Carissimi lettori del Moralista, non so se avete notato che da un po’ di tempo a questa parte scrivo poco e malvolentieri di politica italiana. Negli ultimi quaranta giorni ho preferito più spesso parlare di economia, di società, di politica internazionale e, contestualmente, molto meno di politica interna. Non mi va di accodarmi allo spettacolino indecoroso di quelli che un giorno seguono l’evoluzione del finto corteggiamento Bersani vs Grillini; un giorno sparano a casaccio nomi per il Quirinale mentre l’altro spacciano Renzi come possibile speranza futura per la sinistra italiana (maddeché?). E’ tutto fumo negli occhi. Le decisioni vere sono state già prese da tempo, ma un po’ di teatrino serve per distogliere l’attenzione dalle cose importanti, per diluire responsabilità atroci e per allungare la vita a qualche leader politico cotto e stracotto (alla Casini per intenderci). Ma siccome oggi è domenica faccio un’eccezione e mi dedico ad argomenti poco seri. Tutti i soloni che da mesi decantano le virtù di Monti recitano ora la parte degli indignati speciali: “Il paese è alla deriva e le forze politiche non riescono a mettersi insieme”, denunciano corrucciate le élite neonaziste di via Solferino; “l’Italia ha bisogno di un governo per tranquillizzare la comunità internazionale”, sospira il Klu Klux Klan progressista sotto lo sguardo serio di Ezio Mauro e Barbapapà; “bisogna superare gli egoismi di partito”, gridano infine in coro tutti i mejo giornalisti- sadducei  intenti a pulire nel sacro lavabo mediatico i coltelli insanguinati utilizzati ora da Fornero, ora da Draghi, ora dal divino Monti. Quindi, per farla breve, i mascalzoni con la penna chiedono nei fatti di riportare le lancette al novembre del 2011, quando, cavalcando una delle più grandi montature della storia moderna (un, due, tre…SPREAD!), le moderne SS imposero al potere il becchino Mario Monti affidandogli il preciso compito di creare le condizioni socio-economiche atte a materializzare tragedie come quella di Civitanova (clicca per leggere). Ma secondo voi, di grazia, una riproposizione del governo Pd-Pdl, con o senza Monti, cosa potrà fare di tanto diverso rispetto agli ultimi mesi? L’asino, per quanto imbellettato, può solo ragliare. Nella frenetica attesa di vedere presto all’opera il prossimo e meraviglioso “governo del cambiamento”, con protagonisti di primo pelo del calibro di Bersani, Berlusconi, Franceschini, Gianni Letta e compagnia bella, non resta che interrogarsi sulla reale incisività dei famosi 10 saggi voluti dal Presidente Napolitano, il più saggio di tutti. Si tratta per davvero di un manipolo di nullafacenti che, per dirla con l’ingenuo Onida, “servono solo a perdere tempo”? Ma chi mai può sospettare che il Presidente Napolitano possa commettere errori? I sacerdoti del Tempio alla Marzio Breda, quirinalista illuminato dallo spirito, hanno già statuito che la parola di Re Giorgio (in materia di fede politica) è infallibile almeno quanto quella di Papa Francesco. Quindi Onida non sta perdendo tempo a sua insaputa ma “sta facilitando una soluzione condivisa utile a salvare il prestigio internazionale dell’Italia agli occhi della Merkel, dei mercati, dei supermercati, della Standa, delle banche del sapone, del Bayern Monaco, dello Zio d’America, di Tom e Jerry e di Grande Puffo, noto alchimista esperto in esoterismo al pari di Casaleggio con buone entrature nei circuiti finanziari che contano”. Come vi avevo anticipato all’indomani del voto, l’inciucione si farà (clicca per leggere). Vi avevo anche detto con larghissimo anticipo che, per facilitare una soluzione di continuità con il passato, alcuni “galantuomini” avrebbero provveduto ad avvelenare il clima paventando la possibilità di un ritorno della strategia della tensione (clicca per leggere). Le recenti minacce al pm Di Matteo rappresentano un segnale inquietante che non va affatto sottovalutato (clicca per leggere). Il messaggio è chiaro: chi ha interesse a stabilizzare questo sistema politico perverso che ha ridotto l’Italia in miseria è pronto a tutto. Perfino a rispolverare il tritolo come ai tempi di Falcone e Borsellino. Molto dipenderà dalla nomina del prossimo Presidente della Repubblica. Non dimenticate mai che la seconda Repubblica nasce con l’elezione di Scalfaro sospinta dalla strage di Capaci. Gli uomini che hanno avuto un ruolo importante nel biennio di snodo ’92-’93, bagnato dal sangue dei martiri, tendono ad assumere ritualmente ruoli di vertice e di garanzia. Dopo Scalfaro è salito infatti sul Colle Ciampi, premier mentre scoppiavano le bombe di Roma, Milano e Firenze nel 1993. Finito Ciampi è arrivato il turno di Napolitano, presidente della Camera nello stesso periodo. Secondo il consulente informatico Gioacchino Genchi, poi, le bombe scoppiate a Roma nelle chiese di San Giovanni in Laterano e di San Giorgio al Velabro contenevano due messaggi occulti aventi come destinatari i presidenti delle Camere dell’epoca: Giovanni Spadolini e Giorgio Napolitano. Per queste ragioni credo che “il sistema” possa sentirsi tutelato in pieno solo dalla eventuale nomina di un uomo come Giuliano Amato (clicca per leggere), già premier nel 1992 e capo di quel governo che  decise “misteriosamente” di sostituire al ministero degli Interni  Scotti con l’odierno imputato Nicola Mancino. Insomma, se “i soliti ignoti” riusciranno ad imporre al vertice dello Stato un uomo “rassicurante” come Amato tutto resterà tale e quale e l’Italia difficilmente farà mai luce su uno dei periodi più bui delle sua storia repubblicana. Ma se dovessero sorgere in corso d’opera problemi e imprevisti, attraverso le minacce al pm Di Matteo, “il sistema” ha fatto capire con chiarezza di essere disposto a tutto pur di conservare la specie.

    Francesco Maria Toscano

    7/04/2013

     

    Categorie: Politica

    4 Commenti

    1. Giovanni scrive:

      Condivido interamente la tua visione, ma credo che il sistema, questa volta, dovrà trovarsi nuovi garanti, perché non possono garantire la vita eterna a questi vecchi, logori e loschi figuri dissacratori di stato.

    2. Luca Mautone scrive:

      Mi sembra che il circuito main stream italiano abbia già deciso il nuovo referente della politica italiana. Matteo Renzi giovane, simpatico ma soprattutto democristiano con la benedizione berlusconiana prima nella villa di Arcore poi dalla De Filippi

    3. [...] di società, di politica internazionale e, contestualmente, molto meno di politica interna. Non mi …read more Source: il [...]

    4. ampul scrive:

      Purtroppo è tutto vero ciò che scrivi… E purtroppo sai benissimo che la conferma di quello che scrivi è già dietro l’angolo! Ahimè!

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      Francesco Maria Toscano, nato a Gioia Tauro il 28/05/1979 è giornalista pubblicista e avvocato. Ha scritto per Luigi Pellegrini Editore il saggio storico politico "Capolinea". Ha collaborato con la "Gazzetta del Sud" ed è opinionista politico per la trasmissione televisiva "Perfidia" in onda su Telespazio Calabria.

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