Dopo la cura Monti, “che ha salvato l’Italia” (ma ha ammazzato gli italiani), la disoccupazione ha raggiunto livelli record (clicca per leggere) e la disperazione dilaga (clicca per leggere). Mettetevi chiaro in testa che queste nuove miserabili condizioni di vita che vi hanno imposto sono il risultato di una volontà precisa, sadica e persistente, elaborata dalle classe globale dominante che vuole ridisegnare i rapporti sociali in senso neo-schiavista, oligarchico, violento e  brutale. Nessuna glaciazione ha colpito la Terra, né gli uomini si sono improvvisamente dimenticati come favorire i processi di produzione reale. Molto più semplicemente, è in atto una rivolta dei miliardari contro i poveracci, invitati ad abbracciare condizioni di vita indegne per permettere ad una manipolo di privilegiati di godere  lussi sfrenati fatti pagare ai nuovi indigenti. La crisi non esiste. E’ soltanto un espediente dialettico per mascherare un processo redistributivo iniquo e paradossale che opera dal basso verso l’alto. Le prassi speculative, esasperate negli ultimi anni da alcuni alchimisti a libro paga delle moderne banche di investimento, devono  necessariamente trovare sbocchi nella realtà empiricamente percepibile. Il massacro dell’economia reale è perciò indispensabile per permettere il riciclaggio di una massa enorme di denaro virtuale. La politica, oramai completamente etero-diretta  rispetto al potere finanziario-massonico-reazionario trionfante, ha consentito e avallato la distruzione di quel  capitalismo temperato che ha fatto le fortune dell’Occidente nel secondo dopoguerra. Con l’abolizione, avvenuta per opera di Bill Clinton, poi dappertutto imitato, della legge che impediva la commistione tra banche d’investimento e banche dedite al risparmio (legge Glass-Steagall del 1933, fortemente voluta dal Presidente Roosevelt), la politica ha abdicato al suo ruolo, ritagliandosi lo spazio meschino e angusto di manganello reazionario a tutela dei nuovi infami interessi costituiti. L’odierno e italico caso Monte Paschi, poi, offre un paradigma perfetto per comprendere in profondità la sottigliezza perversa di questo nuovo ordine fondato sulla menzogna, sul ricatto, sull’avidità e sul sopruso. I vertici del Monte Paschi comprano la banca Antonveneta ad un prezzo spropositato. Per ovviare ad una operazione economicamente illogica (si ipotizza un giro tumultuoso di tangenti), il management della banca si inventa alcune operazioni finanziarie spericolate ruotanti intorno ai titoli derivati Alexandria e Santorini. Gli organi di controllo, Banca d’Italia e Consob, naturalmente dormono, mentre dall’affare lucrano somme ingentissime anche alcuni colossi finanziari internazionali come JP Morgan  (clicca per leggere). Il governo Monti, quello che ha spremuto gli italiani con la paura del default, ha trovato 4 miliardi di euro da destinare al risanamento della banca senese, messa in ginocchio da un giro vorticoso di operazioni sospette. Una volta scoperto lo scandalo che chiama in causa per omessa vigilanza l’ex governatore della Banca d’Italia Mario Draghi, il suo successore Ignazio Visco, l’attuale presidente Rai e già vicedirettore generale della Banca d’Italia Anna Tarantola nonché i vertici del Partito Democratico, da sempre legati a doppio filo con il Monte dei Paschi, chi spunta a difesa del sistema che violenta i cittadini per arricchire a dismisura l’élite globale finanziaria? Il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, of course, supremo garante della sottomissione dei poteri democratici e rappresentativi rispetto alla supremazia di questa nuova oligarchia bancaria e tecnocratica imperante, impersonata dalle facce dei vari interpreti di questa tristissima faccenda (clicca per leggere). Tutti i protagonisti principali di questo nuovo  e diabolico equilibrio si tengono a vicenda. Fino a quando Giorgio Napolitano, sponsor e promotore del governo Monti, nonché odierno difensore d’ufficio dei vertici di Banca d’Italia accusati di non avere esercitato i doveri di vigilanza imposti per legge, rimarrà al Quirinale, l’angoscia degli italiani non potrà che aumentare. Fortunatamente manca poco. Una volta eletto un nuovo Presidente,  finalmente rispettoso della volontà rappresentativa e democratica del popolo italiano, sarà forse possibile cominciare a predisporre una nuova incisiva resistenza rispetto al dilagare della furia tecnocratica in atto. Per queste ragioni  la fine del settennato di Napolitano, lo dico senza enfasi, può rappresentare per l’Italia un nuovo 25 aprile.   

    1/02/2013

    Francesco Maria Toscano

    Categorie: Editoriale

    3 Commenti

    1. [...] Dopo la cura Monti, “che ha salvato l’Italia” (ma ha ammazzato gli italiani), la disoccupazione ha raggiunto livelli record (clicca per leggere) e la disperazione dilaga (clicca per leggere). Mettetevi chiaro in testa che queste nuove miserabili condizioni di vita che vi hanno imposto sono il risultato di una volontà Source: il Moralista [...]

    2. Intanto è in corso la conferenza stampa del nuovo presidente di Banca Monte dei Paschi Alessandro Profumo che ha detto: L’indagine avviata su Banca Monte dei Paschi «non rallenterà il lavoro del Cda, ma anzi lo accelerera». Profumo ha anche auspicato che l’inchiesta possa chiudersi «nel piu’ breve tempo possibile».

    3. [...] 1)      Il potere è oggi esercitato da alcune sovrastrutture elitarie e antidemocratiche che svuotano i singoli Parlamenti nazionali (clicca per leggere) [...]

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