I governanti posseggono, in estrema sintesi, solo due strumenti per esercitare il potere: il consenso o, in mancanza, la forza. In Italia si è creata una situazione oggettivamente  pericolosa e paradossale. Le vecchie oligarchie politiche, protagoniste di una stagione buia e involuta, godono del meritato disprezzo presso il popolo votante e, per continuare a perpetuare la specie, hanno inteso forzare la prassi costituzionale rieleggendo sul Colle Giorgio Napolitano sulla scia di un ben recitato melodramma volto a  simulare il profilo emergenziale di una decisione ampiamente prevista e pianificata. Il governo di Enrico Letta, in perfetta continuità con l’odiato esecutivo Monti, deve necessariamente realizzare i disumani obiettivi individuati dalla massoneria reazionaria che si esprime per bocca di Mario Draghi. La nomina di Fabrizio Saccomanni al ministero dell’Economia, mero esecutore degli ordini del testé citato banchiere centrale, testimonia e rende evidente la subalternità del nuovo governo italiano rispetto agli indirizzi elaborati presso quei templi massonico-elitari che sovraintendono il progressivo smantellamento della civiltà europea disegnata a Bretton Woods nel lontano 1944. La nuova Europa, figlia rachitica della degenerazione maligna di quella stessa istituzione che ha cesellato il mondo moderno, dovrà infine somigliare alla Cina: burocrazia asfissiante, povertà diffusa, annullamento dello stato di diritto e delle libertà individuali. Ma se sotto l’aspetto più specificatamente economico il progetto neofeudale perseguito dalla massoneria reazionaria può considerarsi in fase avanzata (quasi tutti i Paesi dell’area euro, compresa la Francia, sono in recessione mentre i popoli dell’Europa del sud vivono una vera e propria emergenza umanitaria), l’attacco alle fondamenta dello Stato liberale è ancora in fase embrionale. Eppure cominciano a notarsi i primi timidi tentativi volti a sgretolare quel sistema di regole che distingue i cittadini dai sudditi. Oggi Beppe Grillo, verso il quale non ho mai lesinato critiche anche feroci, ha pubblicato un post contenente un allarme da non sottovalutare (clicca per leggere). La Procura di Nocera Inferiore ha deciso di perseguire penalmente, ipotizzando il reato di vilipendio al Presidente della Repubblica (fattispecie anacronistica direttamente ereditata dal ventennio fascista), ventidue persone che avevano rilasciato commenti sul sito del comico genovese. Questa iniziativa, sommata ad altre dello stesso tenore, tradisce chiaramente le pulsioni neoautoritarie di un Sistema che pensa di rilegittimarsi attraverso un indiscriminato e arbitrario uso della forza. Altrettanto grave e inquietante il caso riguardante il giornalista Antonio Mattia che, per avere pubblicato su Facebook un fotomontaggio che ritraeva una finta Laura Boldrini in versione nudista, si è ritrovato la polizia in casa (clicca per leggere). Mattia, dipinto come un mostro da certa stampa che ne enfatizzava le simpatie destrorse, ha poi vergato una lettera di scuse strappalacrime dettata probabilmente da un improvviso stato psicologico di confusione e terrore: “Le scrivo queste parole”, ha scritto  Antonio Mattia, “per chiedere pubbliche scuse. Se veramente la mia condotta, connotata forse di superficialità ma giammai di propositi lesivi della Vostra immagine e del Vostro decoro, Le ha arrecato la più lieve offesa, me ne pento e me ne dolgo – continua la lettera, postata anche su Facebook -. Da marito, ma soprattutto da padre di una ragazza poco più che diciassettenne, mi rendo conto, anche alla luce di questa incresciosa vicenda, che anche quella che viene definita ‘satira osé’, può turbare e offendere personalità sensibili”. Non so a voi ma a me questa storia ricorda molto le conversioni forzate usate dai sovietici per riportare i dissidenti verso più miti consigli. Capisco che uno scherzo volgare e grossolano possa dar fastidio; ma da qui a scandagliare reparti interi di polizia postale per scovare e colpire i reprobi che attentano alle sacre grazie del presidente della Camera, nota protettrice dei poveri, ce ne passa (clicca per leggere). Se l’ex ministro Mara Carfagna, vittima di ironie ben più pesanti,  avesse denotato la stessa suscettibilità della Presidente Boldrini, come minimo avrebbe dovuto chiedere l’intervento dei marines per bombardare tutti i server del globo terracqueo. Queste reazioni di stizza, al di là del merito, denotano la crescente insofferenza dell’oligarchia dominante verso la libertà di critica. Mentre la carta stampata e la televisione, tranne rare e luminose eccezioni, svolgono nei fatti il ruolo di mistificatori ufficiali al servizio del potere, Internet consente a chi lo desidera di scovare notizie che denudano le vergogne del potere. E siccome cresce considerevolmente il numero dei cittadini che si informano prevalentemente in rete, l’oligarchia dominante prova  confusamente a  limitarne il potenziale. Per ora sembrano volersi limitare all’intimidazione. Ma, per il futuro, non è possibile escludere nulla. Neppure che l’attuale classe dirigente attualmente al potere instauri un vero e proprio terrorismo di Stato prendendo a modello la Cile di Pinochet e l’Argentina di Videla. Temo che le prove tecniche di tale tragica trasmutazione siano già cominciate.

    Francesco Maria Toscano

    15/05/2013

    Categorie: Editoriale, Politica

    3 Commenti

    1. ampul scrive:

      Sceneggiatura per un film di Carpenter o Gillian…

      Purtroppo non c’è da stare molto tranquilli!

    2. ugo scrive:

      “Non so a voi ma a me questa storia ricorda molto le conversioni forzate usate dai sovietici per riportare i dissidenti verso più miti consigli.”

      A me invece è balenato subito alla mente il metodo impiegato dai tribunali dell’inquisizione, nei quali un falso fervore religioso ammantava di moralità ipocrita e pelosa intenzioni e atti di ben altro tipo. Quella che citi si configura infatti come la tipica abiura, atto che veniva magnanimamente concesso al candidato alla condanna per “mondare la propria anima” come speranza ultima d’ottenere anche clemenza “mondana” (che a volte arrivava, a volte no — molti venivano condannati nonostante l’abiura, colpendo nella reputazione, nel patrimonio e spesso financo nel fisico).

      Ah, tra l’altro, lo Stato italiano ha (almeno sulla carta) un netto punto di rottura rispetto ai propri momenti totalitari. Dov’è il punto di rottura dello Stato della Chiesa? A parte qualche assai generico e superficiale balbettamento di scusa mooooolto postumo, dov’è l’interruzione di continuità tra la Chiesa d’oggi e quella d’allora?

    3. Joanna H. Weiss scrive:

      http://www.repubblica.it/politica/2010/02/28/news/sulle_liste_pdl_decide_la_corte_d_appello_rotondi_stufo_di_questa_banda_d_incapaci-2459614/per motivi burocratici (reali) il pdl non può presentare la sua candidatura nel lazio (almeno è quello che si dice, vedremo poi come catalizzeranno i flussi interiori degli ipnocittadini).Quello che c’è d’interessante in tutto questo è la foto su repubblica che mette la bonino al centro di una piramide che viene a formarsi col palazzo alle sue spalle grazie alla maestria di un sapiente fotografo decisamente non all’oscuro dei simbolismi (oppure guidato a distanza :-P). E dietro la faccia sorridente di pannella, una faccia per la quale non serviva leggere questo blog per leggervi tutte le atrocità di cui possa esser capace.Nemmeno hanno cominciato e già dichiarano in questa maniera tronfia il comune intento illuminato.e la cosa triste è che tutti i miei amici di facebook antiberlusconiani continuano a postare esultanti la notizia, come postavano esultanti quella dell’attentato dichiarando che prima o pio doveva accadere.Il potere è legittimato a fare tutto quello che fa, siamo noi che non siamo legittimati a non vederlo.

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      Francesco Maria Toscano, nato a Gioia Tauro il 28/05/1979 è giornalista pubblicista e avvocato. Ha scritto per Luigi Pellegrini Editore il saggio storico politico "Capolinea". Ha collaborato con la "Gazzetta del Sud" ed è opinionista politico per la trasmissione televisiva "Perfidia" in onda su Telespazio Calabria.

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