Il Movimento 5 Stelle esce fortemente ridimensionato dal voto amministrativo. A Roma il candidato di Grillo ha raccolto poco più del 10%  mentre nel resto d’Italia nessun pentastellato è riuscito a raggiungere l’obiettivo minimo del ballottaggio. Una catastrofe assoluta che adesso, come qualsiasi scafato politicante, i grillini provano a giustificare togliendo dal sarcofago gli argomenti più patetici e astrusi. Si passa dal tipo che rimarca il carattere amministrativo delle consultazioni appena concluse (come se Pizzarotti avesse vinto durante i mondiali di nuoto) a quello che se la prende con la televisione a scoppio ritardato; dal “cittadino” che punta il dito contro l’elettore ‘ngrato a quello che piagnucola perché non è passato il “messaggio”. Autocritica zero. A nessuno viene in mente che gli italiani, vessati e impoveriti da un ventennio di cattiva politica, sognavano una rivoluzione culturale e ideale e, invece, si sono risvegliati con a fianco Vito Crimi in versione cacciatore di scontrini. Troppo facile e banale. I Grilli somigliano a Berlusconi anche in questo: nella ricerca ossessiva di un nemico esterno in grado di allontanare pericolose tentazioni introspettive. Ma in assoluto la spiegazione più subdola, falsa, ridicola, oscena, mistificante e idiota per tentare di analizzare una debacle elettorale ampiamente prevista e prevedibile l’ha fornita dalle pagine del suo blog direttamente Beppe Grillo (clicca per leggere). Cosa dice questo rivoluzionario prematuramente fallito per spiegare il disastro? Una serie impressionante di fesserie scritte evidentemente con la biro intinta nella bile:

    “Capisco chi ha votato, convinto, per il condannato in secondo grado per evasione fiscale e chi ha dato la sua preferenza ai responsabili del disastro dell’ILVA, del Monte Paschi che hanno come testimonial il prescritto Penati. Capisco chi ha mantenuto la barra dritta e premiato i partiti che succhiano i finanziamenti pubblici e non chi li ha restituiti allo Stato. Vi capisco. Il vostro voto è stato pesato, meditato. Esistono due Italie, la prima, che chiameremo Italia A, è composta da chi vive di politica, 500.000 persone, da chi ha la sicurezza di uno stipendio pubblico, 4 milioni di persone, dai pensionati, 19 milioni di persone (da cui vanno dedotte le pensioni minime che sono una vergogna). La seconda, Italia B, di lavoratori autonomi, cassintegrati, precari, piccole e media imprese, studenti. La prima è interessata giustamente allo status quo. Si vota per sé stessi e poi per il Paese. Nella nostra bandiera c’è scritto “Teniamo famiglia“. In questi mesi non ho sentito casi di funzionari pubblici, pluripensionati o dirigenti di partecipate che si siano suicidati. Invece, giornalmente, sfrattati, imprenditori falliti, disoccupati si danno fuoco, si buttano dalla finestra o si impiccano. Queste due Italie sono legate tra loro come gemelli siamesi, come la sabbia di una clessidra. L’Italia A non può vivere senza il contributo fiscale dell’Italia B, ma quest’ultima sta morendo, ogni minuto un’impresa ci lascia per sempre. Vi capisco comunque, la pensione, in particolare se doppia o superiore ai 5.000 euro, è davvero importante. Lo stipendio vi fa sopravvivere, che sia pubblico o politico non ha importanza. Il M5S ha commesso errori, chissà quanti, ma è stato l’unico a restituire, nella Storia della Repubblica, 42 milioni di euro allo Stato, a tagliare lo stipendio dei parlamentari e a destinare i tre quarti di quello dei consiglieri regionali siciliani alla microimpresa. L’Autunno Freddo è vicino e forse, per allora, l’Italia A capirà che votando chi li rassicura, ma in realtà ha distrutto il Paese, si sta condannando a una via senza ritorno. Vi capisco, avete fatto bene.

    Parole vomitevoli che dimostrano lo stato confusionale che attanaglia il duo Grillo-Casaleggio. Questa idea di separare solo adesso il corpo elettorale con l’accetta, dividendo i buoni da una parte e i famelici dall’altra, è semplicemente ignobile. A Febbraio, quando il M5S è risultato il primo partito, dove erano nascosti questi parassiti che succhiano denaro pubblico senza prendere spunto dai bambini coscienziosi che restituiscono la caramelle allo Stato per non cariarsi i denti? Ma perché gli italiani dovrebbero ancora accordare fiducia ad un Movimento che ripete ossessivamente di avere restituito i finanziamenti pubblici? Ridare i soldi allo Stato, cosa che questi mentecatti moralisti non riescono proprio a comprendere, equivale a buttarli dalla finestra. E’ come restituire un secchio di acqua al mare. Pensate di ingraziarvi così facendo Poseidone? Quando capirete, vili e miserabili qualunquisti, che l’unico vero imperdonabile spreco è il risparmio di Stato? Se lo Stato trattiene risorse impoverisce i privati, mentre li arricchisce attraverso il procedimento inverso. Ma questo è un concetto troppo complicato per chi pensa di placare gli Dei offrendo continui sacrifici. E’ dall’epoca di Mani Pulite che la macroeconomia viene percepita quale sottobranca di una ridicola sbornia perbenista. Gli italiani, giustamente, non ne possono più. Abbiamo bisogno di uomini capaci di elaborare una strategia programmatica lucida, alternativa e coerente rispetto ai luciferini piani di austerity che tanto fanno eccitare pure i bravi chierichetti grillini. Quel miserabile di Grillo si stupisce perché i pubblici dipendenti non si impiccano allo stesso ritmo dei privati. Immagini degne di una capra che ha perso il lume della ragione. Solo una bestia non capisce che abbattendo ulteriormente la capacità di spesa di quelli che, sprezzantemente, Grillo definisce “parassiti pagati dal pubblico”, anche il privato fallisce a ruota per colpa del crollo della domanda aggregata. Ma, oramai è chiaro, Grillo si pone (inconsapevolmente perché è ignorante come un asino) su un piano di continuità con le politiche del rigore di Mario Monti. La sua idea è che lo Stato deve comportarsi come una famiglia privata e, perciò, se paga lo stipendio al dipendente pubblico toglie contestualmente pane al povero lavoratore privato. Sarebbe il caso che Grillo la smettesse di insolentire poveri e precari dipingendoli come appartenenti alla casta dei garantiti. Qui l’unico garantito sei proprio tu caro Beppe Grillo, miliardario annoiato abituato a recitare battute  a pagamento. Se la ricchezza diviene di per sé un crimine, l’essersela costruita da privati costituisce se possibile una intollerabile aggravante. Grillo testimonia con la sua stessa presenza l’esistenza di non più sostenibili diseguaglianze sociali. Forse è arrivato il momento di proporre la confisca per superiori finalità di interesse pubblico di tutti i beni privati eccedenti una cifra da stabilire prossimamente per decreto. Esperimento già accaduto nella Russia sovietica irritata dall’abbondanza accumulata dai kulaki. Chi vuole seguire Grillo abbia il coraggio di farlo fino in fondo e  impari a condannare l’essenza stessa delle cose e non lo strumento. Se i beni materiali sono finiti nella loro materialità, chi ne possiede troppi va ontologicamente percepito come nemico della collettività. All’interno di questa ipotetica lista di oggettivi nemici del popolo, a ben vedere, Beppe Grillo ricoprirebbe di sicuro una delle prime posizioni.

    Francesco Maria Toscano

    28/05/2013

    Categorie: Politica

    7 Commenti

    1. Carmine scrive:

      Su questo ti do ragione, l’intervento di grillo è abbastanza penoso.

    2. marcobaldi scrive:

      la ricchezza Grillo non se l’ è costruita da privato.
      Senza i passaggi da mamma Rai (chissa’ come fece ad entrarvi?… direbbe il Grillo versione 2013) chi avrebbe mai conosciuto il pur bravo comico (al tempo)??

      Grillo la mena sempre con gli “sprechi” di denaro pubblico fatti in italia negli anni ’80.

      Che dovremmo dire, in base a questi “ragionamenti”, della spesa pubblica fatta per pagare un comico (proprio negli anni ’80!)?

    3. alessandro scrive:

      quanti soldi ha preso Grillo dalla RAI quando faceva le sue comparsate e spettacoli in TV? e quelli non son soldi pubblici? che doppia morale qualunquista. Potrebbe aver preso più soldi lui in una puntata che un dipendente pubblico o un pensionato in una vita, visto i mega-compensi degli show-man televisivi… e mi pare che è meglio che torni a fare il giullare in TV. Ma poi chi glielo ha detto che i dipendenti pubblici e i pensionati votano i partiti tradizionali? che ha fatto un sondaggio on-line sul suo sito? ha ha vuoi vedere che Grillo stà già pensando di tornare a fare il comico, c’è da sbellicarsi. Ma poi dal PD e PD-L che garanzie avrebbero le categorie da lui denigrate di ottenere maggiori vantaggi o mantenere lo status quo? ai dipendenti pubblici gli hanno bloccato gli stipendi per quattro anni fino al 2014 e ai pensionati gli hanno fatto una bella riforma delle pensioni. Intervento ridicolo, ma mi ha fatto sorridere in questa giornata cupa e uggiosa

    4. ampul scrive:

      Si però non scadiamo anche noi nel qualunquismo di risposta…
      Chissenefrega come li ha guadagnati grillo, atteniamoci al nostro terreno di competenza: grillo dice stronzate “politiche” o “economiche” perché non ne sa niente ne di politica ne di economia (ahahha l’idea di “democrazia” dal basso è ignobile oltre che idiota!).
      Se solo qualcuno chiedesse a lui (o tanti grillini che lo seguono a ruota) cos’è la domanda aggregata o cos’è la moneta, o i miei dubbi saprebbe (ro) rispondere.
      Poi se lui è bravo a fare il comico e diventa ricco buon per lui, legittima la sua ricchezza!

      La politica è cosa altra. Di che parliamo?!!
      Ahinoi…

      Credo in una cosa però: la sua stupidità è in buonafede, secondo me crede davvero in quello che dice (in continuità con Giannino, per intenderci…). Non so se è un bene o un male questo, peró, dal momento che nei “mondi” che contano davvero (dove peraltro ci sono i suoi méntori…) auspicano proprio questo!!!

    5. ugo scrive:

      Sono un lavoratore del settore pubblico, un insegnante. Chi pensa che i soldi spesi per i lavoratori del settore pubblico siano buttati dalla finestra, evidentemente non ha ben chiaro il concetto di “servizio”. Io offro un servizio qualificato, attento e puntuale, esattamente come il “privatissimo” che lavora in un’agenzia viaggi o l’altrettanto “privato” che fa (tanto per dire) il commercialista. Per quale strana contorsione mentale uno qualunque non malato di mente potrebbe arrogarsi il diritto che il mio lavoro è meno lavoro degli altri? Cos’hanno, coloro che indulgono in questo esercizio di idiozia, al posto del cervello?

      P.S. Il mio stipendio è fermo dal 2008; mi hanno bloccato gli scatti d’anzianità; mi hanno negato l’indennità di vacanza contrattuale; mi hanno massacrato a livello pensionistico; la mia condizione lavorativa è stata aggravata, frammentata, precarizzata, la mia retribuzione immiserita. In altre parole, i miei diritti di lavoratore sono stati presi a calci nelle palle alla pari di quelli di qualunque altro lavoratore. Se qualcuno si sente di insultarmi, fa bene a farlo tramite web, perché di persona la mia reazione non rischierebbe di non essere più costituita da parole.

      • ugo scrive:

        Nella foga mi son scappati pure un bel po’ di refusi. Ecco il risultato di questi attacchi: un insegnante che fa la figura dell’illetterato. Bel risultato davvero!

    6. Alessandra scrive:

      ..concordo in quasi tutto..tranne che nel punto dovesi dice che Grillo e’ inconsapevole..no..io non posso credere che non sappia..

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      Francesco Maria Toscano, nato a Gioia Tauro il 28/05/1979 è giornalista pubblicista e avvocato. Ha scritto per Luigi Pellegrini Editore il saggio storico politico "Capolinea". Ha collaborato con la "Gazzetta del Sud" ed è opinionista politico per la trasmissione televisiva "Perfidia" in onda su Telespazio Calabria.

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