Papa Benedetto XVI si è dimesso. Con una comunicazione improvvisa e asciutta il Pontefice ha esplicitato la sua decisione di ritirarsi a vita privata. Una notizia inusuale e inaspettata che, onestamente, si presta alla più diverse e disparate interpretazioni. Pare comunque falsa la notizia che individua nelle precarie condizioni di salute di Joseph Ratzinger le motivazioni di una scelta che vanta rari precedenti. Il più famoso dei quali è certamente  quello di Pietro da Morrone, meglio noto come Celestino V, eletto Papa nel luglio del 1294 e dimessosi dopo pochi mesi. « Poscia ch’io v’ebbi alcun riconosciuto, vidi e conobbi l’ombra di colui che fece per viltade il gran rifiuto », scrisse Dante nella Divina Commedia, relegando così Papa Celestino V nel terzo girone dell’inferno dedicato agli ignavi. Per molto tempo, con buona pace di ciò che ne pensava Dante, la storiografia prevalente, oggi in parte rivista, attribuì invece nobiltà alla scelta forte di Celestino V, pronto a dare un segnale dirompente per scuotere una Chiesa che, già allora, era vittima di faccendieri e intrallazzatori vari. Lo stesso Petrarca sembrava condividere questa lettura degli eventi, definendo Pietro da Morrone “spirito altissimo e  libero”. Il caso di Papa Benedetto XVI non sembra però facilmente equiparabile rispetto a quello che vide protagonista il suo lontano predecessore. Si fa fatica infatti ad immaginare Joseph Ratzinger,  teologo di grande esperienza, avvezzo a frequentare da moltissimo tempo e in posizione di assoluto prestigio le stanze del potere Vaticano, facilmente turbabile di fronte alla palese inadeguatezza di alcune figure di alti prelati che occupano posizioni apicali nella attuale gerarchia Vaticana. Le ragioni della sua scelta, giocoforza, devono necessariamente rispondere a logiche differenti che, allo stato, risultano imperscrutabili e occulte. Per essere sinceri, non credo che il pontificato di Joseph Ratzinger rimarrà impresso nella memoria collettiva della comunità cristiana come esempio luminoso. Già in passato ebbi modo di esprimere dubbi circa l’operato di Papa Benedetto XVI, colpevolmente silente rispetto alla realizzazione di quel sadico progetto neonazista, attualmente promosso dalla massoneria reazionaria, che intende trasformare l’Europa in un immenso lager a cielo aperto (clicca per leggere). E se in Grecia si consuma un esempio paradigmatico di moderno olocausto (clicca per leggere), la voce del successore del rappresentante di Cristo in terra rimane comunque colpevolmente silente, mentre quella di alcuni cardinali di primo piano risulta perfino complice e invadente (clicca per leggere). La Chiesa di Roma, minata da una serie infinita di scandali, vive una delle fasi più drammatiche della sua storia millenaria. Incapace di parlare al cuore degli uomini, indifferente rispetto alle crescenti sofferenze di popoli interi,  succube del perverso intreccio che lega fede e finanza, il Vaticano pare oggi avere tristemente sposato una prospettiva ultraterrena, barattando l’infinto con l’appoggio interessato di alcuni potentati sovranazionali che esprimono Mario Monti proconsole per la Provincia italica. Non a caso, giornali come l’Avvenire e l’Osservatore Romano hanno recentemente pubblicato improvvidi e paradossali apprezzamenti di plauso, sostegno e incoraggiamento nei confronti di quel Mario Monti che in un anno di governo è riuscito a far dilagare a macchia d’olio povertà e sofferenza. Impegnata nella difesa ad oltranza di costumi e stili di vita superati dalla modernità, la Chiesa non trova più né la forza né il tempo di difendere Lazzaro dalle turpi condotte dei tanti e potenti Epulone che inquinano l’Europa. Ma il Cristo, quando volle manifestare il suo disagio rispetto al prevalere di prassi immonde, non si limitò ad allontanarsi stanco e sdegnato, ma trovò la forza di scacciare i mercanti dal tempio: “Gesù entrò poi nel tempio e scacciò tutti quelli che vi trovò a comprare e a vendere; rovesciò i tavoli dei cambiavalute e le sedie dei venditori di colombe e disse loro: la Scrittura dice: la mia casa sarà chiamata casa di preghiera ma voi ne fate una spelonca di ladri” (capitolo 21, Vangelo secondo Matteo). Al prossimo Papa il compito di riconciliare il popolo dei credenti con l’amore del Cristo. La parola senza l’esempio è debole e, tra le mura Vaticane, in troppi ancora continuano evidentemente ad adorare Dio e Mammona. Il successore di Papa Benedetto XVI sciolga le troppe ambiguità che feriscono a morte l’autorità morale della Chiesa. Non è più tempo di ipocrisie e compromessi al ribasso, gli uomini di fede denuncino con coraggio le tanti avvilenti meschinità che il potere contemporaneo consuma in danno degli ultimi e degli indifesi. E lo facciano con chiarezza perché, come prescrive il Vangelo, “il vostro parlare sia si si; o no, no. Il di più è del maligno” (Matteo 5,37).

    Francesco Maria Toscano

    11/02/2013

     

     

    Categorie: Attualità, Editoriale

    4 Commenti

    1. [...] Papa Benedetto XVI si è dimesso. Con una comunicazione improvvisa e asciutta il Pontefice ha esplicitato la sua decisione di ritirarsi a vita privata. Una notizia inusuale e inaspettata che, onestamente, si presta alla più diverse e disparate interpretazioni. Pare comunque falsa la notizia che individua nelle precarie condizioni di Source: il Moralista [...]

    2. sara scrive:

      Vabbè, io, premetto non sono credente, e quindi magari possono essere condierata parziale, ma esprimo il mio punto di vista. Assai difficilmente istituto è stato più retrogado e dannoso nella storia dell’umanità del Vaticano. Le ha combinate tutte: e persino ora si rimane un po’ delusi dall’operato di un Papa che, piccolino, marciava in divisa nazista – non voglio negare meriti alla chiesa di base, ma quella è un’altra cosa.
      E un’ultima parentesi: per quanto costituisca la lingua del potere, non è che la realtà (e le critiche che le si muovono) possono esaurirsi nell’economia: esistono diritti sociali e civili (e i primi senza i secondi=nazismo). Rispetto ai diritti civili (una per tutte: la pace nel mondo minacciata dai gay, dicembre) niente da dire?

      Comunque complimenti per il sito e per l’opera d’informazione!

    3. and scrive:

      Nuova breccia di porta pia?

      ma questa volta è da parte reazionaria o no?

    Commenta a sara


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