Probabilmente ho sopravvalutato Mario Monti. Le ultime notizie sembrano accreditare l’ipotesi di un impegno diretto dell’attuale premier a sostegno del famigerato “centro”, zona protetta dove vivono in condizioni confortevoli un manipolo di esemplari in via di estinzione come Fini e Casini. A furia di leggere i resoconti giornalistici di alcuni lecchini per professione, Monti si è convinto di essere amato per davvero. Nelle urne si accorgerà però che il Paese reale è molto diverso dagli ambienti chic, ricchi e dorati che ne sponsorizzano il ritorno per continuare a promuovere politiche neo-naziste finalizzate allo sfruttamento dei più deboli. A parte una minoranza di negrieri, di sadomasochisti e affetti da inguaribile sindrome di Stoccolma, non riesco a capire chi possa sentirsi attratto dalla proposta politica montiana spalleggiata dai dinosauri dell’Udc de-cuffarizzati, nonché dal costituendo “partiti dei carini” del tentennante Montezemolo. Fini non lo nomino neanche. La sua sola evocazione garantisce certamente la perdita secca di almeno 3 punti percentuali. Al netto delle fesserie, della propaganda e del populismo deteriore, l’unico argomento serio di questa campagna elettorale riguarda l’eventuale prosecuzione delle politiche finalizzate al definitivo trionfo dell’Olocausto in atto (rigore e austerità) per la gioia dell’Europa dei massoni reazionari. Secondo alcuni, le categorie di destra e sinistra sono oramai superate. Ma se anche volessimo utilizzare questi schemi, per capirci meglio dovremmo farlo in maniera appropriata. Le politiche di abbattimento della spesa pubblica, di riduzioni dei diritti e compressione dei salari sono ovunque considerate di destra. Una destra per bene, liberale e senza inclinazioni neo-naziste travestite da risanamento, accompagna però il taglio delle tasse al taglio della spesa. Oscar Giannino, ad esempio, con il suo movimento “fermare il declino”, rappresenta il classico caso di destra liberale coerente e rispettabile. Una sinistra degna di questo nome (ancora in Italia inesistente), invece, non avrebbe timore nel promuovere un più incisivo ritorno dello Stato nell’economia al fine di inseguire le ragioni dell’uguaglianza (da non confondere con l’egalitarismo esasperato di tradizione sovietica), delle opportunità e dei diritti. Un ipotetico centro tardo-democristiano, infine, si preoccuperebbe di smussare le spigolature insite nelle proposte di entrambi gli schieramenti, riscoprirebbe la “rerum novarum” in campo economico e difenderebbe legittimamente le ragioni della famiglia naturale. Se questa estrema semplificazione è vera, ditemi voi ora con quale criterio è possibile definire Monti e l’Udc di centro, il Pdl di destra e il Pd di sinistra. L’agenda Monti coagula un programma di estrema destra e, in questo, ricorda più il Mein Kampf che non il manifesto del Partito Popolare di sturziana memoria. Non ci vuole un genio per capire che le politiche di rigore cieco, accompagnate per giunta da uno spropositato aumento della tassazione (pensate all’Imu), perseguono evidentemente obiettivi di sterminio classista che non possono rientrare in nessuna delle grandi aree di pensiero politico che normalmente si alternano nei Paesi democratici. L’Agenda Monti, il Mein Kampf del 2000, è al centro della scena politica. Le altre forze politiche, quindi, assumono una fisionomia per contrasto; risultano cioè più o meno filo-naziste nella misura in cui accettano di sposare in profondità e con convinzione le linee guida proprie del montismo. Il Pd, difensore ad oltranza delle misure draconiane imposte dal governo Monti, può quindi a ragion veduta intendersi come un partito di destra che lavora, magari inconsapevolmente, per la piena realizzazione di una società di tipo tribale e ottocentesco. Allo stesso modo i partiti socialisti presenti in Grecia, Spagna, Francia e Germania possono senza timore di smentita essere bollati come partiti classisti, oligarchici e di destra, nei fatti promotori e difensori di un nuovo patto sociale europeo fondato sulla schiavitù sostanziale, lo sfruttamento, l’abbrutimento e la violenza. Anche il nazismo e il fascismo, a pensarci bene, furono una degenerazione maligna del pensiero socialista avvelenato da un insano nazionalismo. E anche oggi il nazismo tecnocratico di ritorno è il risultato della mutazione genetica di una piattaforma originariamente socialista, inquinata poi da una tecnocrazia famelica e devastatrice.

    Francesco Maria Toscano

    20/12/2012

    Categorie: Editoriale, Politica

    5 Commenti

    1. Ugo scrive:

      Eh, ma la tua è IDEOLOGIA!

      (sono ironico: in realtà hai ragione da vendere)

    2. alessandro scrive:

      Sarebbe interessante, in vista delle elezioni, dedicare più momenti di riflessione su “cosa significa essere di sinistra o di destra”.
      Che se ne parli in maniera poco seria in Italia, in Europa e nel mondo ci era già arrivato il visionario Giorgio Gaber quando cantava “destra-sinistra”
      http://www.youtube.com/watch?v=SzUoAfcyPsk&hl=it&gl=IT
      Se pensiamo ai programmi realizzati dai governi succedutisi di destra e sinistra nei vari anni in Italia ci rendiamo conto che le differenze che li contraddistinguono sono unicamente dettate dal peso che le attribuiscono le rispettive tiffoserie. In genere, chi è sempre stato di sinistra, è nato e morirà di sinistra, voterà sempre a sinistra, così come chi è di destra, anche adesso che ci sono gli ex-comunisti destroidi, voterà “per partito preso” sempre li… Provate a fare alle due tifoserie la domanda che fece Gaber, “ma cos’e la destra, cos’è la sinistra?”: probabilmente tentenneranno e tergiverseranno sicuramente con argomenti di personalizzazione della politica, Berlusconi è la destra e Bersani la sinistra. D’altro canto è il modo più semplice per capire la differenza, associare alle persone lo schieramento, un esercizio mentale che ha ingannato parte del popolo di sinistra che per pigrizia e asineria ha quasi scambiato Monti per uomo di sinistra, in quanto è quello che ha rimpiazzato Berlusconi con l’avvallo dell’ex-comunista Napolitano e il beneplacito del PD. Non sembra vero, ma non tutti gli italiani saprebbero rispondere alla domanda “Monti è di destra o sinistra?” Sarebbero in grado di rispondere allorquando questi calasse la maschera e si candidasse Premier del centro-destra o moderati che dir si voglia. Quando vedranno in quale lato del Parlamento siede capiranno chi li ha governati nell’ultimo anno.

    3. luca scrive:

      però alla fine c’è sempre una cosa che mi ronza in testa….sinistra,centro, destra ma io penso che qualsiasi cosa,oggetto, economia…vada fatto-costruito/a come si deve non di sx o dx. una macchina viene costruita come deve essere costruita non con criteri di dx o di sx.

    4. [...] caso Il Moralista aveva previsto con largo anticipo la fine ingloriosa dell’alleanza montista (clicca per leggere). Non ci voleva un genio ad essere sinceri. Tutti gli ingredienti indispensabili per il sicuro [...]

    5. [...] quali, tra l’altro, segnalatigli per tempo  proprio sulle pagine del blog de “Il Moralista” (clicca per leggere). Durante la recente crisi minacciata da Berlusconi, Monti prese parola in aula per condannare [...]

    Commenta a alessandro


    "nella mia vita ho conosciuto farabutti che non erano moralisti ma raramente dei moralisti che non erano farabutti." (Indro Montanelli)


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      Francesco Maria Toscano, nato a Gioia Tauro il 28/05/1979 è giornalista pubblicista e avvocato. Ha scritto per Luigi Pellegrini Editore il saggio storico politico "Capolinea". Ha collaborato con la "Gazzetta del Sud" ed è opinionista politico per la trasmissione televisiva "Perfidia" in onda su Telespazio Calabria.

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