Alla fine i poteri forti, quelli che hanno lavorato con astuzia per consentire l’avvio di un nuovo governo Monti senza Monti, hanno deciso di puntare su Enrico Letta.  Per inquadrare il profilo del nipote del felpato e berlusconiano Gianni è possibile prendere a prestito le parole utilizzate da Winston Churchill per liquidare un avversario politico dei suoi tempi: “Davanti al numero 10 di Downing Street si è fermata una macchina e non è sceso nessuno. Era Attlee”. Enrico Letta, più incolore di Attlee, è un campione della banalità sempre pronto a correre in soccorso del vincitore; prudente e ossequioso ai limiti del ridicolo, Letta-Letta si limiterà con ogni probabilità a vidimare senza fiatare la bontà di decisioni prese in consessi elitari a sua insaputa. Enrico Letta rappresenta il trionfo del servilismo, l’apoteosi dell’inutilità e della pavidità, l’ascesa inarrestabile di chi non può vantare nessun altro merito se non quello di essere così scialbo e privo di personalità da non poter fare ombra a nessuno. Nessun nome, meglio di quello effettivamente individuato, poteva rappresentare con tanta precisione l’idea che in Italia debba necessariamente instaurarsi un governo fantoccio etero diretto dalla massoneria reazionaria continentale. Il comunista Paolo Ferrero ha già sottolineato come Enrico Letta, al pari di Monti, risulti un autorevole componente della paramassonica Commissione Trilaterale, associazione sovranazionale fondata dal milionario Rockefeller avente l’obiettivo neppure tanto dissimulato di annacquare la democrazia attraverso una capillare e militare occupazione delle istituzioni pubbliche dei Paesi più avanzati. Ma al punto in cui siamo è certamente stucchevole parlare di complotti. Quali complotti? Tutto avviene alla luce del sole. Il Pd ha finalmente gettato la maschera svelandosi senza infingimenti per quello che effettivamente è: un partito di destra, ricattabile e senza identità, puntello sciocco ma indispensabile di un piano di riordino sociale da fare pagare ai più poveri in nome della sospirata responsabilità. Perfino il pericoloso rivoluzionario Fassina, turco napoletano già bacchettato da Monti per le sue posizioni non perfettamente in linea con l’ortodossia, si è già acquattato mite e silente. Ma quali meriti esibisce Letta per assurgere al ruolo ambito di nuovo pupazzo nelle mani dei manovratori di Bruxelles? Di sicuro il nipote di Gianni vanta una attitudine ad usare la lingua da fare invidia al più rodato Emilio Fede. Chi di voi non ricorda la storia del patetico bigliettino fatto recapitare dal nostro nuovo condottiero sul tavolo di un appena insediatosi Mario Monti al fine di palesarsi immediatamente quale utile zerbino da utilizzare alla bisogna? (clicca per leggere) Non contento Letta, rivolgendosi recentemente a Napolitano, è riuscito a dire una frase di questo tenore: “ci affidiamo completamente a Lei, Presidente, con lo stesso trasporto di Papa Francesco quando si rivolge all’Altissimo(clicca per leggere). Una frase degna della famosa lettera inviata dal duo Benigni-Troisi a Savonarola per perorare la causa del povero Vitellozzo (clicca per ridere). Napolitano, al pari dell’Altissimo, ha perciò assegnato al figlio Enrico Letta (della stessa sostanza del Padre)  il compito di salvare i partiti dal peccato originale. Ci riuscirà? O il cuore duro degli uomini, accecati dalla brama di potere, impedirà ai fedeli di scorgere il miracolo di una possibile nuova redenzione? Nessuno può saperlo con certezza. Intanto alcuni pellegrini già giurano di avere assistito ai primi miracoli operati da Enrico Letta: pare abbia fatto già sparire i pani e i pesci mentre il vino è diventato subito aceto.

    Francesco Maria Toscano

    24/04/2013

     

    Categorie: Politica

    11 Commenti

    1. alessandro scrive:

      Considerato che Grillo se ne tirerà fuori come al solito, con la chiamata di Napolitano si è implicitamente accetato un governo di larghe intese PD-PDL e Lista Cinica, questo è pacifico, altrimenti perchè chiamare Napolitano? E’ anche chiaro che il compito minimo di questo governo che sta nascendo è quello di fare delle riforme politico-istituzionali o almeno quella del sistema elettorale, se non ci vogliamo ritrovare alle prossime, spero imminenti, elezioni con una situazione d’ingovernabilità analoga a quella di oggi. Tale compito minimo e le trattative per negoziare con l’Europa una posizione più accomodante sull’allargamento del deficit, richiede un Governo con forte connotazione politica e non tecnica. Quindi l’indicazione di Letta, politico, piuttosto che quella di Amato (mezzo tecnico/mezzo politico) mi pare più appropriata. Letta rappresenta quell’ala liberal-democratica più destroide della sinistra, quella che rende quasi impossibile capire la differenza fra destra e sinistra, quindi è il candidato perfetto per le larghe intese fra PD-PDL. E’ infatti un candidato accettato pacificamente dal centro destra. I suoi rapporti e frequentazione con gli ambienti para-massonici Bilderberg, Trilateral, attualmente di orientamento neoliberista e il think-tank Aspen Institute, sono noti e sono quindi sicuro che è anche una figura rassicurante per gli ambienti massonici sovra-nazionali evocati dal Moralista e dagli esperti massoni di GOD e DRP. Quindi in linea di massima la scelta la trovo coerente, a condizione che sia di molto breve durata, ovvero a condizione che Letta si adoperi per fare una legge elettorale, aggiustare qualche conticino qua e la senza ulteriore rigore e austerità, per tornare a votare fra pochi mesi, massimo sei, non di più. Non posso pensare di essere governato da un personaggio ne carne, ne pesce, ne destra, ne sinistra… centro? senza una spina dorsale dritta rispetto ai ben noti consessi mazionali e internazionali a cui dovrà rispondere. Questi rappresenta la peggior sinistra del PD, peggio della social-democrazia cerchiobottista di Bersaniana memoria (tanto ormai siamo già alle memorie di Bersani), ergo mi auguro che anzichè obbedire ai suoi padroni del vaporetto, obbedisca al volere del popolo sovrano, altrimenti in poco tempo, brevissimo tempo, sarà anch’egli “trombato” (termine in uso dal volgaris communis) e dimenticato per sempre dalla storia con disonore, assieme ai vari Bersani, Veltroni, Prodi, Bindi, D’Alema e via dicendo. Avete già tirato troppo la corda, cari piddini, si corre il rischio che la scenata fatta a Franceschini diventi ruotine giornaliera.

    2. ampul scrive:

      Diciamo che Letta risponde perfettamente o in ossequio a tutti quelli che hanno spinto per una architettura istituzionale odierna di questo genere.

      Personaggi in cerca d’autore perenne, che hanno il solo merito di non avere un ideale, di non credere in niente! Prezzolati oltremodo alla bisogna!

      Urrà!

    3. Roberto Castri scrive:

      Arrivo su questo sito direzionato da GDM il sito di Magaldi e, come là del resto, vi trovo scritte cose molto sensate. Preciso subito di non essere massone. Sono un piccolo borghese che cerca di pensare con la sua testa e raramente, come diceva Moretti, mi ritrovo ad essere d’accordo con ‘le maggioranze’. Studio discipline gnostiche, questo sì, e cerco di sapere che non so niente come diceva qualcun altro…
      Quello che mi chiedo è questo: come può un fenomeno come la Massoneria essersi ridotto a contenitore di istanze di potere e di Poteri a quanto pare eternamente in lotta tra loro? Leggo, sento parlare di Massoneria reazionaria in opposizione a quella più progressista. Ma il Grande Disegno non è forse Unico per definizione? Ho il sospetto che persino il termine Massoneria, che oggi fa capolino più d’un tempo nell’opinione pubblica, sia un comodo specchietto per le allodole e serva a coprire ben altro modo di consorziarsi e ‘tramare’, avendone risorse intellettuali e materiali, in favore di quello o quell’altro insieme socioeconomico. In fondo basta avere un luogo dove parlarsi e qualsiasi associazione umana è di fatto costituita e operante, in barba a statuti, leggi, regolamenti, costituzioni eccetera. Basta volere e il Potere è servito. Se poi sia a servizio di Mammona o di ‘Dio’ è il punto. Ma questo attiene, mi pare di capire, esclusivamente alle valutazioni e alle coscienze dei singoli. Mi scuso per la banalità dell’esposizione, sono davvero uno studente alle prime armi.

    4. ugo scrive:

      Riforma elettorale… una bella riforma elettorale potrebbe essere quella che prevedesse un quorum per validare le elezioni. In assenza del quorum, tutti i candidati presentatisi per l’occasione andrebbero considerati “bruciati” per mancanza di rappresentatività e dunque sostituiti in blocco (a costo di gettare il bambino con l’acqua sporca) con annessa interdizione da ruoli politici per tot anni. Questa sarebbe una riforma rivoluzionaria. Non si farà.

    5. [...] e uomo rinviamo ancora, fra gli altri, al brillante e caustico ritratto che ne veniva fatto in “Si è fermata una macchina e non è sceso nessuno. Era Enrico Letta”, articolo del 24 aprile 20…clicca per leggere ), è stato il dirigente del PD in Parlamento e nel Partito più acriticamente ed [...]

    6. [...] ">“S’è fermata una macchina e non è sceso nessuno. Era Enrico Letta”, articolo del 2…(clicca per leggere). [...]

    7. [...] e uomo rinviamo ancora, fra gli altri, al brillante e caustico ritratto che ne veniva fatto in “Si è fermata una macchina e non è sceso nessuno. Era Enrico Letta”, articolo del 24 aprile 20…clicca per leggere ), è stato il dirigente del PD in Parlamento e nel Partito più acriticamente ed [...]

    8. [...] 14)  Napolitano crea il governo Letta, una specie di Monti bis agli ordini della euro tecnocrazia (clicca per leggere) [...]

    9. [...] “S’è fermata una macchina e non è sceso nessuno. Era Enrico Letta”, articolo del 24 aprile 2…(clicca per leggere). [...]

    10. […] (clicca per leggere), e che Enrico Letta ne avrebbe certamente proseguito la sadica opera    (clicca per leggere), oggi vi anticipo il nefasto indirizzo politico del primo governo Renzi in McKinsey (clicca […]

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    "nella mia vita ho conosciuto farabutti che non erano moralisti ma raramente dei moralisti che non erano farabutti." (Indro Montanelli)


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      Francesco Maria Toscano, nato a Gioia Tauro il 28/05/1979 è giornalista pubblicista e avvocato. Ha scritto per Luigi Pellegrini Editore il saggio storico politico "Capolinea". Ha collaborato con la "Gazzetta del Sud" ed è opinionista politico per la trasmissione televisiva "Perfidia" in onda su Telespazio Calabria.

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