa. Supponiamo che le politiche volutamente recessive promosse da Monti (tra l’altro pubblicamente riconosciute come tali dallo stesso governo) si inseriscano in realtà all’interno di una cornice più ampia, occulta e difficilmente decifrabile, tendente non tanto a “superare la crisi” (non si spegne un incendio gettando benzina), quanto a modellare, in maniera subdola ma coercitiva, un società nuova inseguente un passato buio e polveroso. Se Monti, detto in estrema sintesi, fosse solo un anello di un più generale piano pan-europeo destinato ad imprimere al Vecchio Continente una svolta in senso “legittimista”, varrebbe comunque la conclusione mite e minimalista di cui sopra? O, tale raggiunta consapevolezza, imporrebbe agli spiriti liberi, onesti, leali, franchi, nonché innamorati della libertà e della democrazia, di chiamare le cose con il proprio nome assumendosi le responsabilità del caso? Monti braccio armato di una nuova Restaurazione, duecento anni dopo il Congresso di Vienna, esprimerebbe una carica disumana paragonabile a quella di torturatori, certamente più sanguinari e violenti nelle forme, come Pol Pot, Mussolini, Saddam Hussein, Pinochet e simili figuri? Il campo va sgombrato da questa premessa. Se il governo Monti è formato soltanto da un manipolo di incapaci, amen. All’uopo basta e avanza la libera critica politica e il giudizio nell’urna dei cittadini-elettori. Ma se invece fosse vera l’ipotesi che delinea uno scenario perverso e doloso, saremmo o no di fronte ad un caso da devolvere per competenza al Tribunale dell’Aja perché catalogabile sotto la voce  “crimini contro l’umanità? “La libertà di espressione è ancora garantita e il fatto che tu possa scrivere liberamente analisi di questo tipo testimonia nei fatti l’irragionevolezza inutilmente estrema delle tue posizioni”, mi ripetono sovente alcuni intellettuali che considero di assoluto pregio come Gioele Magaldi. Ma basta questo inconfutabile dato per derubricare i fatti da crimine storico a semplice e contingente inettitudine? Il dubbio non mi abbandona. E il confine tra fatto ed opinione rimane giocoforza sottile. Quello stesso confine che, in tempi passati, probabilmente finì con l’alzare un muro divisorio tra diverse fazioni in principio animate dalle stesso desiderio di umano progresso. E’ bene perciò districare subito tale nodo con analisi chiare e nette. Il rischio, in prospettiva, è altrimenti quello di creare fazioni di Girondini e Giacobini.

    Francesco Maria Toscano

    11/11/12

    Categorie: Editoriale

    11 Commenti

    1. Twin Astir scrive:

      Il bocconiano criminale? Ah, ah, troppa grazia ed intelligenza. Semmai un famiglio di lusso con la faccia presentabile, al servizio di un potente club ossessionato dall’idea di costruire un Nuovo Mondo…
      Dice bene il prof. Bagnai: la fine di questa Europa politica, dei pigmei che la comandano e della moneta comune (l’euro-patacca), messa sopra come un cappello simbolico, è scientificamente ineludibile ed opporsi a questa sorta di “2a caduta dell’Impero Romano” sarebbe come vietare al Sole di sorgere e di tramontare. Tira un venticello di diffuso indipendentismo, mentre a Bruxelles discutono sulla curvatura delle banane o sulla pesca delle acciughe.

    2. Adri scrive:

      Oh, ma sto libro del Magaldi esce o non esce? Se sta’ a ffa’ ride dietro er maestro…

    3. alessandra scrive:

      ..ciao Francesco, ma secondo te quello che Magaldi scrive e cioè il fatto che, non siamo in dittatura perche’ possiamo ancora esprimere le ns opinioni liberamente, non e’ un po’ un’analisi approssimativa..in quanto possiamo dire ancora quello che ci pare, piu’ o meno, ma l’informazione mainstream fa passare solo certi messaggi e non altri..quindi certe opinioni o verita’ rimangono voci nel deserto..non e’ questa una forma di censura piu’ subdola?..del tuo blog o di quello che dici se ne parla mai in tv ad esempio? Quanti cittadini italiani conoscono effettivamente certi fatti e certe analisi di questi fatti?

    4. francesco scrive:

      Twin Astir, sei così sicuro che questa unione europea e questo euro crollerà? lo spero ma non sono affatto sicuro.
      sono d’accordo con alessandra.

    5. Twin Astir scrive:

      La Germania e la Francia concepirono la moneta unica come strumento per unificare l’economia europea e per contrastare la forza del dollaro, in cambio della cessione di sovranità monetaria da parte dei Paesi membri della Eurozona. I risultati sono stati deludenti e forse la durata di un decennio di questa moneta senza un sostegno di base rappresenta già un record. L’idea dell’Euro era buona, ma l’applicazione sbagliata, perché a differenza di una vera Unione federale come quella USA, qui da noi è impossibile utilizzare la moneta ed una corretta politica fiscale per sostenere la produzione, i redditi, l’occupazione attraverso investimenti pubblici di ispirazione keynesiana e la domanda di beni e servizi che è in calo preoccupante. Anche la “locomotiva” Germania avverte i primi sintomi dell’ingolfamento del motore economico e nessun leader a Brucelle sembra fornire risposte logiche e convincenti sui mezzi per contrastare il declino di questo grande sogno politico e monetario. Paesi come gli Stati Uniti, il Giappone e la Cina hanno la capacità di manipolare positivamente le loro economie con stimoli fiscali a qualsiasi livello e necessari per evitare la depressione, mentre gli stati europei non sono in grado di stampare moneta, anche a costo di generare un po’ di inflazione. Manca un vero “governo federale” europeo è questa lacuna grave di leadership non si risolve mettendo sopra il nulla un biglietto da 50, 100 o 200 euro, pur dai colori sgargianti e gradevoli. Penso che la situazione nell’Eurozona stia peggiorando, nonostante i patetici tentativi della BCE e della Troika di correre in soccorso dei Paesi falliti: sembra una sorta di accanimento terapeutico, per rimandare appena, nei confronti dei Paesi più deboli come l’Italia, una prospettiva simile a quella dell’Argentina di qualche anno fa. Di mestiere non faccio l’oracolo parlante, ma fior di economisti internazionali non vedono un buon futuro per l’Euro, bensì una dissoluzione “ordinata” (in modo meno traumatico possibile”) col ritorno alle valute nazionali sovrane.

      • alessandro scrive:

        aggiungerei che non è solamente un problema di poter o meno emettere moneta, ma c’è anche un crescente divario fra le economie che hanno basato il loro successo sulle esportazioni e quelle che dipendono dalle importazioni estere di merci e capitali. In Europa sono presenti enormi squilibri delle bilancie commerciali e delle partite correnti. Senza fare discorsi troppo noiosi e tecnici, paesi come la Germania si sono arricchiti esportando le loro merci soprattutto nel sud Europa e i soldi ricavati li hanno prestati proprio ai paesi meridionali della UE. Ora che il sud è in crisi e ha smesso di comprare dai paesi del centro-europa, anche la stessa Germania inizia a scricchiolare. Era stato detto da numerosi economisti già da anni che prima o poi sarebbe successo. Non è paragonabile la UE con gli USA, in quanto questi ultimi sono una vera federazione di Stati integrata a livello politico ed economico. Un Californiano se non trova lavoro a casa sua si sposta nel Texas, dove parla la stessa lingua e versa i contributi previdenziali allo stesso ente. Se io domani decidessi di andare a lavorare in Germania, non lo potrei fare tanto agevolmente, perchè non conosco il tedesco e perchè non so che fine farebbero tutti i contributi previdenziali che ho versato in Italia. Ma anzichè fare una unione monetaria zoppa, non potevano prima integrare i sistemi previdenziali, quelli sanitari, un piano europeo di formazione dei lavoratori per favorire la mobilità intraeuropea, integrare gli eserciti e polizia, le pubbliche mministrazioni ecc. Ma di quale progetto europeo parlano questi tecnocrati fascisti della domenica sera.. continuano a giustificare il loro operato che altro non può essere che un disegno criminale, come tutti gli attori di questo circo che vi partecipano. O sono incompetenti e hanno avuto una svista clamorosa (nel attivare una unione monetaria senza una economico-politica)o criminali… scegliessero a quale categoria appartenere, nell’uno o nell’altro caso fanno comunque vomitare

      • francesco scrive:

        quindi se ad es. la UE si organizzasse tipo gli USA le cose potrebbero cambiare, l’euro potrebbe resuscitare? credo che la sua risposta sarebbe positiva, credo Twin Astir che la risposta sarebbe si. io sono contrario all’UE ma non credo che faranno fallire il progetto, malgrado lo vorrei.

        • ALESSANDRO scrive:

          ma anche no! diciamo che prima bisognava fare una unione politica ed economica e poi, a seguito di una vera e reale integrazione, si sarebbe potuto parlare di unione monetaria. Ora è la moneta la causa della crisi! Consiglio lo studio delle aree valutarie ottimali e di visitare il sito dell’economista Bagnai, già citato sopra da Twin Astir, che tra l’altro ha appena pubblicato un libro che probabilmente ti darà la risposta alla tua domanda. Ciao

    6. Bruna scrive:

      C’è “seriamente ” da interrogarsi in ordine al quesito iniziale che Ella si e pone a tutti.
      Penso anche che sarà necessario ricorrere a studi , di natura storica, e sociologica e forse anche antropologica (penso a Canetti) . Io da un po’ sto sull’argomento e posso solo sintetizzare con quanto segue:
      “La definizione ufficiale ha indotto gli storici a studiare i crimini precedenti e successivi per identificarne la natura genocidiaria. Le analisi hanno portato a numerose proposte di modifica soprattutto a causa delle limitazioni della definizione ufficiale.

      Frank Chalk e Kurt Jonassohn ritengono il genocidio “Una forma di massacro di massa unilaterale con cui uno stato o un’altra autorità ha intenzione di distruggere un gruppo, gruppo che è definito, così come i suoi membri, dall’aggressore”. È questa una delle definizioni più recenti ed apprezzate.”
      Ripeto: la questione NON è affatto peregrina.
      Cordiali saluti

    7. Twin Astir scrive:

      Egregi signori,
      questi criminali in giacca e cravatta che stanno conducendo un intero continente verso la desertificazione economica e sociale probabilmente “la faranno franca” senza subire una sorta di riedizione del processo di Norimberga, come il Messia genovese 5 Stelle ha proposoto. Tuttavia, si diffonde in Europa un movimento di protesta sempre più partecipato e la grande manifestazione di domani, dopo altre simili in tutte le piazze europee, ne è la prova. Gli euroburocrati incapaci di modulare un sistema economico e sociale, ispirato alla solidarietà e all’uguaglianza (valori irrinunciabili) saranno costretti ad uscire di scena se il popolo lo chiederà clamorosamente, oppure a cambiare mentalità ed indirizzo di politica economica riscrivendo i trattati e le direttive sotto dettatura popolare, il vero “padrone” dell’Europa. Ricordiamoci del fiero insegnamento impartito dal piccolo popolo islandese, che grazie al contributo di tutti i cittadini dell’isola ha scritto la nuova costituzione e le nuove regole per relazionarsi con i partners internazionali.

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      Francesco Maria Toscano, nato a Gioia Tauro il 28/05/1979 è giornalista pubblicista e avvocato. Ha scritto per Luigi Pellegrini Editore il saggio storico politico "Capolinea". Ha collaborato con la "Gazzetta del Sud" ed è opinionista politico per la trasmissione televisiva "Perfidia" in onda su Telespazio Calabria.

    • Cos’è il moralista

      Sito di approfondimento politico, storico e culturale. Si occupa di temi di attualità con uno sguardo libero e disincantato sulle cose. Il Moralista è un personaggio complesso, indeciso tra l'accettazione di una indigeribile realtà e il desiderio di contribuire alla creazione di una società capace di riscoprire sentimenti nobili. Ogni giorno il Moralista commenterà le notizie che la cronaca propone col piglio di chi non deve servire nessuno se non la ricerca della verità. Una ricerca naturalmente relativa e quindi soggettiva, ma onesta e leale.

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