Noto con stupore che esiste ancora qualcuno che difende questo scempio di costruzione europea a dispetto di qualsiasi evidenza empirica. In Spagna il governo Rajoy galoppa verso la realizzazione di un modello sociale innovativo che persegue con successo l’obiettivo di materializzare un regime di  piena dis-occupazione. I cittadini iberici, esasperati, hanno giorni fa dato vita ad una imponente manifestazione di protesta naturalmente ignorata dai nostri principali mezzi di informazione. Della Grecia è oramai inutile discutere, la situazione è talmente tragica che allo stato è più dignitoso pregare anziché argomentare. L’Italia vive ancora sospesa, fluttuante tra ingenue speranze di ripresa e inefficaci tentativi di risalire la china confidando nelle doti taumaturgiche di un impresario del web come Gianroberto Casaleggio. Il governo Letta, posso mettervelo già ora per iscritto, farà persino peggio di quello Monti. Quando nel novembre 2011 sbarcò nel Belpaese il professore di Varese, accompagnato dalle odi di un manipolo di servi con la penna manco fosse Giulio Cesare, vi raccontai con largo anticipo le vere ragioni a sostegno di una operazione politica meschina e dissimulata (clicca per leggere). Enrico Letta è sostenuto dagli stessi mondi che hanno armato la mano di Monti (clicca per leggere). La nomina di Saccomanni all’Economia assicura continuità di indirizzo con il vecchio governo. Saccomanni è un uomo che risponde direttamente a Mario Draghi, gran maestro che sovraintende la progressiva spoliazione della ricchezza nazionale a beneficio di alcuni potentati occulti che non vedono l’ora di mettere le mani su aziende di Stato come Finmeccanica con la scusa di “ripianare i conti”. Cari  italiani preparatevi quindi ad affrontare una legislatura che, a dispetto dell’apparenza mite del ciambellano Letta, farà tremare i polsi. La disoccupazione salirà alle stelle, il welfare verrà fortemente ridimensionato, le imprese chiuderanno a ritmi vertiginosi mentre il governo si troverà costretto a puntare sulla repressione violenta per soffocare il crescente malcontento. La mia non è una previsione bensì una confidenza preventiva. D’altronde, cari concittadini, l’indicibile sofferenza che il nuovo governo vi somministrerà con sadica disciplina un pochino ve la siete meritata. Alle ultime elezioni quasi 6 italiani su 10 hanno votato per coalizioni guidate da forze politiche che avevano già avviato un piano di riforme finalizzato allo sterminio di massa. Vi avevo consigliato in maniera calorosa di non votare per i partiti che avevano sostenuto l’esperienza Monti, ma non mi avete voluto dare ascolto (clicca per leggere). Non solo  Pdl, Pd e Lista Civica daranno adesso vita ad un governo di grande coalizione (come era scontato fin dall’inizio) ma, beffa delle beffe, vi impiccheranno con la corda che voi stessi avete fornito loro votandoli nel segreto dell’urna. Non c’era bisogno di un mago per capire cosa i padroni  avevano in serbo per noi, bastava guardare alla Grecia. Anche lì, all’indomani delle elezioni, i tre partiti principali si unirono per formare un governo di larghe intese con l’obiettivo di completare un programma neonazista scritto direttamente dai gerarchi di Bruxelles; anche lì un partito formalmente di sinistra come il Pasok si era pacificamente venduto tradendo le aspettative sincere di tanti militanti progressisti umiliati e vilipesi. Il Pd italiano è identico al Pasok greco: un partito con un vertice etero-diretto perché ricattato e corrotto (clicca per leggere). E’ curioso notare infine come i tedeschi continuino a spiegare la crisi fondamentalmente attraverso una lettura razziale tipica del loro luciferino Dna. “I meridionali sono fannulloni”, questa la sintesi del pensiero dei tanti Brunetta crucchi, “perché non riescono a mettersi al passo con l’efficienza del nostro sistema”. A parte il fatto che costringendo tutti i Paesi dell’area euro a perseguire politiche economiche finalizzate solo a rendere competitive le esportazioni non si capisce chi dovrebbe poi acquistare tutti questi prodotti  (Brancaccio dixit: “se tutti vendono, chi compra?”); ma poi, per cortesia, come fate ancora a credere alla storiella che divide le formiche del nord dalle cicale del sud? All’indomani della caduta del Muro di Berlino i tedeschi dell’est erano poveri ma quelli dell’ovest molto ricchi. I primi pagavano anni di insensate politiche comuniste mentre i secondi avevano goduto del piano Marshall accumulando ricchezze grazie al trionfo di un sistema economico misto, libero e razionale. Gente della stessa stirpe, simile per cultura e attitudini, viveva però condizioni di vita estremamente differenti. Come si spiega? Erano fannulloni i tedeschi dell’est o, più verosimilmente, finirono anch’essi schiacciati da un sistema balordo? In fondo, dell’est o dell’ovest, sempre tedeschi erano; anche se una barzelletta sconcia e censurabile in voga negli anni ’80 tendeva in via principale a distinguere i tedeschi di merda da quelli di Germania.

    Francesco Maria Toscano

    27/04/2013

    Categorie: Editoriale

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