Quando il sistema politico produce volutamente miseria e disperazione, l’obiettivo delle èlite non è più quello di preservare l’esistente in senso stretto ma, più realisticamente, quello di preparare contenitori di comodo utili per raccogliere la rabbia crescente di fatto congelandola. Luigi De Magistris, attuale sindaco di Napoli, evocava scenari cupi e nuove p2 in campagna elettorale per poi normalizzarsi una volta entrato nella stanza dei bottoni. Personaggi di questo tipo svolgono un ruolo indispensabile per stroncare sul nascere qualsiasi ipotesi di cambiamento sistemico, perché riescono a mimetizzarsi presso una parte rilevante di elettorato deluso e disincantato che mai accorderebbe fiducia ai partiti tradizionali. Si tratta di veri e propri “cavalli di Troia” che, incuneandosi con l’inganno tra le fila di chi lotta per imporre nuovi paradigmi, neutralizzano concretamente nuove energie potenzialmente rivoluzionarie. Beppe Grillo, sponsor del primo De Magistris eletto al Parlamento europeo, si appresta a ripetere le orme dell’illustre vecchio sodale. Prendiamo il caso dell’abolizione del finanziamento pubblico ai partiti, bandiera issata dal Movimento Cinque Stelle per marcare le distanze dalla Casta. Il para-massone Enrico Letta, burattino manovrato dagli stessi ambienti che dettavano l’agenda a Monti, ha non a caso abbracciato con sollievo questo tipo di battaglia, indispensabile per gettare un po’ di fumo negli occhi di una pubblica opinione oramai esasperata. L’attuale Olocausto dei popoli europei si regge su alcune clamorose mistificazioni concettuali: la mancanza di competitività, la troppa burocrazia, il debito pubblico e gli sprechi costituiscono l’armamentario  in uso al perfetto tecno-nazista del nuovo millennio. Questi argomenti da bar sport servono per distogliere l’attenzione da discorsi un tantino più seri che riguardano i trattati europei, il recupero della sovranità monetaria, il ruolo della massoneria reazionaria, la riscoperta del pensiero keynesiano e la crisi della democrazia minacciata da alcuni tecnocrati di stanza a Bruxelles. Grillo è un efficace concentrato di utili banalità e luoghi comuni che, naturalmente, si guarda bene dall’affrontare temi ed argomenti realmente importanti e quindi pericolosi. Che effetti produrrà sugli attuali equilibri socio-economici l’eventuale totale abolizione del finanziamento ai partiti? Nessuno, trattandosi di un provvedimento irrilevante sotto il profilo macroeconomico, renderà ancora più perverso il legame tra partiti politici e lobby private desiderose di monopolizzare il campo attraverso interessate donazioni da far pesare al momento opportuno. Sotto un altro profilo, decisamente più umano, i problemi immediati derivanti dalla fine dei rimborsi ai partiti verranno come al solito scaricati verso il basso, licenziando cioè segretari, addetti stampa, e figure di vario tipo che collaborano con le strutture di partito. Spesso persone che racimolano pochi spicci, sottopagati in nero e alla completa mercé del potente di turno, questa umanità varia, che i balordi dipingono come sottocasta, finirà in mezzo ad una strada con relativa famiglia (c’è pure chi ha avuto il coraggio di farsene una) per la gioia di Letta, Grillo e Casaleggio. L’Italia starà peggio di prima ma tutti potranno consolarsi sapendo che in giro ci sono un migliaio di disperati in più. D’altronde, al netto dei salamelecchi e delle frasi interessate, il trattamento schiavista che i grillini intendono riservare a collaboratori e addetti stampa è chiaro grazie alla faccia di bronzo di tale Riccardo Fraccaro, negriero trentino che cerca coadiuvanti da pagare due euro l’ora come i bambini asiatici che cuciono i palloni di cuoio al soldo delle multinazionali occidentali (clicca per leggere). I grillini pensano alla casta, Berlusconi alle mignotte mentre i moderni nazisti devastano il Vecchio Continente imponendo al potere uomini inviati in Italia con licenza di uccidere come Monti o grigi maggiordomi già cooptati attraverso strutture paramassoniche come il Bilderberg come Letta. Complimenti a tutti.

    Francesco Maria Toscano

    2/06/2013

    Categorie: Politica

    4 Commenti

    1. koichi scrive:

      cosa ne pensa della politica economica nipponica?

    2. EMANUELE MARTORANA scrive:

      Egregio Toscano potrei essere d’accordo con lei per quanto su scritto,però vorrei capire,ha una soluzione al problema?Dobbiamo continuare a votare ancora per coloro che hanno creato questo sfascio o provare a eliminarli(politicamente); anche votando M5S per scardinare il sistema, rimettere in moto la democrazia e poi confrontarsi con lo stesso M5S.Attendo una sua nota.

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      Francesco Maria Toscano, nato a Gioia Tauro il 28/05/1979 è giornalista pubblicista e avvocato. Ha scritto per Luigi Pellegrini Editore il saggio storico politico "Capolinea". Ha collaborato con la "Gazzetta del Sud" ed è opinionista politico per la trasmissione televisiva "Perfidia" in onda su Telespazio Calabria.

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