Per la prima volta sale sul soglio di Pietro un Papa sudamericano; per la prima volta il Vescovo di Roma è un gesuita e per la prima volta il neoeletto vicario di Cristo sceglie di chiamarsi Francesco, omaggio evidente ad un grande e importante Santo che amava i poveri e esaltava la grazia celeste insita nell’umiltà. Jorge Mario Bergoglio è un argentino di origini italiane chiamato a guidare la Chiesa in un periodo di grandi cambiamenti e difficoltà. Appannata dagli scandali finanziari e ferita dalla piaga della pedofilia, il corpo mistico di Gesù Cristo sente il bisogno il ripartire affidandosi ad un uomo come Bergoglio, venuto da lontano (“da dove finisce il mondo”) e capace fin da subito di imprimere una svolta di discontinuità certa, per quanto ancora necessariamente soltanto percepita e  sussurrata. Eppure, quest’uomo dallo sguardo bonario e mite, capace di vivere la fede in strettissima connessione con la comunità cristiana, vanta un passato che non lo tiene al riparo da critiche anche feroci e circostanziate. Lo scenario è quello della indegna dittatura argentina insediatasi negli anni ’70 anche con la complicità di larga parte del clero, molto più preoccupato di arginare la Teologia della Liberazione (movimento vicino alle istanze degli ultimi) che non inorridito dai metodi violenti, barbari e antievangelici adottati da figure demoniache come Jorge Videla. In particolare, il giornalista Horacio Verbitsky nel suo libro “l’Isola del silenzio”, accusa Papa Francesco di avere oggettivamente favorito il rapimento di due giovani parroci gesuiti, sequestrati e torturati da scagnozzi di regime, tenendo un atteggiamento di sostanziale freddezza nei confronti dei due religiosi. Bergoglio ha sempre respinto le accuse, sostenendo di essersi soltanto limitato a consigliare prudenza proprio nella speranza di evitare che la violenza dei carnefici si abbattesse anche contro alcuni uomini di fede impegnati in una straordinaria opera di carità e misericordia volta a liberare le fasce disagiate dai ceppi dell’indigenza e dell’ignoranza. Verbitsky approfondisce la sua inchiesta giornalistica riportando anche la testimonianza di uno dei due giovani gesuiti all’epoca seviziati, Orlando Yorio, molto critico nei confronti di papa Francesco, chiaramente accusato di avere tenuto rapporti ambigui con il regime dei generali e in particolare con il massone piduista ammiraglio Massera. Questo triste passato riemerge oggi, quando, mentre il mondo festeggia la fumata bianca, la presidente argentina Cristina Kirchner si sottrae al rito dei complimenti pubblicando sulla sua bacheca facebook  un commento al vetriolo: “L’immagine di Bergoglio è macchiata dai suoi rapporti passati con uomini del regime”. Ma basta un sospetto fondato su questi soli elementi per dipingere papa Francesco come crudele benedicente di mani assassine? O magari il giudizio sprezzante della Kirchner è anche e soprattutto il risultato di polemiche più recenti che hanno visto contrapporsi il cardinale di Buenos Aires alla casa Rosada per via di alcuni provvedimenti legislativi su materie economiche e sui diritti civili? Bergoglio non ha fama di oscurantista anche se il suo carattere franco lo porta spesso a polemizzare in maniera veemente con il potere politico. Ma il nuovo Papa andrà giudicato dal modo in cui deciderà di rispondere oggi ai problemi tragici che la quotidianità propone. In questo senso il suo richiamo all’esempio di san Francesco è alto e rassicurante. In un mondo sempre più povero, spaventato, insicuro, mentre generazioni intere sono invecchiate senza crescere mai, inghiottite da una globalizzazione tecnocratica che, specie in Europa, ha assunto i caratteri dell’emergenza umanitaria, l’esaltazione della dignità di chi è più in basso, fulcro dell’amore di Dio più sincero e misterioso, rappresenta un messaggio di speranza insieme fortissimo e rivoluzionario. Nemico dell’autoreferenzialità della gerarchia ecclesiastica, papa Francesco potrebbe fare risplendere il volto più autenticamente evangelico della Chiesa di Roma, poco incline a ricercare il plauso del potere secolare (in questo probabilmente aiutato dalla sua formazione gesuitica) e costituzionalmente schierata dalla parte del più debole. Le critiche di Bergoglio rispetto ai guasti provocati dall’esaltazione del neoliberismo inducono un moderato ottimismo. Un uomo di fede illuminato, in sintonia con lo spirito del tempo, non può infatti non riconoscere come un nuovo incisivo slancio, generoso e forte, in difesa della vita umana passi oggi necessariamente dalla riconsiderazione della dignità del lavoro e del salario.

    Francesco Maria Toscano

    14/03/2013

    Categorie: Attualità

    5 Commenti

    1. Ugo scrive:

      Francesco, nella mitologia cristiana, è indicato come esempio per il suo spogliarsi delle ricchezze proprie a favore degli altri. Addirittura c’è che arriva a indicarlo arditamente come “il primo ambientalista”. Se vedrò papa Francesco spogliare la Chiesa delle sue ricchezze a favore di chi quelle ricchezze non le ha, crederò a quel mito. Una prima mossa potrebbe essere la rinuncia all’8 per mille. Un’altra la rinuncia ai privilegi in tema di imposte sugli immobili. Sicuramente mille altri rivoli dello stesso tenore, meno pubblicizzati, sarebbero individuabili per dare davvero una svolta “francescana” alla Chiesa. Si accettano scommesse. Io scommetto sul fatto che non accadrà nulla del genere, e la Chiesa continuerà a succhiare dalla mammella Italiana che, anche se stremata e vizza, continua dare buon latte. La suzione continuerà fino allo sfinimento della vacca, tanto è solo un animale.

    2. Diego scrive:

      Mettiamo pure da parte l’epoca della dittatura di Videla, non perchè non sia importante, ma diciamo che in questo preciso istante non ho (abbiamo) i necessari strumenti per indagare come e perchè Bergoglio abbia agito in quegli anni.

      Sono perplesso nel momento in cui, da un lato si nota che gli attriti con la Kirchner nascono ANCHE da “provvedimenti legislativi in materia economica” da parte di quest’ultima, mentre dall’altro si ricordano “le critiche di Bergoglio rispetto ai guasti provocati dall’esaltazione del neoliberismo”.

      Probabilmente conosciamo troppo superficialmente la storia recente e contemporanea dell’Argentina, e per sbrogliare la matassa sono necessari approfondimenti. Non so se tu Moralista sei in grado di fornirli, e se non lo sei, spero nei tuoi amici Magaldi/GOD/DRP. Anche Sergio Modigliani in un post di 20 gg fa accennava a Bergoglio come grande accusatore del regime di Videla prima e degli aguzzini dell’FMI poi.

      Rimango in ascolto aspettando un Godot che approfondisca il background di questo papa, e non ti nascondo che rimarrei deluso da una risposta del tipo che lo si potrà giudicare solo alla prova dei fatti ( già lo so da me :) )

    3. Twin Astir scrive:

      Sembra più un parroco, che un pontefice, ma tutto lascia supporre che userà la ramazza, nella Curia romana. Intanto stamattina ha voluto pagare il conto dell’albergo. Niente auto papale (Mercedes targata SCV-1) e scorta ridotta, durante la sua prima uscita a Roma.

      • Ugo scrive:

        Inezie di facciata. Parliamo di 8xMille e privilegi fiscali e d’altro tipo, piuttosto. Per noi Italiani è lì che sta la ciccia, e non sono disposto a lasciarmi abbagliare da due simboletti da quattro soldi.

    4. [...] di chiamarsi Francesco, omaggio evidente ad un grande e importante Santo che amava i poveri e …read more Source: il [...]

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      Francesco Maria Toscano, nato a Gioia Tauro il 28/05/1979 è giornalista pubblicista e avvocato. Ha scritto per Luigi Pellegrini Editore il saggio storico politico "Capolinea". Ha collaborato con la "Gazzetta del Sud" ed è opinionista politico per la trasmissione televisiva "Perfidia" in onda su Telespazio Calabria.

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