E meno male che c’era Enrico Bondi, alias mani di forbice, a controllare la qualità di tutti i candidati che si riconoscono nel progetto “prestigioso” di Mario Monti, altrimenti chissà chi avrebbero candidato. L’Udc, per esempio, ha deciso di rispettare in pieno l’invito del professore finalizzato a premiare qualità e trasparenza. E chi se non Lorenzo Cesa da Arcinazzo rispecchia meglio di ogni altro il desiderio di rinnovamento che sale impetuoso dalla società civile? Difficile, oggettivamente, privarsi di cotanta scienza. E allora, si dirà,  Cesa è candidato alla Camera nelle liste del suo partito, ed Enrico Bondi, per quanto severo e rigoroso, non poteva mettere troppo il becco in casa altrui. Cesa (come Parigi) val bene una messa. Ma al Senato, direte voi, dove tutti gli aspiranti statisti si presentano sotto le insegne candide del profeta Monti, le cose saranno andate in maniera certamente diversa. L’austero bocconiano, coerentemente, non permetterà mai che nel suo nome si consumino vecchie prassi nepotistiche e spartizioni al ribasso molto in voga nel partitino di Casini. Il bel Pier, a proposito di sostegno alla famiglia, ha infatti pensato bene di candidare nelle liste Udc sia la cognata Noè (si prepara un’arca in caso di eventuale diluvio?) che  il genero Anzolini. Ma al Senato le liste “per Monti” esprimeranno per forza il fior fiore della intellighenzia nostrana, in netta discontinuità con i vituperati politicanti di professione che fanno inorridire un numero considerevole di giornalisti- pennivendoli sempre desiderosi di guadagnarsi un posticino in Parlamento. Siete sicuri? E’ andata così? Quanti premi nobel schiera Monti per il Senato? Quante giovani promesse si accingono, guidate dal Professore filotedesco, a modernizzare l’Italia per la gioia di mamma Merkel, di papà Obama e di tutti gli altri rispettabili fratelli che temono che l’Italia perda il prestigio riconquistato a colpi di spread? Già, quanti? A occhio nessuno. In compenso, però, e questo mi rassicura circa la qualità complessiva del progetto politico di Monti, ho letto che nella mia regione, la Calabria, i “montati” puntano forte su una figura di grande spessore culturale e politico, ovverosia l’attuale assessore regionale all’agricoltura Michele Trematerra. Niente di meglio per lanciare un messaggio rassicurante alla pubblica opinione calabrese, delusa da anni di gestione della cosa pubblica non sempre oculata. Non a caso Trematerra junior risulta essere proprio oculista in forza all’ospedale di Castrovillari poiché, presumo, vincitore di specchiato concorso. Le malelingue, quelle non mancano mai, sostengono che la posizione di prestigio riconosciuta da Monti all’oculista Trematerra sia anche il frutto dell’influenza esercitata dal padre dell’assessore regionale in questione. Il già senatore Gino Trematerra, infatti, per ragioni di evidente timidezza e contrarietà all’accumulo di posti, ricopre soltanto le cariche di segretario regionale dell’Udc, europarlamentare e sindaco di Acri (poi dimessosi). Ma di fronte all’eloquio forbito dello statista silano, alla profondità del suo pensiero politico, unito alla indiscussa capacità di analizzare la complessità che la modernità propone, questi aspetti cadono in secondo piano. Così come sarebbe ingiusto ricordare che il nome di Gino Trematerra è recentemente finito, in maniera marginale, agli atti di una inchiesta della procura di Torino che indagava sulle infiltrazioni della ‘ndrangheta nel nord d’Italia (clicca per leggere). Non bisogna abbandonare la strada del garantismo per cedere di fronte alle crescenti pulsioni giustizialiste che salgono dal basso della nostra incattivita società. In conclusione, pur non condividendo le politiche di Monti, devo riconoscere che la scelta di appaltare alla famiglia Tremattera (Gino e Michele, casualmente omonimi dei più famosi umoristi) la rappresentanza del “montismo” in Calabria indica una innegabile, pregevole e salutare volontà di discontinuità  e rinnovamento. Una grande stagione di progresso attende la Calabria e il sud Italia in genere. Qualunquemente.

    Francesco Maria Toscano

    14/01/2013

    Categorie: Politica

    5 Commenti

    1. ampul scrive:

      Tutto tutto, niente niente!

      Il copione si ripete caro moralista…
      Aah, questi calabresi…

    2. Twin Astir scrive:

      Una saggia politica economica, basata sulla libertà d’impresa e sulla incentivazione fiscale delle attività produttive e la Calabria potrebbe diventare la Carinzia italiana.

    3. ALESSANDRO scrive:

      Piena solidarietà, ma dubito che se anche avesse avuto un curriculum meno “torbido” sarebbe cambiato il tuo indirizzo di voto! io invece sono più fortunato perchè nella mia Regione si fanno nomi di peso come candidati alla lista Monti… diciamo che si stanno attrezzando bene… quasi, quasi ci faccio un pensierino…

    4. […] perché, come prova un articolo scritto in tempi non sospetti proprio sulle pagine di questo blog (clicca per leggere), non ci voleva il conforto della Sibilla Cumana per farsi venire con largo anticipo qualche […]

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      Francesco Maria Toscano, nato a Gioia Tauro il 28/05/1979 è giornalista pubblicista e avvocato. Ha scritto per Luigi Pellegrini Editore il saggio storico politico "Capolinea". Ha collaborato con la "Gazzetta del Sud" ed è opinionista politico per la trasmissione televisiva "Perfidia" in onda su Telespazio Calabria.

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