Di Berlusconi si può pensare, legittimamente, tutto il male possibile ma non si può negare che si tratti di un uomo che possiede intuito, lungimiranza e coraggio. “Letta sfori i parametri europei”, ha detto l’altro ieri un Cavaliere in forma smagliante, “tanto quelli (cioè il politburo di Bruxelles, ndm) non ci cacciano”. Il capo del Pdl ha racchiuso in pochissime parole un programma politico molto migliore, esauriente e concreto, rispetto a tutte le fumisterie messe nero su bianco da combriccole di non meglio precisati “saggi” sempre alla ricerca di sospirati seggi. Senza cioè mettere in discussione alcune scellerate regole europee, pensate proprio per realizzare lo scempio che viviamo, l’agognata “crescita” rimarrà nei secoli uno sterile e vuoto esercizio retorico buono per rabbonire i citrulli. Se gli italiani avessero buona memoria, ricorderebbero certamente con orrore le pacchiane campagne mediatiche che accompagnavano i meschini provvedimenti adottati dal governo degli “ottimati” guidati dallo svampito reazionario Monti. Chi di voi ha dimenticato, ad esempio, il fantasioso progetto “Cresci Italia” che doveva seguire a ruota la medicina amara contenuta nel vagamente biblico decreto “Salva Italia”? Abbiamo visto come è andata a finire. Enrico Letta si è posto su un piano di perfetta continuità rispetto alle pantomime del precedente governo, privilegiando provvedimenti-spot perfettamente inutili, quando non dannosi, da spacciare per grandi riforme in grado di fare uscire il Paese della “crisi”. Ma quello che ancora molti non hanno capito è che Letta, sull’esempio di Monti, esercita il potere proprio in quanto flaccido garante di uno status quo che non vuole e non può mettere in discussione alcuni capisaldi concettuali che garantiscono il progressivo svuotamento del benessere diffuso tipico delle società occidentali, vero quanto dissimulato fine di questa tragedia moderna che oramai soltanto i ciechi e gli stupidi derubricano a questione di natura meramente tecnico-economica. Rispettando cioè in ossequioso e servile silenzio la norma che impone il limite del deficit fino ad un massimo del 3%, unito alla diabolica elevazione del pareggio di bilancio a prassi di valore costituzionale, l’Italia non  potrà che accelerare nella sua folle corsa verso l’abisso. Con buona pace dell’appena varato decreto “Fare” (ridere) che si occupa di motonautica, mediazione  e qualche elemosina, mentre il paese brucia e si dispera. Enrico Letta, che è andato al G8 in Irlanda con la stessa eccitazione di un liceale alla gita del quinto anno (Obama crede in noi? Wonderful!), è costretto a muoversi come un equilibrista: da un lato deve garantire il mandato ricevuto provocando un ulteriore impoverimento della società italiana nel suo complesso (quindi deve aumentare l’Iva, confermare l’Imu e in aggiunta cominciare a tagliare servizi essenziali e universali che innervosiscono le élite); dall’altro deve tentare di occultare tali finalità filonaziste attraverso la mozione dei buoni sentimenti (lavoro ai ggiovani!), la diffusione di menzogne pelose e deresponsabilizzanti (non caricheremo le difficoltà sulle spalle delle future generazioni!), il tutto condito da un atteggiamento di recitata prostrazione, curiale e dimesso, che dovrebbe permettere al nipote di Gianni di continuare a rimanere in politica anche una volta terminato il lavoro sporco (Monti docet). Ora di fronte ad uno scenario del genere, è chiaro che le sortite tardive di Silvio Berlusconi rischiano di provocare salutari effetti destabilizzanti. Se la pubblica opinione dovesse mai comprendere che la crisi non è il risultato di  una condanna divina bensì il frutto di una precisa e sadica scelta politica destinata a cambiare in peggio il volto del Vecchio Continente, le cose potrebbero improvvisamente prendere un’altra piega. Alcuni mi dicono: “Ma che credibilità ha uno come Berlusconi che prima accetta tutti gli ordini impartitigli dalla Bce (anticipo del pareggio di bilancio compreso) e poi cade dalle nuvole, denuncia l’insensatezza di alcune regole e  cita perfino Krugman?” Nessuna rispondo io. Solo che il problema non è questo. Berlusconi era giustizialista ai tempi di Mani Pulite, garantista quando governava lui, turbo-liberista negli anni ruggenti della globalizzazione selvaggia e si accinge ora a morire keynesiano una volta metabolizzato il cambiamento del clima generale. Berlusconi non è un politico ma un uomo dall’olfatto prodigioso destinato a vivere in perenne simbiosi con un elettorato mutevole e disorientato sempre alla ricerca di un istrione pronto a ripetere quello che di volta in volta vuole sentirsi dire. A questo bisogna aggiungere un altro elemento non secondario: Berlusconi sa di essere nel mirino della massoneria reazionaria per ragioni che ho già ampiamente illustrato in alcuni articoli passati (clicca per leggere) e, nella speranza di ottenere una pace onorevole, minaccia di preparare una guerra lunga e logorante per tutti.  Nel caso in cui questa sera la Consulta dovesse trovare un appiglio per scacciare i cattivi pensieri che ronzano nella testa del Cavaliere, lo “statista di Arcore” (ho scritto “statista” non “stalliere”) eviterà in futuro di toccare argomenti decisivi e sensibili. Ma se, come penso, gli ermellini daranno invece torto al capo del Pdl, già da domani ci sarà di sicuro da divertirsi. Berlusconi infatti scaricherà comprensibilmente tutta la sua frustrazione sul governo di Enrico Letta, creatura di quel Giorgio Napolitano che ha già ricevuto il conforto della Corte al fine di ordinare la distruzione delle intercettazioni intercorse tra lo stesso Capo dello Stato e l’indagato Nicola Mancino. Un detto calabrese dice che “si rispetta il cane per non fare torto al padrone”. Bisogna però capire fino a che punto questa massima vale. In ogni caso, aldilà delle intuibili motivazioni personali, la posizione di Berlusconi è ineccepibile. Mentre il Pd, sempre più confuso, inutile e dannoso, continua senza sosta a difendere le politiche del rigore in salsa comunitaria che provocano quotidiani suicidi. Meglio Berlusconi che afferma una verità oggettiva per perseguire interessi privati, di uno come Epifani che continua a difendere questo mostro di Ue magari perché realmente convinto della bontà di alcuni malefici dogmi. In conclusione, gli eventi inducono Berlusconi ad abbracciare e rilanciare  per l’occasione le sacrosante analisi di Paul Krugman; mentre il Pd, cascasse il mondo, rimane nei secoli fedele a difesa delle posizioni di  Mengele. L’esperimento per loro può evidentemente concludersi solo con la definitiva morte della cavia Italia.

    Francesco Maria Toscano

    19/06/2013

    Categorie: Politica

    11 Commenti

    1. Alessandra scrive:

      ..concordo tranne sul fatto che domani Berlusconi faccia qualcosa..tranne forse ricattare in segreto il governo..visto che, come prevedevi, la consulta gli ha dato torto..non credo che abbia il coraggio di far saltare il tavolo..ne’ di voler passare alla storia come il Salvatore della Patria..

    2. Luca Mautone scrive:

      Caro Francesco sono convinto che per tacitare Berlusconi si inventeranno qualche salvacondotto ad esempio un amnistia o qualche altra porcheria. Tanto purtroppo gli italiani bevono tutto e l’unica opposizione m5s è sempre meno credibile.

      • il Moralista scrive:

        La flemma del Berlusca è sospetta. I maligni dicono che confidi molto nella Cassazione presieduta da Santacroce, vecchio amico di Previti…

        • Lorenzo scrive:

          Se così fosse ci saremmo risposti da soli, confermando esattamente quello che diceva Alessandra. Al di là della presa di distanza dall’Europa (sempre molto generica e mai affrontanta nel merito), stiamo sempre parlando di colui che di questo Paese si è impadronito delle istituzioni per quasi un ventennio servendosene per garantirsi una morte da impunito. E ad ogni modo, come uomo prima ancora che politico/imprenditore con tutto quel che ne consegue, non ce lo vedo per niente a sostenere una linea politico-economica filo keynesiana in quanto tale.

    3. davide scrive:

      il pd assomiglia ogni giorno sempre di più ai laburisti inglesi autori di riforme e privatizzazioni che perfino i conservatori si sarebbero sognati di fare…

    4. alessandro scrive:

      Per ogni dichiarazione di Berlusconi c’è sempre una smentita o una rettifica il giorno dopo. Prima di dimettersi ricordate che denunciò che “l’euro è una moneta che non convince?”. Durante il governo Monti ricordate che parlò di battere moneta? Ricordate anche le smentite del giorno dopo? Su questi temi il Cavaliere dovrebbe essere più coraggioso e determinato. Io credo che, attraverso le sue TV, potrebbe svuotare il sacco e smontare i dogmi di questa Europa in pochi mesi. E la gente italiota lo crederebbe più di krugman… coraggio Silvio… dai che ce la fai! se svuoti il sacco i keynesiani manifesteranno per te davanti ai tribunali!!

    5. Luca Mautone scrive:

      …io sono sempre convinto che una soluzione per il Berlusca la troveranno sempre così come è stato in questi ultimi vent’anni anche se verrà interdetto dalla vita politica. Ad esempio vincesse il centrosinistra (…o quello che sarà) le prossime elezioni con renzi premier, Berlusconi sta in una botte di ferro…

    6. [...] previsto nel pezzo pubblicato ieri, la Consulta ha dato torto a Berlusconi su tutta la linea (clicca per leggere). In molti credevano che, vista l’indiscussa influenza che il Capo dello Stato esercita sulla Corte [...]

    7. [...] “Berlusconi abbraccia Krugman, mentre il Pd resta fermo sulla linea di Mengele”, da “Il Moralista” del 19 giugno 2013). Articoli Simili:Prostitute con “partita Iva e patentino”:… Il Ponte [...]

    8. [...] qualche segnale obliquo che, come era facilmente intuibile, non ha impressionato proprio nessuno (clicca per leggere). Da oggi, entrato oramai nei panni scomodi del “pregiudicato condannato con sentenza passata in [...]

    Commenta


    "nella mia vita ho conosciuto farabutti che non erano moralisti ma raramente dei moralisti che non erano farabutti." (Indro Montanelli)


    ARCHIVIARE LA DEMOCRAZIA E’...

    Scritto il 22 - mag - 2018

    1 Commento

    IL GIORNALISMO ITALIANO E’...

    Scritto il 21 - mag - 2018

    1 Commento

    IL NUOVO PARLAMENTO VARI...

    Scritto il 17 - mag - 2018

    0 Commenti

    LA STAFFETTA FRA DI...

    Scritto il 16 - mag - 2018

    0 Commenti

    IL MOVIMENTO 5 STELLE...

    Scritto il 15 - mag - 2018

    2 Commenti

    GLI ITALIANI IMITINO I...

    Scritto il 5 - lug - 2013

    6 Comment1

    LA SVOLTA AUTORITARIA

    Scritto il 29 - apr - 2013

    2 Comment1

    P.J. O’ ROURKE’S PIZZA...

    Scritto il 2 - gen - 2013

    6 Comment1

    ELITE DI MERDA

    Scritto il 24 - mar - 2013

    3 Comment1

    • Chi è il moralista

      Francesco Maria Toscano, nato a Gioia Tauro il 28/05/1979 è giornalista pubblicista e avvocato. Ha scritto per Luigi Pellegrini Editore il saggio storico politico "Capolinea". Ha collaborato con la "Gazzetta del Sud" ed è opinionista politico per la trasmissione televisiva "Perfidia" in onda su Telespazio Calabria.

    • Cos’è il moralista

      Sito di approfondimento politico, storico e culturale. Si occupa di temi di attualità con uno sguardo libero e disincantato sulle cose. Il Moralista è un personaggio complesso, indeciso tra l'accettazione di una indigeribile realtà e il desiderio di contribuire alla creazione di una società capace di riscoprire sentimenti nobili. Ogni giorno il Moralista commenterà le notizie che la cronaca propone col piglio di chi non deve servire nessuno se non la ricerca della verità. Una ricerca naturalmente relativa e quindi soggettiva, ma onesta e leale.

    • Disclaimer

      ilmoralista.it è un sito web con aggiornamenti aperiodici non a scopo di lucro, non rientrante nella categoria di Prodotto Editoriale secondo la Legge n.62 del 7 marzo 2001. Tutti i contenuti appartengono ai relativi proprietari, qualora voleste richiedere la rimozione di un contenuto a voi appartenente siete pregati di contattarci tramite la apposita pagina.