Ho ascoltato Monti questa mattina e ne ho ricavato impressioni ambivalenti. In primo luogo, è evidente il messaggio erga omnes del Professore che intende rivendicare con forza la vera natura del suo ruolo. Monti è, di fatto, il proconsole designato dalla massoneria reazionaria per commissariare la democrazia italiana. Nella sua ottica elitaria e classista, il passaggio elettorale è un mero e trascurabile momento transitorio utile per servire le forme. Monti si sente legittimato nel ruolo solo nella misura in cui l’oligarchia massonica globale, quella stessa che tiene le redini del potere contemporaneo,  ne riconosce per interesse il “prestigio” e “l’autorevolezza”. Il principio costituzionale che intende legittimo l’esercizio del governo solo in virtù di una delega da parte del popolo sovrano votante, rappresenta l’esatta l’antitesi del montismo. Il golpismo strisciante e morbido, insito nella proposta del bocconiano, è di plastica evidenza. Monti, coprendosi dietro la foglia di fico di una necessitata progettualità, afferma di non avere intenzione di candidarsi. Offre però una “agenda programmatica”, valida per tutti, contenente le uniche politiche possibili per far rimanere l’Italia nel novero delle nazioni civili e rispettabili. L’operazioni di Monti è, allo stesso tempo, pericolosa e spericolata. Da una lato, consapevole dello scarso appeal del suo governo e dei leader stracotti che lo venerano (leggi Fini e Casini), mantiene la lucidità per non affrontare direttamente una competizione elettorale che ne stroncherebbe le velleità di successo; dall’altro, furbescamente, prepara un recinto astratto dove, nel nome dell’Europa, possono in teoria ritrovarsi tutte le forze migliori del Paese. “Destra e sinistra sono concetti superati”, afferma non a caso Monti in versione grillino in loden. Solo destrutturando secoli di elaborazione politica, infatti, il nostro  premier dimissionario può imporre una sorta di pensiero unico indispensabile, nella sua ottica malsana, in un’era come questa decisamente post-ideologica, tecnocratica e pragmatica. Non esistono più soluzioni di destra e di sinistra, esistono solo soluzioni ottimali. Le soluzioni ottimali non sono mai di per sé opinabili. Il dogma turbo-liberista, quello che predica tagli alla spesa, precarietà e moderazione salariale (tradotto:paghe da fame), non può essere retrocesso ad ipotesi di parte astrattamente confutabile da teorie diverse e, magari, contrarie. No. Il dogma sta in alto, si rispetta e non si discute. E chi si permette di discutere il dogma è certamente un uomo empio che attirerà sull’intera comunità l’ira dell’Ue, moderno vitello d’oro. Monti, credendosi un grande architetto, ha consegnato oggi ai partiti-Mosè la tavole della legge (l’agenda Monti). Per ragioni di pratica efficienza, però, il “Prestigioso” ha preferito professare il Verbo dalla Sala polifunzionale della Presidenza del Consiglio, piuttosto che dal più scomodo e distante monte Sinai. Ma il risultato non cambia. Tutti ora conoscono la prescrizioni bibliche e, di conseguenza, sono liberi di rispettare la Parola oppure di contraddirla. Monti, motore immobile, non chiede nulla. Indica a tutti, per generosità e con sprezzo del pericolo, la Via per la salvezza. Naturalmente, questo è il sottinteso, il fuoco della Geenna sarà il destino inevitabile per tutti quelli che, pur avendo ascoltato, non si comporteranno di conseguenza. A questo punto la partita diventa molto insidiosa. Bersani, principale destinatario dei messaggi spirituali del Profeta di Varese, continuerà probabilmente a “peccare” con Vendola e Fassina, sperando di salvarsi l’anima confessandosi di tanto in tanto. Non credo che gli basterà per raggiungere la sospirata beatitudine. Né la creazione di una ridicola lista di centro a supporto del Pd, appaltata a personaggi preistorici e discussi come Tabacci e Loiero, tranquillizzerà definitivamente i sacerdoti del Tempio di Bruxelles. Prima o poi questo nodo Bersani, in un modo o nell’altro, dovrà trovare il coraggio di scioglierlo. La discesa in campo di Monti, in questo senso, aiuta a fare chiarezza. Nessuno potrà ancora per troppo tempo recitare la parte di chi colpisce pensionati, lavoratori e poveracci vari per “responsabilità” e perché “ce lo chiede l’Europa”. Non si può servire contemporaneamente Dio e mammona caro Bersani. Così come non è possibile conciliare le ragioni del rigore con quelle del lavoro e della crescita. Bersani è di fronte ad un bivio decisivo. O con le ragioni del popolo e della civiltà, o al servizio del progetto massonico reazionario teso a cinesizzare l’Europa. Monti invita tutti ad una scelta chiara. La speranza è che il segretario del Pd trovi il coraggio di fare chiarezza. In un senso o nell’altro.

    Francesco Maria Toscano

    23/12/2012

    Categorie: Editoriale

    11 Commenti

    1. Ugo scrive:

      Ma che è, siamo ancora lì a pensare che Bersani abbia intenzione di fare una qualsiasi cosa che esca dal percorso tracciato e seguito finora? Suvvia, siamo realisti: gran parte del Parlamento (tutto, se si tiene conto del gioco del poliziotto buono e di quello cattivo così insistentemente praticato a turno negli anni dall’intero arco parlamentare) è complice di quel che è accaduto. Non è possibile riporre fiducia su nessuno di coloro che, direttamente o indirettamente, hanno intrattenuto rapporti con quel marasma. Men che meno è possibile votarli, a meno di rinunciare in solido alla propria razionalità e a ogni speranza di uscire da questa pessima situazione. “Bersani”… puah! Suona come un insulto.

    2. Twin Astir scrive:

      Nessun medico ordina di votare PD, anche se i sondaggi ovini sono assai favorevoli a Bersani. Se molti italiani belanti fossero meno ingenui, il 24 febbraio potrebbero divertirsi un po’, riservando una clamorosa sorpresa a questi pericolosi maestri dell’ars oratoria.

    3. Lunapesci scrive:

      @Twin Astir- dimmi per favore come potremmo riservare una calorosa sorpresa a tutti. Io Ci sto!!!

      @IL MORALISTA-Grazie! Articoli stupendi, equilibrati, complimenti

    4. Twin Astir scrive:

      Rispondo a Lunapesci esortandola a seguire, attraverso i canali non ufficiali dell’Informazione di Regime, la nascita e l’evoluzione di tante liste civiche spontanee, piccoli movimenti non schierati con nessun apparato, associazioni aperte a tutte le proposte ecc. che, a livello locale o meno, tentano di trasformare la nostra delusione in proposta politica vincente, perchè ispirata al buon senso e non ai calcoli di bottega. Verrebbe in mente il movimento più noto, quello di Beppe Grillo che, quando racconta cose vere, purtroppo, è meno comico dei tanti burattini “blasonati” che si stanno preparando a raccogliere i voti dei belanti. Tra i movimenti meno noti, c’è questo che stò seguendo con attenzione, anche se sarà ardua la raccolta delle firme per depositare il simbolo al Viminale tra l’11 ed il 13 gennaio 2013.
      http://www.siamoitalia.it/
      http://www.ingannati.it/2012/12/14/lista-si-siamo-italia/
      Mi valgo dell’occasione per porgere gli auguri di buon Natale al Moralista, che ci ospita e ci arricchisce con le sue riflessioni ed a tutti i frequentatori di queste pagine virtuali.

    5. Lunapesci scrive:

      Ti ringrazio per le indicazioni Twin Astir, ho visto i video e letto il programma. Molto interessante! Purtroppo, pur leggendo tutti i commenti, non sono riuscita a capire dove si deve andare per firmare la lista. Io abito a Firenze. Ti auguro un Buon Natale e Felice Anno Nuovo

    6. Lunapesci scrive:

      Caro signor Toscano ho acquistato oggi il suo ebook. Non è ancora arrivato , probabilmente siamo alla vigilia di Natale e mi arriverà dopo le feste. Lo aspetto con entusiasmo. Tanti auguri di Buon Natale!

      • il Moralista scrive:

        Carissima, auguri anche a te. Spero che il libro ti piaccia. Nel 2013 uscirà il mio secondo libro dedicato all’Europa contemporanea. Un caro saluto, Francesco

        • alessandro scrive:

          Buono a sapersi, questa è una buona notizia, c’è bisogno di riordinarsi le idee con letture che analizzino in maniera organica le problematiche legate alla crisi economica e politica contemporanea. Credo che chi ha le capacità di analisi e lo spessore per scrivere di questa crisi lo debba fare e subito, sono in molti ad affermare che: “come mai le voci in dissenso sono così poche? come mai ci sono soltanto uno o due intellettuali di sinistra a scrivere in aperto contrasto con il main stream dominante? perchè tutti i giornalisti parlano la stessa lingua e solo un pugno di economisti o intellettuali si mettono a fare i “dissidenti”?
          Quindi più sono le voci in dissenso e maggiori sono le pulci nelle orecchie per gli italioti drogati di TG1, TG5, Santoro e Ballarò, ecc.
          Credo fortemente che il web abbia smascherato e portato alla luce le nefandezze dell’operato di alcuni personaggi e gruppi dominanti che hanno causato questa crisi politica ed economica, ma ritengo che per raggiungere il grande pubblico necessita arrivare alle librerie… poi non credo ci sia niente di meglio che il profumo della carta stampata rispetto agli aridi impulsi elettronici del web (anche se più immediati ed adatti ad un pubblico fresco e giovane).

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      Francesco Maria Toscano, nato a Gioia Tauro il 28/05/1979 è giornalista pubblicista e avvocato. Ha scritto per Luigi Pellegrini Editore il saggio storico politico "Capolinea". Ha collaborato con la "Gazzetta del Sud" ed è opinionista politico per la trasmissione televisiva "Perfidia" in onda su Telespazio Calabria.

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