Da molto tempo l’informazione neonazista che punta con successo a disarticolare la civiltà occidentale diffonde falsità destinate ad essere credute per sfinimento. Chi di voi non ha mai sentito nel corso degli ultimi anni pontificare scienziati prezzolati, politici ignoranti e giornalisti a contratto circa le meraviglie della “flessibilità” che, rendendo più dinamico il mercato, favorirebbe il numero degli occupati? Come al solito i peggiori sono quelli del Pd che, grazie all’ex ministro prodiano Treu, possono rivendicare il poco edificante merito di avere per primi distrutto in Italia la dignità stessa del concetto di lavoro, introducendo nel lontano 1996 il veleno della precarietà. Ma nonostante l’assunzione di dosi sempre più massicce di lavoro sottopagato e senza tutele (un modello nei fatti simile a quello schiavile imposto da Hitler nel secolo scorso), quali grandi risultati ha prodotto in realtà l’abbraccio cieco di questa pericolosa e sciocca sicumera incarnata dalla sagoma di personaggi infausti alla Piero Ichino? Questi i numeri del trionfo: nel 2012, anno in cui la riforma del ministro piagnens Fornero ha cominciato a mostrare il suo potenziale demoniaco, il numero dei licenziati ha superato quota un milione (clicca per leggere). Ma, direte voi, grazie alla dinamicità del mercato, garantita dalla indispensabile flessibilità, chissà quante nuove straordinarie opportunità di impiego si saranno spalancate davanti agli occhi di giovani, meno giovani, anziani, rincoglioniti e sognatori incalliti? Manco una. Strano no? Eppure il divino Monti spiegava che la riforma è indispensabile per acquistare competitività (infatti chiudono un mare di aziende al giorno), per stimolare la crescita (infatti siamo in piena recessione) e per abbattere la disoccupazione (che infatti è esplosa), mettendo così in sicurezza i conti pubblici (difatti il debito pubblico è complessivamente aumentato nell’ultimo anno di quasi 5 punti percentuali). Se doveste trovare l’analisi empirica dei freddi numeri poco aderente rispetto alla chiave di lettura offerta da Monti e i suoi gerarchi, potrete sempre rifugiarvi nell’introspezione psicologica. “Avere un lavoro stabile”, spiegava infatti mesi fa con umorismo british il nostro eroe bocconiano, “è noioso”. Molto più bello ed eccitante avere un lavoro precario, vivere quotidianamente con la paura di finire licenziato e non poter pagare l’affitto di casa trovandosi in mezzo ad una strada insieme a tutta la famiglia, bimbi piccoli compresi. Tutti gli studiosi sono concordi nel dire che, in un situazione di pericolo estremo, l’adrenalina sale consentendo all’uomo medio di migliorare le sue prestazioni standard.  E bravo Monti! Dillo che vuoi temprare i tuoi “camerati” per spezzare presto le reni alla Grecia (a dire il vero i tuoi amici di stanza a Bruxelles sono già riusciti lì dove perfino Mussolini aveva fallito).  Nel quarto semestre del 2012 le nuove assunzioni sono calate del 5,8% rispetto allo stesso semestre dell’anno precedente. Ora, una classe politica in buona fede, osservando umilmente la realtà, dovrebbe soltanto chiedere scusa e favorire una rapida inversione di marcia. Ma siccome questi tizi che ci governano sono in malafede (finito il lavoro sporco vengono in genere sempre profumatamente ricompensati da noti colossi finanziari globali che se li prendono in qualità di “consulenti”), anziché riconoscere il fallimento delle loro indegne ricette proveranno addirittura a rilanciare: “Il mercato del lavoro”, diranno questi negrieri senza vergogna, “è ancora troppo rigido. La soluzione giusta è quella di aumentare la precarietà”. Fanno sempre così gli sventurati. E’ come se qualcuno di voi, in vacanza in Calabria, recandosi al primo pronto soccorso a causa di una forte gastrite, si vedesse prescrivere come cura la rapida assunzione di un barattolo intero di ‘nduja superpiccante. La gastrite potrebbe solo peggiorare. Ma tale ipotetico e sfortunato paziente, una volta tornato all’ospedale in preda a dolori sempre più lancinanti, troverebbe per disgrazia  ad attenderlo lo stesso medico di prima, pronto a difendere la tua teoria a dispetto di qualsiasi evidenza: “Se la gastrite è peggiorata”, sosterrebbe il nostro Mario Draghi col camice, “significa che lei ha assunto poca ‘nduja. Vada a casa e si sbafi due barattoli senza pane in meno di 15 minuti. Nel lungo periodo starà meglio”. Luciano Gallino, sociologo di spessore e autore di libri importanti come Il Lavoro non è una merce, da anni prova inascoltato a spiegare che non è possibile puntare alla competitività imitando al ribasso il barbarico modello lavorativo vigente in Paesi come la Cina. Lo stesso professore Emiliano Brancaccio, mentre in Parlamento Pdl, Pd e Udc approvavano come asini la riforma Fornero, certificava l’assoluta falsità della equiparazione che lega strumentalmente il concetto di flessibilità a quello di maggiore occupazione (clicca per leggere ). Niente, inascoltato pure lui. Il buon senso in Italia non ha più (da tempo) diritto di cittadinanza.

    Francesco Maria Toscano

    8/04/2013

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

    Categorie: Lavoro

    6 Commenti

    1. Twin Astir scrive:

      Ora che è ufficiale il dato su 1 milione di disoccupati in più, solo nel 2012, la Fornero non più? Che male abbiamo fatto, per essere governati da questi idioti titolati?

    2. ampul scrive:

      Twin niente che ci possa aver fatto meritare questa tortura!

    3. alessandro scrive:

      dici bene caro Francesco, dalla riforma del mercato del lavoro era esattamente questo che ci si attendeva… maggior possibilità di licenziamento, appannaggio delle mega-imprese che un domani verranno a comprarsi l’Italia durante i saldi di fine stagione. I numeri certificano tutti i fallimenti di Monti:

      - dopo la riforma del mercato del lavoro abbiamo più disoccupati;

      - la riforma delle pensioni contiene un errore tecnico clamoroso (non degno di un governo “tecnico), quello degli esodati, un caso anomalo avulso rispetto ad un normale stato di diritto;

      - la liberalizzazione degli orari di lavoro costringe le famiglie a lavorare anche la domenica e si traduce in un vantaggio solo per le grandi imprese, a danno delle micro e piccole imprese;

      - la normativa sugli appalti pubblici è stata modificata a più riprese e cucita addosso alle grandi imprese a danno delle PMI;

      - oggi vediamo che con questa menata del rimborso dei debiti della pubblica amministrazione alle imprese, vogliono allargare il deficit di bilancio al 2,9%, aumentandolo di 0,5% punti rispetto a quello precedentemente programmato. Con ciò se puoi aumentare il deficit di mezzo punto, garantendo la sostenibilità del debito, oggi come ieri, come un anno fa, abbiamo risparmiato e stretto la cinghia per niente! Quello che sostiene Monti che adesso che abbiamo fatto sacrifici e messo i conti in ordine ci possiamo permettere di spendere di più è anacronistico. Oggi stiamo peggio di quando è arrivato (PIL -2,4%) e abbiamo meno ricchezza per pagare il debito e se si fosse allargato il deficit come quello francese, forse adesso staremo respirando un pò più di ossigeno. Se nelle condizioni in cui stiamo adesso possiamo permetterci di spendere di più significa che stiamo meglio? e come se un’azienda che ha un calo della redditività fosse più solvibile che prima che si registrasse il calo e quindi può indebitarsi di più! ciò dimostra che abbiamo fatto sacrifici per una stolta isteria da debito pubblico.

      - vogliamo parlare del caso dei due marò italiani in India? lasciamo perdere;

      - e delle promesse di crescita del PIL al 10% grazie alle liberalizzazioni?

      Ogni provvedimento del governo Monti preso in esame è un autentico BIDONE! come se non bastasse si sono aggiunte altre 10 buste paga dei saggi

      Lo sai dove gliela passerei quella bontà calabrese?

    4. […] per far esplodere quella disoccupazione, specie giovanile, che in teoria avrebbe dovuto abbattere (clicca per leggere). Si tratta di una contraddizione solo apparente. In realtà tutti i fautori di un sistema che punti […]

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    "nella mia vita ho conosciuto farabutti che non erano moralisti ma raramente dei moralisti che non erano farabutti." (Indro Montanelli)


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      Francesco Maria Toscano, nato a Gioia Tauro il 28/05/1979 è giornalista pubblicista e avvocato. Ha scritto per Luigi Pellegrini Editore il saggio storico politico "Capolinea". Ha collaborato con la "Gazzetta del Sud" ed è opinionista politico per la trasmissione televisiva "Perfidia" in onda su Telespazio Calabria.

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