Ma qualcuno di voi si chiede mai cosa votiamo a fare? Non passa giorno senza che qualche alto papavero non si premuri di mettere in chiaro che “chiunque vinca, l’Italia continuerà ad applicare le stesse politiche di rigore e austerità chieste dall’Europa”.  Oggi è il turno di un altro pappagallo, tale Olli Rehn, commissario europeo pronto a spiegare ai sudditi italiani come devono comportarsi nell’urna per ingraziarsi i (presunti) favori degli euro-aguzzini (clicca per leggere). Le elezioni sono diventate una gigantesca pantomima. Pure nella defunta Unione Sovietica si votava anche se, attraverso il voto, non era possibile incidere sull’indirizzo politico del governo, prerogativa esclusiva dei vertici del partito unico al comando. L’Unione Europea si muove su un binario pressoché identico: i cittadini conservano un diritto di voto puramente formale che, a prescindere dall’esito delle elezioni, non sposta di un millimetro le politiche da seguire, già decise all’interno di consessi elitari, antidemocratici e para-nazisti.  Ma allora, se così è, perché non risparmiamo tempo e denaro abolendo lo stantio rito delle urne per tranquillizzare definitivamente lo spread, Napolitano, la Merkel e i non meglio precisati mercati? Non basta, forse, il televoto per stabilire chi, tra i diversi concorrenti del Grande Fratello politico europeo, è più idoneo ad ubbidire con solerzia ai diktat dei vari Draghi, Van Rompuy e compagnia? Non potete, quindi, risparmiarci questo tragico e volgare balletto elettorale che, per vostra stessa ammissione, non può influire in alcun modo rispetto alla linea di marcia del nostro sventurato Paese, paternalisticamente guidato, oggi come ieri, dal potente e solido alleato germanico? Se penso alle figure del passato, pronte a donare la vita per permettere agli italiani di eleggere un governo democratico espressione del popolo sovrano, un senso di smarrimento mi assale. Che cosa sono morti a fare Pisacane e i fratelli Bandiera? Per consentire agli italiani di esprimere un Presidente prono rispetto ai desiderata di Olli Rehn e dei mercati, è ovvio. Ma nessuno di voi prova un minimo di vergogna per la fine della nostra civiltà? Più della consapevolezza della dittatura sostanziale in atto (“votate pure tanto le politiche non si cambiano”), fa male la presa per i fondelli. Questi pagliacci senza decoro né dignità che si annidano nelle stanze del potere tecnocratico sovranazionale, umiliano popoli interi sforzandosi di mantenere fintamente candide le loro luride vesti. Oltre alla barbarie delle loro scellerate condotte, dobbiamo sorbirci pure l’ipocrisia pelosa e indigesta che li guida. Se fossero dei criminali semplici, infatti, si limiterebbero ad imporre con la violenza un podestà gradito agli euro-nazisti, risparmiandoci almeno retorica e infingimenti. E invece no. I nostri prestigiosi negrieri non ci stanno ad apparire per quello che sono, nazisti imbellettati imbevuti di settarismo violento e totalitario, vogliono continuare a recitare con successo la parte dei responsabili che soffocano la democrazia e diffondono miseria a fin di bene. Questo scempio di proporzioni storiche si compie, infine, nella più assoluta indifferenza della gran parte degli italiani. Un popolo che rinuncia al benessere e alla democrazia per fare contenti i mercati e lo spread, non merita la democrazia né il benessere sociale.

    Francesco Maria Toscano

    18/12/2012

    Categorie: Editoriale

    5 Commenti

    1. Ugo scrive:

      Francesco: “Questi pagliacci senza decoro né dignità che si annidano nelle stanze del potere tecnocratico sovranazionale”

      Solo lì? E che dire del quirinale? Mica è sovranazionale, quello? Eppure il suo ruolo nella situazione che stiamo vivendo non è secondario. Dal che consegue che…

    2. jean sebastien scrive:

      Fatelo ricordare a Benigni…

    3. francesco scrive:

      BENIGNI FA SCHIFO,è UN VENDUTO!

    4. ALESSANDRO scrive:

      Le prediche di Benigni, un milionario che spilla alla RAI (cioè a Noi) 5,8 milioni per 12 giornate di lavoro non sono da prendere in considerazione. In tutto quello che ha detto neanche una parola sulla forbice che cresce sempre più fra quelli che diventano sempre più ricchi e quelli sempre più poveri. Ognuno tira l’acqua al suo mulino! è come quei politici straricchi e strapagati che chiedono le austerità ai cittadini… col deretano altrui è facile parlare
      dai Benigni facce rideee

    5. Twin Astir scrive:

      Un esperto potrebbe dirci per quanto tempo ancora potrà durare questa “coesione sociale” predicata da Napolitano, quando 1 italiano su 3 è povero, 1 giovane su 3 disoccupato e gli altri due precari e/o sottopagati e quando i vecchietti vanno nei mercati rionali, dopo la chiusura, per rovistare nei cassonetti dell’immondizia. A titolo di riflessione, domani avrà luogo a Roma la Convention di “Alba Dorata Italia”, gemellata con l’Alba Greca. Altro che Benigni e le sue lezioncine televisive ben pagate! Non aggiungo altro.

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      Francesco Maria Toscano, nato a Gioia Tauro il 28/05/1979 è giornalista pubblicista e avvocato. Ha scritto per Luigi Pellegrini Editore il saggio storico politico "Capolinea". Ha collaborato con la "Gazzetta del Sud" ed è opinionista politico per la trasmissione televisiva "Perfidia" in onda su Telespazio Calabria.

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