Michael Strong è un uomo d’affari americano che è un devoto della scuola economica austriaca. Gli austriaci vedono la “governance” democratica come così intrinsecamente illegittima da sostenere che qualsiasi programma di governo ci consegnerà irrimediabilmente alla “via della schiavitù.” Strong ha deciso di salvare gli honduregni dal loro governo. Vuole che la sua società comperi una città honduregna di nome Puerto Castilla e la trasformi nella prima “città modello” mondiale. Il governo honduregno, che detiene il potere grazie a un colpo di Stato che l’amministrazione Bush e il FMI hanno applaudito, ha approvato la vendita. Il governo honduregno è fortemente identificato con l’elite ricca dell’Honduras. La camera costituzionale dell’Honduras, la Corte Suprema (che ha fornito una foglia di fico per la  rispettabilità del colpo di Stato) ha deciso, quattro a uno, che fosse incostituzionale creare città a conduzione privata (contro la decisione dovrebbe essere presentato ricorso alla Corte Suprema al completo).

    http://www.nytimes.com/aponline/2012/10/03/world/americas/ap-lt-honduras-private-cities.html

    Gli Stati Uniti hanno una storia deplorevole fatta di avventurieri privati che si sono ritagliati feudi personali in America Latina. Il fatto che le élite economiche honduregne vogliano rinnovare la tragica storia dimostra come siano separate dalla vita, e dalla vista, della maggior parte degli honduregni.

    Strong sottolinea che il suo grande alleato è John Mackey, il CEO e co-fondatore di Whole Foods, e che il loro obiettivo comune è quello di “liberare” gli imprenditori. A Mackey piace scrivere sulla “questione morale per il capitalismo”, ma tutto quello che bisogna sapere sulla sua idea di moralità nel business è che ha impiegato un “burattino” (una identità internet fittizia) per screditare in segreto i suoi concorrenti e lodare il suo proprio aspetto fisico. Mackey è un ipocrita pateticamente vano che attacca le altre imprese in forma anonima e poi ha la faccia tosta di dare lezioni agli altri su come il capitalismo crei una leadership morale.

    http://www.nytimes.com/2007/07/16/technology/16blog.html?pagewanted=all

    Strong afferma di essere un uomo di sinistra convertito al libertarismo, che è motivato dagli stessi alti obiettivi etici che lo hanno motivato quando era un uomo di sinistra. Egli esorta i liberali a convertirsi in libertari in un documento che si trova in questo sito:

    http://www.flowidealism.org/michael.html

    La sinistra è spesso risvegliata dai vari danni e crimini commessi dalle grandi multinazionali. La gente di sinistra “sperimenta” un tremendo senso di indignazione per il fatto che sotto il capitalismo, non solo le persone cattive la fanno franca facendo cose cattive, ma spesso diventano anche ricchi e potenti per mezzo di quello che fanno. E peggio ancora, sotto il capitalismo spesso più decente, gli esseri umani laboriosi sono danneggiati da queste persone malvagie, e sono impoveriti, o possono essere attivamente danneggiati dalle azioni malvagie dei ricchi capitalisti.

    Poi va fuori dai binari della logica o di qualcosa che si avvicini alla logica.

    Il presupposto implicito su cui si fondano le credenze della “gente di sinistra” è che le iniziative, volute dalla sinistra, per contrastare i danni fatti dal capitalismo, facciano più bene che male.

    La “sinistra”, invece, fa l’ipotesi opposta.

    Strong poi descrive la sua fede nella teoria della scelta pubblica (ignorando la “scelta privata”, realtà che ha appena descritto nella quale il settore privato ha incentivi perversi). La conclusione di Strong è che abbiamo bisogno di rinunciare al governo e alla democrazia, come intrinsecamente perversi, a causa dei loro interessi privati, ed invece cedere il potere a quegli stessi perversi interessi privati. Strong  scrive che la debolezza intrinseca della democrazia “non significa che si debba rinunciare a tutto per la democrazia”, ma la sua parola successiva è “ma”; e la realtà è che lui cede la democrazia e il governo e basa l’alternativa sul settore privato, non come complemento per la democrazia. Strong e Mackey hanno formato una organizzazione, FLOW [Freedom Lights Our World n.d.t.], con un blog dedicato allo sviluppo di concorrenti dei governi moderni, valorizzato dalle multinazionali. I simpatici sostenitori libertari di Strong sono d’accordo con la mia opinione che Strong ha respinto la democrazia a favore dei “mercati”.

    Ecco come il blog definisce il suo scopo: “Come ogni tecnologia, la democrazia una volta era una innovazione radicale, che si riteneva improbabile funzionasse. Ora, è lo standard dell’industria. Il nostro obiettivo è quello di trovare, analizzare e
    discutere le innovazioni nelle “governance” di oggi che possono diventare gli standard di domani, in particolare quelli che utilizzano la migliore tecnologia, per l’organizzazione sociale, sviluppata dal mercato”.

    Per un campione di ciò che troverete, guardate  FLOW di Michael Strong su una “esplosione cambriana di governo”:

    http://reason.com/blog/2009/05/13/let-a-thousand-nations-bloom

    L’anti-democratica destra si è spostata dall’esperimento fallito di “reinventare il governo” all’adozione di pratiche aziendali per l’intera sostituzione del governo con satrapi aziendali gestiti dal “mercato”.

    Il blog di Strong che esorta gli altri a diventare libertari è rivelatore. Egli illustra ciò che inevitabilmente accade quando si rifiuta la democrazia e si abbraccia la plutocrazia e il mercato  ”liberato” dalla regolamentazione. Strong ammette implicitamente che la sua visione della “libertà economica” richiede che le élite delle multinazionali abbiano di fatto una immunità  dall’essere processate per i crimini che le hanno rese ricche, anche se causano catastrofiche crisi finanziarie che “mutilano” e “uccidono” milioni di persone. Per un uomo che odia i comunisti, Strong ha acquisito in pieno l’idea che per fare una frittata bisogna rompere molte uova. Vuole iniziare rompendo decine di migliaia di honduregni.

    “Ma la creatività, l’innovazione, l’imprenditorialità sono intimamente legate alla libertà. Una delle ragioni per cui sono diventato un libertario è la realizzazione di ciò che  più mi interessa, sul come rendere la vita delle persone migliore, più di quanto mi interessi invece la “giustizia sociale”, o rintracciare le persone peggiori che hanno fatto i soldi essendo cattive. Mentre rimango interessato a sistemi di reputazione per assicurare che le persone abiette meno frequentemente la facciano franca diventando ricchi essendo pessimi, ho deciso che è molto più importante concentrarsi sul rendere la vita migliore piuttosto che focalizzare l’attenzione sul perseguire il male. Credo che con una maggiore libertà possiamo creare la pace, la prosperità, la felicità e il benessere per tutti, rapidamente, in un mondo ecologicamente sostenibile, e questo obiettivo è molto più importante di quanto non sia l’obiettivo di combattere i peggiori, a cui capita di diventare ricchi attraverso lo sfruttamento della  ruffianeria e l’inganno”.

    Questo passaggio è così puerile, a così tanti livelli, che dovrebbe essere una lettura obbligatoria in tutte le classi di criminologia dei colletti bianchi. Che magnifico padre-padrone della città sarà Strong per i suoi sudditi honduregni.

    Consideriamo innanzitutto chi salirà al potere nel mondo degli affari, e come i nostri governanti, sotto la visione antidemocratica di Strong, di un mondo in cui gli amministratori delegati [CEO n.d.t.] guideranno la nostra economia, i nostri pseudo-governi, e (se sufficientemente megalomani) la nostra vita privata . In un brano precedente dello stesso documento, Strong sottolinea la previsione di Haykek nella quale le persone peggiori saranno inevitabilmente la leadership in un sistema comunista, perché non c’è stato di diritto. La dissoluzione in gran parte pacifica del comunismo e dell’Unione Sovietica dovrebbe causare una certa cautela nell’accettare la rivendicazione di inevitabilità di Strong. Quello che Strong ignora è quello che gli economisti classici hanno compreso centinaia di anni fa. Senza una norma di diritto le persone peggiori tenderanno a prevalere con la forza e la frode. Strong ignora anche la dinamica di Gresham. Come ha spiegato Jonathan Swift ne “I viaggi di Gulliver” e come George Akerlof ha dimostrato nel suo classico articolo 1970 sui mercati di “limoni”, quando gli imbroglioni guadagnano un vantaggio competitivo le forze di mercato diventano perverse e la “cattiva etica spinge la buona etica” fuori dalla piazza del mercato.

    La necessità di bloccare la dinamica di Gresham è una delle lezioni con le quali si stressano i criminologi dei colletti bianchi. Intere industrie possono diventare dominate dalle “frodi controllate” quando si realizza la dinamica di Gresham. Consideriamo gli esempi di Strong dei reati della élite del business dei quali lui non si preoccupa più di tanto. Si scopre che egli non dà nessun esempio. E non lo fa per un ottimo motivo. Non appena si comincia a discutere di crimini attuali del business, diventa impossibile credere che chi è indifferente a tali crimini, sia adatto per una società decente. Si noti che l’enfasi di Strong è la sua indifferenza per le élite che diventano ricche attraverso “l’inganno.” La sua scusa per questa indifferenza, che si ripete (con varianti minori) in due parole successive è che “mi interessa di più come rendere la vita delle persone migliore.” La rottura logica, evidente a chiunque abbia letto la criminologia dei colletti bianchi di George Akerlof e l’articolo di Paul Romer (Saccheggio: gli inferi economici del fallimento per il profitto), è che i crimini del business rendono la vita delle persone peggiore. Strong sostiene Paul Romer come una delle influenze principali sul suo lavoro, per cui non ha alcuna scusa per ignorare le terribili conseguenze dell’inganno del business per la vita delle persone. Strong ignora anche quello che aveva scritto solo poche frasi prima:

    “Peggio ancora, sotto un capitalismo spesso molto decente, gli esseri umani laboriosi sono danneggiati da queste persone malvagie, e sono impoverite, o possono essere attivamente danneggiate dalle cattive  azioni di ricchi capitalisti”.

    Mi limiterò a riassumere perché crimini d’affari rendono la vita delle persone peggiore. Ciascuna di queste forme di frode controllata può dare il via alla dinamica di Gresham in assenza di un vigoroso sforzo da parte del Governo: la frode controllata del falso in bilancio (che ha guidato la S&L debacle [crisi americana delle casse di risparmio e prestiti dell’89/90 n.d.t.], l’era della frode della Enron, e la crisi in corso); la frode controllata dei dipendenti, che può mettere in pericolo la salute e la vita dei lavoratori; la frode controllata degli acquirenti (Akerlof ha sottolineato la scarsa qualità dei limoni, ma non ha sottolineato che possono mutilare e uccidere il cliente); e le frodi controllate pubbliche che si rivolgono al grande pubblico (per esempio, la corruzione, la frode fiscale e lo scarico illegale di rifiuti tossici). Le  frodi possono anche causare “esternalità” estremamente negative. L’elemento che definisce per legge la frode è l’inganno. Io vi faccio fidare di me e poi tradisco la fiducia, al fine di diventare più ricco rubando a voi. La frode d’élite, quindi, è l’acido più efficace per erodere la fiducia. La fiducia è vitale per il successo della maggior parte delle istituzioni. La crisi in atto è diventata acuta quando i banchieri non si fidavano più delle valutazioni delle altre attività bancarie e migliaia di mercati si sono spenti.

    L’incapacità di Strong di vedere che il danno dei crimini della gente d’affari è inspiegabile, data la sua precedente ammissione ai termini della quale lo fanno, è uno dei tanti errori logici nello stesso paragrafo. Egli inoltre non riesce a capire perché è distruttivo che gli amministratori delegati  diventino ricchi attraverso il crimine. Ricordiamo che la critica fondamentale di Strong deriva dalla teoria della scelta pubblica. Egli sostiene che gli interessi particolari ricchi useranno il loro potere di alterare le decisioni pubbliche in modo che possano essere utili piuttosto ai ricchi e potenti che al pubblico in generale. Se gli amministratori delegati possono diventare più ricchi, attraverso l’esecuzione di frodi controllate, rispetto ai loro coetanei onesti e con più di talento, quindi i peggiori CEO domineranno le politiche pubbliche e utilizzeranno tali politiche per danneggiare i loro concorrenti onesti ed il pubblico in generale. Saranno anche gli amministratori delegati che più probabilmente assumeranno i mercenari più feroci per conquistare, saccheggiare, e intimidire gli avversari.

    Le frodi controllate in particolare producono implicazioni nefaste di teoria della “scelta privata”. Può essere estremamente difficile per un onesto amministratore delegato portare l’azienda ad una elevata redditività, ma come Akerlof e Romer hanno sottolineato la frode è spesso una “cosa sicura.” Il risultato è che molti CEO [Chief Executive Officer, amministratore delegato n.d.t.] possono facilmente imitare il meccanismo della frode che il loro rivale ha adottato per raggiungere profitti eccezionali. I CEO “fraudolenti” in genere si assicureranno che il loro compenso sia molto grande e si basi, in gran parte, su un reddito a breve termine. Gli utili eccezionali riportati e prodotti da frodi controllate, diversamente dalla frode contabile, sono reali – una multinazionale ottiene un reale vantaggio competitivo dal non pagare le tasse sul reddito, dal corrompere un funzionario governativo o aziendale per ottenere contratti di valore, o dai rifiuti tossici riversati nel fiume. La capacità degli altri amministratori delegati di imitare facilmente la frode fiscale, la corruzione, o i mezzi illegali di dumping significa che la dinamica di Gresham è probabile sia particolarmente potente e veloce, qualora queste forme di frodi controllate non vengano fermate dai controllori governativi e dai pubblici ministeri.

    Le frodi contabili controllate non creano un reale vantaggio competitivo, ma compensi per i dirigenti, il sistema moderno dei compensi ha creato una dinamica di Gresham in questa forma di frode perché il CFO [Chief Financial Officer, il responsabile del rischio finanziario n.d.t.] che non riesce a imitare il falso in bilancio di un rivale ha solo una probabilità banale di riportare profitti straordinari (anche se fittizi). Se il CFO non riesce a imitare il falso in bilancio del suo rivale, lui e il suo amministratore delegato [CEO n.d.t.], non si “guadagnano” bonus enormi, e il CFO sarà a rischio licenziamento. Anche un CFO inetto può facilmente imitare la “ricetta” della frode contabile, la frode che produce una “cosa sicura” – un record di profitti riportato (anche se fittizio) è una garanzia di ricchezza quasi istantanea per il CFO, il CEO e altri top manager.

    La ricetta della frode contabile controllata si spiega cominciando a dire perché la frode può causare che le vite di centinaia di milioni di persone possano diventare peggiori. La ricetta che fa del falso in bilancio una “cosa sicura” e massimizza l’utile del finanziatore (o dell’acquirente), ha quattro ingredienti.

    1 – Una crescita pazza (preferibilmente circa il 50% annuo) da

    2 – Fare (o acquistare) prestiti davvero scadenti con una resa di alta qualità, mentre

    3 – Impiegando leva estrema, si

    4 – Forniscono solo quote minuscole per rischi su crediti e leasing (ALLL [Allowances for Loan and Lease Losses n.d.t.]) per le inevitabili perdite estreme che la ricetta della frode deve produrre

    Si noti che questa ricetta massimizza le perdite reali. Infatti, Akerlof e Romer hanno sottolineato che le hanno prodotte finanziamenti che – al momento in cui sono stati fatti – avevano un valore atteso  negativo.

    La ricetta prevede anche una crescita estrema, pure quando vi è un eccesso di un qualsiasi prodotto che i  prestiti stanno finanziando. Se un numero significativo di imprese imitano lo stesso schema per la  frode, utilizzando la ricetta frode, possono iper-gonfiare una bolla finanziaria e causare, quando la bolla inevitabilmente scoppia, gravi crisi finanziarie, gravi recessioni e depressioni che provocano una disoccupazione terribile, il crollo di molti mercati, discese ripide dei prezzi delle azioni o nel prezzo di qualsiasi prodotto sia stato finanziato da parte di quei finanziatori fraudolenti. Le frodi contabili controllate endemiche, come l’epidemia di prestiti di “fraudolenti mentitori” fatta dagli istituti di credito, hanno fatto si che la crisi facesse la vita di centinaia di milioni di persone terribilmente peggiore. Strong presuppone che una maggiore “libertà economica” aiuti tutti: “Credo che con maggiore libertà possiamo creare la pace, la prosperità, la felicità e il benessere per tutti, rapidamente, in un mondo eco-sostenibile ….” guerre mercenarie private combattute in nome di città-stato rivali potrebbero causare guerre. I tre “de” – deregolamentazione, de-supervisione, e la depenalizzazione di fatto – producono ambienti criminogeni dei quali Akerlof e Romer avvertivano nel loro articolo del 1993 sul saccheggio.

    “Né il pubblico né gli economisti prevedevano che (la deregolamentazione delle S&L fosse) destinata a produrre saccheggi. Né, ignari del concetto, potevano sapere quanto grave sarebbe stato. Così le autorità di regolamentazione del settore che hanno capito quello che stava accadendo fin dall’inizio hanno trovato solo un sostegno tiepido, nel migliore dei casi, per la loro causa. Ora sappiamo meglio. Se impariamo dall’esperienza, la storia non deve ripetersi “(George Akerlof e Paul Romer.1993: 60).

    Anche in questo caso, afferma Strong, Romer è il suo guru sul concetto di “città modello”. Ha bisogno di assorbire l’avvertimento che Akerlof e Romer hanno fatto sulla rimozione dei regolatori principali, i  ”poliziotti di quartiere”. Strong non fa “conoscere meglio”, perché si è rifiutato di “imparare dall’esperienza”.

    Si sta rivelando che Strong crede di dover scegliere tra prevenire le frodi controllate e la “libertà economica”. La sua logica richiede la convinzione che ci sia una “libertà economica” zoppa se impediamo le frodi controllate o puniamo quelli che sono diventati ricchi attraverso le frodi controllate. La libertà economica, come Strong la definisce implicitamente, è un concetto molto strano se questo significa la “libertà” di diventare ricchi tramite il saccheggio del pubblico e causando ricorrenti intensificazioni delle crisi finanziarie. Comunque, dubito che abbia spiegato questo concetto unico di “libertà economica” ai cittadini di Honduras.

    Nello stesso documento, Strong nega che il cambiamento climatico globale sia un rischio grave ed attuale; e sostiene che le rivendicazioni degli ambientalisti sarebbero da “terroristi” e rappresenterebbero  la più grande minaccia per l’ambiente e l’umanità. (No, non ha competenze specifiche. Leggete il mio articolo di ieri sul perché della sua ideologia che spiega un rifiuto conservatore della scienza e abbraccia quella pseudo-scienza conosciuta come economia theo-classica. Strong è un appassionato di economia theo-classica.) Quando la negazione non riesce, Coase è la risposta preferita e migliore per tutte le questioni ambientali (ad esempio, le multinazionali o i plutocrati dovrebbero possedere tutti gli animali selvatici, l’atmosfera, i monumenti nazionali, le montagne, i ghiacciai, le foreste, le cascate, i laghi, i fiumi, le falde acquifere, l’oceano, i canyon, i ponti, le dighe, le strade , gli aeroporti, le ferrovie, l’acqua ed i sistemi fognari, oltre il resto dell’universo). L’Honduras è un luogo ideale per sperimentare la misericordia dolce di plutocrati che possiedono non solo la città, ma tutto il resto. Per ragioni di brevità, invito semplicemente  il lettore a leggere le ipotesi di Coase nelle quali ha detto che sarebbe necessario che le privatizzazioni “funzionassero”. Le ipotesi non trovano riscontro nel mondo reale e non troveranno riscontro in Honduras. Strong, comunque, ritiene che la proprietà privata ottimizzi automaticamente l’ambiente. Perché crede che gli ambientalisti siano “terroristi”, gli honduregni  ”verdi” dovrebbero iniziare a creare “case sicure” urgentemente. Essi potrebbero aver ben presto bisogno di sfuggire ai mercenari di Strong della Suprema Corte dell’Honduras se annullano la decisione presa in precedenza.

    Strong non è nemmeno l’avvocato più estremo dei governi privatizzati non soggetti ad antiquati vincoli democratici.

    [Il nipote di Milton] Patri Friedman pensa che l’umanità avrebbe bisogno di prendere il largo e avviare nuovi paesi.

    “Lasciate che un migliaio di nazioni fioriscono in alto mare”, dice.

    “Stiamo ancora utilizzando i sistemi giuridici del 1787″, ha detto ad una folla maggiore di trecento persone. “Perché non si vede più l’innovazione in politica”, ha chiesto.

    Pensate ai governi come imprese, sostiene. “Questa è la più grande industria del mondo,” dice. Il franchise di maggior successo…perde più di un trilione di dollari all’anno. “Le peggiori aziende uccidono molti dei propri clienti”, aggiunge.

    Che opportunità di business. “Ciò di cui abbiamo bisogno sono nuovi paesi”, dice. “Il seasteading [il concetto di creare abitazioni permanenti sul mare fuori da controlli governativi di ogni nazione n.d.t.] è un modo imprenditoriale di fissare il governo, entrando in competizione con i governi, piuttosto che lamentarsi.”

    Il primo passo dovrebbe coinvolgere le barche che offrono servizi come il turismo medico. Poi seasteaders potrebbero passare ad essere piattaforme. Infine, in alcuni decenni, vere e proprie città galleggianti.

    http://www.forbes.com/sites/briancaulfield/2010/12/08/let-a-thousand-nations-bloom-at-sea/

    La stabilità della Costituzione degli Stati Uniti, invece di avere un buon riflesso sugli artefici, diventa un atto d’accusa. Qualcosa di così antico, che ha prodotto la nazione di maggior successo nella storia, deve essere obsoleto. [Il deficit di bilancio federale non è lontanamente simile ad un business che  perdere mille miliardi di dollari. Il governo federale non è simile a un business]. Perché abbiamo “bisogno di nuovi paesi?” Che tipo di costituzione Friedman e Strong vogliono di più? Non vogliono dirci perché produrrebbero grossolanamente costituzioni inferiori anti-democratiche che fallirebbero  nell’arco di una generazione. I problemi economici di frantumazione ed ambientali, per creare “città galleggianti” vitali sono così gravi – e gratuiti – che l’idea può avere un senso solo per chi disprezza i  governi democratici esistenti. Il peccato imperdonabile dell’America, e così pure del post-seconda guerra mondiale dell’Europa, riguardo la frangia anti-democratica come Strong e Petra Friedman, è che hanno lavorato così bene senza essere sulla strada verso la…servitù della gleba.

    Lo sforzo honduregno di Strong ha mostrato difetti morali fin dall’inizio. Strong dice che ha avuto l’idea di comprare una città dell’Honduras dopo aver ascoltato una conferenza su TED [http://www.ted.com/pages/registration n.d.t.] di Paul Romer. Romer ha a lungo sostenuto la creazione di modelli di governo che seguono le migliori pratiche nella lotta alla corruzione e che forniscono un  governo reattivo. Romer aveva chiaramente forti preoccupazioni riguardo al fatto che i proprietari delle multinazionali che potrebbero essere più desiderosi di acquistare una città dell’Honduras potrebbero essere i leader peggiori possibili di una città e potrebbero screditare l’intero progetto Romer. Romer ha lavorato con il governo honduregno per cercare di creare degli standard per il progetto e l’acquirente. Romer ha voluto un principio di trasparenza totale. Il Governo dell’Honduras  inizialmente ha indicato l’approvazione di tali norme e la nomina di una commissione guidata da Romer per monitorare i candidati acquirenti e la loro conformità alle norme. Il governo honduregno è molto debole, di dubbia legittimità, corrotto, e cerca di servire gli interessi della crosta sottile di honduregni ricchi. Queste caratteristiche fanno dell’Honduras un luogo attraente per sperimentare modelli di città e aumenta notevolmente la possibilità che l’Honduras approvi l’acquisto di una città da parte di una multinazionale statunitense – un’azione che normalmente causerebbe la caduta di un governo latinoamericano. Queste stesse caratteristiche rendono improbabile che il governo honduregno abbia in realtà adottato e fatto rispettare le norme del buon governo. E’ altrettanto improbabile che l’Honduras abbia nominato (e ascolti) una commissione indipendente che controllerà il rispetto e la trasparenza. Quando l’Honduras ha rinnegato entrambi questi aspetti protettivi, Romer ha pubblicamente ritirato l’intero processo e il piano, un evento che ha spinto un New York Times il 30 Settembre 2012 dal titolare “Il piano per la concessione di una città per la lotta contro la povertà in Honduras perde il suo iniziatore”.

    http://www.nytimes.com/2012/10/01/world/americas/charter-city-plan-to-fight-honduras-poverty-loses-initiator.html?ftcamp=crm/email/2012101/nbe/AlphavilleHongKong/product&_r=2&

    Ma ora, il signor Romer, esperto di crescita economica, è fuori del proprio progetto, scartato dal tipo di decisione opaca fatta sulla ipotesi che il suo piano avrebbe dovuto cambiare.

    Una contraddizione interna nella teoria sta uscendo fuori: per impostare una nuova città con nuove e chiare regole, è necessario trattare con i governi che sono intrappolati nel “vecchio”.

    Il punto di svolta è arrivato con l’annuncio, di qualche settimana fa, che l’agenzia honduregna, istituita per sovrintendere al progetto, aveva firmato un protocollo d’intesa con il suo primo gruppo di investitori.

    La notizia è arrivata a sorpresa per il signor Romer. Egli credeva che la commissione temporanea di trasparenza che aveva formato con un gruppo di noti esperti avrebbe dovuto essere consultata. Si è ritirato dal progetto.

    La legge istitutiva dell’esperimento in Honduras della concessione di una città, una regione di sviluppo speciale, o RED [Región Especial de Desarrollo n.d.t.] nella sua sigla in spagnolo, crea una flessibilità che promuove le innovazioni, ma richiede una indicazione rigorosa lungo la strada, ha detto il signor Romer. “Il principio assoluto è un impegno per la trasparenza”, ha detto.

    Il gruppo di investitori è guidato da Michael Strong, un attivista che ha lavorato in passato con  libertari come John Mackey, il fondatore di Whole Foods. Egli promette che i suoi investitori includeranno imprenditori della Silicon Valley e investitori centro americani, ma quando si preme per i dettagli, viene nominato solo un uomo d’affari del Guatemala.

    Con $ 15 milioni in mano, ha detto, il gruppo inizierà con un piccolo progetto pilota per la costruzione di infrastrutture, e sta già parlando con futuri inquilini.

    Il signor Strong ha anche detto che aveva in programma in futuro di costruire abitazioni a basso costo e di istituire scuole, ma ha ammesso che “non sapremo un sacco di cose fino a quando il governo RED non entrerà in carica.”

    Con così pochi dettagli resi pubblici, anche i giornali normalmente filo-governativi in Honduras hanno cominciato a chiedersi se vi siano soldi veri alla base del progetto.

    Gli oppositori di sinistra hanno depositato delle eccezioni alla Corte Suprema honduregna contro il piano di noleggio della città. La notizia dell’accordo di investimento ha portato di più.

    Secondo il signor Strong, e altre persone coinvolte nel progetto, tra cui Mark Klugmann, un consulente americano che sta lavorando con il signor Sánchez, il consiglio di trasparenza legalmente non è mai esistito. Il signor Sánchez è d’accordo, anche se non aveva mai contestato l’esistenza del consiglio di trasparenza in passato.

    Il signor Romer ha detto che il presidente Lobo ha firmato il decreto in sua presenza nel mese di dicembre. Ma ha riconosciuto che il consiglio era in stato di “tenue” base giuridica a causa delle eccezioni della Corte Suprema. Il decreto non fu mai pubblicato.

    I difetti del governo honduregno si sarebbero ridotti se il candidato che si fece avanti fosse stato uno dei sostenitori della visione di Romer e volontariamente rispettasse tali norme e cercasse una verifica indipendente della loro proposta a Romer e di altri esperti che avrebbero potuto criticare rigorosamente i loro piani. Strong afferma che Romer ha spinto il piano di Strong per acquisire una città honduregna, ma Strong deliberatamente faceva la corsa proprio su Romer. Strong afferma che il fallimento del governo honduregno nell’onorare i suoi impegni volti a garantire la trasparenza e prevenire acquisizioni abusive, giustifica la sua incapacità di garantire la trasparenza e superare una rigorosa revisione indipendente, ed esemplifica i suoi fallimenti morali. Egli illustra perché la “libertà economica” senza protezioni democratiche porta a una corsa al ribasso in cui i peggiori CEO finiranno per possedere le nostre città. Romer è brillante, ma è stato tradito sia dal governo honduregno che da  Strong. Infatti, i sostenitori di Strong stanno attaccando Romer sui blog.

    William K. Black

    Traduzione a cura di Luca Pezzotta

     

    Categorie: Esteri

    2 Commenti

    1. [...] Michael Strong è un uomo d’affari americano che è un devoto della scuola economica austriaca. Gli austriaci vedono la “governance” democratica come così intrinsecamente illegittima da sostenere che qualsiasi programma di governo ci consegnerà irrimediabilmente alla “via della schiavitù.” Strong ha deciso di salvare gli honduregni dal loro governo. Vuole Source: il Moralista [...]

    2. Michael Strong scrive:

      The first time that I read Mr. Black’s blog post, “American Weirdness Seeks to Intervene in Honduras,” which purports to provide an account of my work, I tried to give Mr. Black the benefit of the doubt – perhaps he was so angry that he was unable to read my work accurately when he read it. But his distortions and outright inaccuracies are so egregious it is difficult not to wonder if he is writing in bad faith.

      For instance, he cites my paper “From Left Liberal to FLOW Libertarian” in which I write “This does not mean that we should give up altogether on democracy, but . . . ” and then goes on to claim that I have rejected democracy. This is simply a dishonest representation on Mr. Black’s part. See below for the actual context in which the passage he cites occurs:

      “This does not mean that we should give up altogether on democracy, but it does mean that we need to develop more realistic expectations regarding the types of problems that it is likely to be able to solve. Most people who study public choice theory become more libertarian than they were before simply because they come to realize that many outrages that one sees in government are not simply due to this or that politician or bureaucrat, but rather chronic problems that are likely to take place in any large-scale democratic government. And scale matters – part of the challenge of democratic decision-making is information. Small, local democratic government is apt to work better than does large, pluralistic government because the informational demands expand exponentially. As a consequence of this scale issue, I am far more in favor of government action at the local level than I am at the national level.”

      As the complete passage above makes clear, I am supportive of “small, local democratic government” including “government action.” I am a fan of Switzerland’s government, which is rated as among the most democratic nations in the world by The Economist (more democratic than is the U.S.) precisely because Swiss government is primarily local – the cantons have more power than does the Swiss central government. Indeed, one way to understand the Honduran proposal is that it is an effort to increase local autonomy so that Honduras becomes more like Switzerland.

      I would welcome a civilized conversation with Mr. Black on how, exactly, we can limit the abuses of large-scale democratic government. But rather than discuss this issue with me, he completely misrepresents who I am and what I stand for.
      To take a different issue, I’m firmly in favor of big businesses being held accountable for their crimes and for harms they do to society. His entire rant completely misrepresents my views on this issue. For instance, one of my inspirations for my comment that “One of the reasons I became a libertarian is the realization that I care more about making peoples’ lives better than I cared about “social justice” or tracking down bad people who made money being bad” is this passage by Madhu Punima Kishwar, an Indian feminist:

      “The livelihood concerns of the vast majority of our people remain marginalized even in the minds of those pushing for economic reforms because the agenda of economic reforms has remained obsessively focused on the entry of transnational corporations, the concerns of the Indian corporate sector, and the fate of government-run public enterprises, as they prepare to deal with a market open to competition. We cannot afford to overlook the fact that Indian and foreign corporations and the PSUs together provide employment to no more than 3% per cent of our population. As against about 10% who are self-employed in Europe and America, the vast majority of people in India (more than 90 %) work in the unorganized sector and the vast majority is still self-employed.

      My presentation will focus on the absurd laws and regulations governing the livelihoods of two of the most visible and numerically large groups of self employed poor in urban areas — namely street vendors and cycle rickshaw pullers — as illustrative examples of how needless bureaucratic controls trap the hard working poor in a web of illegality and make them victims of massive extortion rackets.”

      Because the left is so “obsessively focused,” in Kishwar’s words, on corporate wrong-doing, they have ignored the much larger harm caused by the fact that governments around the world oppress the poor. “Economic Freedom,” as measured by the Fraser Institute, is highly correlated with GDP per capita. All countries with high levels of economic freedom are prosperous. All poor countries have low levels of economic freedom. This short paper provides additional evidence for how economic freedom benefits the poor:

      http://www.flowidealism.org/2007/Downloads/EF-as-Primary-ED-Goal.pdf

      Mr. Black also repeatedly claims that Paul Romer influenced me or was my “guru.” This is simply a false claim. I had been writing and speaking on city-scale special economic zones for years before Romer began talking about such things. Below is a link to a 2007 paper I co-authored on “Women’s Empowerment Free Zones” which proposes sharing the land value gains from such zones with community trusts dedicated to causes that support women and children,

      http://www.flowidealism.org/Downloads/WEFZ%20Coalition.pdf

      I know of more than a dozen people who were thinking about such ideas well before Romer. All of us regard him as a follower (one who has not credited his predecessors, by the way).

      For an honest account of the actual status of the Transparency Commission, see the first three questions of the Grupo MGK FAQ,

      http://www.grupomgk.com/english/faq.html

      I also recommend the NPR program on the Honduran episode, which is the only mainstream media account to give proper credit to Octavio Sanchez, Chief of Staff for President Lobo,

      http://www.npr.org/blogs/money/2012/11/09/164813887/episode-415-can-a-poor-country-start-over

      One place where I do praise Romer, as it turns out, is with regard to the same paper by Romer and Akerlof that Black refers to repeatedly throughout his column, “Looting: The Economic Underworld of Bankruptcy for Profit.” I describe their analysis of the S&L crisis as “brilliant” precisely because (contra Black’s description of me) I believe it is important to document (and prosecute) such crimes. That said, I criticize Romer and Akerlof in my blog post, “Does Majoritarian Democracy Systematically Result in Moral Hazard and Financial Industry Irresponsibility,”

      http://athousandnations.com/2010/05/20/does-majoritarian-democracy-systematically-result-in-moral-hazard-and-financial-industry-irresponsibility/

      In short, I regard them as short-sighted for believing that regulators will do a better job next time. And, indeed, at the end I question whether majoritarian democracy itself might be chronically prone to such abuse. Does this imply that I’m “anti-democratic”? Not at all – I explicitly cite Clark Durant’s research on alternative voting mechanisms within democracy that are designed to reduce the influence of special interests:

      “I propose a simple turn-taking rule. Consider a high-stakes executive office like that of mayor, governor or president. If a candidate builds a supermajority of, say, 60%, then he wins the full term. If all candidates fail to build the broader supermajority, then the 1st place and 2nd place finishers take alternating years in office. I call this a turn-taking mechanism.”

      For an explanation for how this kind of democratic voting mechanism may reduce the influence of special interests, see here,

      http://tclarkdurant.com/Cartoon.html

      Durant’s work is admittedly speculative – no one knows for sure exactly what the impact would be of such alternative approaches to voting. But in contrast to Black’s claim that I am “anti-democratic” I’ve committed to improving democracy – precisely to avoid the disproportionate influence by special interests that legitimately angers us all.

      There are so many inaccurate, if not dishonest, representations in Mr. Black’s piece that I would have to spend days writing a line-by-line correction in order to address them all. I encourage honest parties to read my actual words and not rely on any claims made by Mr. Black.

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    "nella mia vita ho conosciuto farabutti che non erano moralisti ma raramente dei moralisti che non erano farabutti." (Indro Montanelli)


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      Francesco Maria Toscano, nato a Gioia Tauro il 28/05/1979 è giornalista pubblicista e avvocato. Ha scritto per Luigi Pellegrini Editore il saggio storico politico "Capolinea". Ha collaborato con la "Gazzetta del Sud" ed è opinionista politico per la trasmissione televisiva "Perfidia" in onda su Telespazio Calabria.

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