Quando, all’indomani del risultato elettorale, scrissi che si sarebbe formato un governo delle larghe intese in pochi mi credettero (clicca per leggere). All’epoca Bersani giocava ancora a fare l’alternativo, proponeva otto punti programmatici uno più stupido dell’altro (clicca per leggere) e giurava che mai il Pd avrebbe riproposto una alleanza di governo con un uomo inaffidabile come Berlusconi per donare agli italiani una prospettiva di vero cambiamento. In quella fase, uno dei più convinti sostenitori della linea del no alle larghe intese fu proprio il neoletto segretario-traghettatore (Caronte?) Guglielmo Epifani, figura dal profilo politico pressoché nullo e perciò rassicurante agli occhi del premier Enrico Letta-Letta. Una sera, ospite della nota frequentatrice del club Bilderberg Lilli Gruber, Epifani ebbe modo di spiegare la sua posizione: “Ma come si può pensare di andare di nuovo al governo con Berlusconi dopo quello che ha combinato? Il Cavaliere ha sostenuto Monti insieme al Pd per oltre un anno abbandonando la nave ad un mese dalla elezioni per ricavarne un vantaggio elettorale. Un comportamento inaccettabile e irresponsabile”. E’ lo stesso Epifani che oggi dice che non ci sono alternative all’alleanza di governo con la destra? I burattini possono dire tutto e il contrario di tutto perché non hanno facoltà di concorrere alla scelte vere, appannaggio di mondi nascosti e pervasivi che si manifestano attraverso il sapiente utilizzo di pappagalli e controfigure alla Epifani. Se domani la massoneria reazionaria ordinasse ad Epifani o ad altri come lui di riscoprire Mao, il Pd senza fiatare presenterebbe agli italiani una “rivoluzione culturale” affiancata da un programma di politica industriale sul modello del già collaudato “Gran balzo in avanti” sperimentato in Cina.  Mi dispiace sinceramente per i tanti giovani e meno giovani che stanno occupando in tutta Italia le sedi del Pd in segno di sdegno e di protesta. Ma i vertici del Pd purtroppo non possono darvi le risposte che cercate, possono solo continuare a recitare un copione scritto da altri. E’ anche vero che soltanto la parte più sprovveduta dell’elettorato poteva ingenuamente credere alle promesse di un partito che, appoggiando supinamente Monti, aveva già ampiamente palesato il suo spirito subalterno rispetto  alle scelte di quella  massoneria di destra che sta distruggendo il Vecchio Continente. Su questo blog ho tentato invano di avvertirvi per tempo (clicca per leggere). La parabola odierna del Pd era perciò ampiamente prevista e prevedibile. Non a caso Enrico Letta ha già confermato la linea di cieca obbedienza rispetto ai diktat neoliberisti imposti dall’Europa: “Il problema è il debito pubblico”, ha ripetuto fino a ieri Enrichetto in compagnia del socialdemocratico tedesco Schultz nella convinzione di potere impunemente prendere gli italiani per il culo ancora per molto. Qualcuno dica a Letta che lo studio di Reinhart-Rogoff si è rivelato falso; che il Giappone ha un debito pubblico doppio rispetto al nostro ma stampa moneta e che il debito della Grecia e della Spagna (e in misura minora anche dell’Italia di Monti) è esploso proprio come reazione rispetto alle misure prese per ridurlo. Ma quando la finirete di offendere l’intelligenza della gente? Il Pd italiano è destinato a sicura estinzione sulla scia del delinquenziale Pasok greco. Il Pd, quasi all’unanimità, ha deciso di abbracciare una linea suicida e scellerata. Questa circostanza mi ha effettivamente stupito. Neppure i terribili giovani turchi hanno trovato il coraggio di fiatare, scegliendo perfino di condividere responsabilità di governo indicando Orlando come ministro dell’Ambiente e Fassina come viceministro all’Economia. I resistenti, per il bene del Paese, hanno scelto di entrare a far parte del governo di Salò. Nel Pd non c’è più  nulla da salvare e nulla si salverà. Sono saliti al completo sul Titanic guidato dal capitano Letta.

    Francesco Maria Toscano

    11/05/2013

    Categorie: Politica

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      Francesco Maria Toscano, nato a Gioia Tauro il 28/05/1979 è giornalista pubblicista e avvocato. Ha scritto per Luigi Pellegrini Editore il saggio storico politico "Capolinea". Ha collaborato con la "Gazzetta del Sud" ed è opinionista politico per la trasmissione televisiva "Perfidia" in onda su Telespazio Calabria.

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