I politici possono rubare, votare che Ruby è la nipote di Mubarak, possedere case a loro insaputa, approfittare della propria carica per ottenere prebende per sé e per i propri famigliari, vendersi al migliore offerente, prostituirsi intellettualmente e fisicamente per fare carriera, però non possono dire le parolacce. L’assessore siciliano Franco Battiato, neofita della politica, non conoscendo questa regola, non scritta ma di primaria importanza, l’ha infranta suscitando un vespaio di critiche. Il maestro ha osato offendere la sacralità del Parlamento puntando il dito contro le “troie” che a suo dire, nella passata legislatura, l’hanno occupato in maniera indegna ed inaccettabile. La difesa quasi d’ufficio della Presidente della Camera Laura Boldrini è comprensibile, però tutti quegli avvoltoi che dal nulla hanno creato un gran polverone dovrebbero vergognarsi ed avere il pudore di tacere. In vent’anni hanno rovinato l’Italia. Ma quale sacralità. Il rispetto si conquista con pratiche di buona politica. Questi personaggi invece hanno talmente screditato le istituzioni che un partito come il Movimento 5 Stelle, guidato da un comico, ha preso il 25 % dei consensi solo per la sua critica alla Casta. Tra i più scandalizzati c’è la salottiera e modaiola, a tempo perso politica, Daniela Santanché che ha bollato come “ignoranza becera, senza confini” le parole di Battiato e poi Alessandra Mussolini, in veste di femminista, perché – dice la nipotina del duce – bisogna rispettare tutti, soprattutto se svolgono lavori usuranti… il riferimento è alle prostitute. Sempre dal fronte politico non è ancora giunto il commento di Nicole Minetti, ma attendiamo con ansia. Dispiace invece constatare il comportamento incomprensibile del Governatore Rosario Crocetta, uno che fin qui ha lavorato bene, ultima proposta apprezzabile l’abolizione delle province. Ebbene Crocetta, condizionato dal fuoco incrociato delle polemiche, ha piegato la testa revocando l’incarico alla cultura all’assessore Battiato. Scegliendo di chiamare un uomo libero nella sua giunta Crocetta doveva immaginare a quali rischi andava incontro, o forse pensava di addomesticarlo o semplicemente serviva un nome di richiamo? Crocetta e tutti i detrattori di Battiato hanno mai ascoltato qualcuna delle sue canzoni? Giusto per citarne una:“Inneres Auge”.Questo un estratto del testo: “Come un branco di lupi / che scende dagli altipiani ululando / o uno sciame di api / accanite divoratrici di / petali odoranti / precipitano roteando come massi da / altissimi monti in rovina. / Uno dice che male c’è a / organizzare feste private / con delle belle ragazze / per allietare primari e servitori dello stato? / non ci siamo capiti / e perché mai dovremmo pagare / anche gli extra a dei rincoglioniti? Che cosa possono le leggi / dove regna soltanto il denaro? / La giustizia non è altro che una pubblica merce / di cosa vivrebbero / ciarlatani e truffatori / se non avessero moneta sonante da gettare come ami fra la gente”. Eh sì, non ci siamo capiti. O forse, caro Battiato, ti hanno capito benissimo. Peccato, un’occasione persa. Battiato da subito aveva inaugurato una stagione di rinnovamento e trasparenza. Dopo aver controllato la cassa del suo assessorato aveva dichiarato, senza perifrasi, “è vuota, si sono rubati tutto”. La critica del cantautore siciliano non si rivolge solo alla politica ma anche alla stampa asservita, ai servi dei padroni, ai giornalisti del copia-incolla, alle belle statuine dell’informazione, quelli che ti mettono davanti un microfono e si accontentano di ascoltare la storiella imparata a memoria, senza mai ribattere o contestare. Battiato cita ad esempio alcuni giornalisti stranieri, sempre puntuali, pungenti, alla ricerca della verità. Giornalisti magari di parte, ma per questo più seri e credibili. In Italia invece persiste quell’ambiguità nel dichiararsi indipendenti, sopra le parti, pur rispondendo agli interessi dei gruppi editoriali, delle lobby o dei partiti. Come diceva Longanesi: “In Italia non manca la libertà, mancano gli uomini liberi”. Purtroppo quando ne spunta fuori uno, siamo sempre pronti a crocifiggerlo.

    Emanuele Bellato

    27/03/2013

     

    Categorie: Lavoro

    3 Commenti

    1. Togo scrive:

      Bravo Emanuele! #iostoconbattiato

    2. ampul scrive:

      Sottoscrivo. Gli “indignados” ovviamente si commentano da soli…

      Sul ponte sventola la bandiera bianca!

      Mr tamburino ampul!

    3. Emanuele B. scrive:

      up patriots to arms! #iostoconbattiato :)

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      Francesco Maria Toscano, nato a Gioia Tauro il 28/05/1979 è giornalista pubblicista e avvocato. Ha scritto per Luigi Pellegrini Editore il saggio storico politico "Capolinea". Ha collaborato con la "Gazzetta del Sud" ed è opinionista politico per la trasmissione televisiva "Perfidia" in onda su Telespazio Calabria.

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