Il governo di Enrico Letta, in linea con il suo predecessore Monti, porterà avanti un lucido piano, cucinato in sede sovranazionale, finalizzato all’impoverimento dell’Italia. Il decreto Fare è semplicemente ridicolo e per coprire il rinvio dell’Iva (che verrà alla fine aumentata comunque) il governo continua ad alzare le tasse. Non potrebbe essere altrimenti. Enrico Letta ha ricevuto un vero e proprio mandato di morte e il suo prestigio in Europa è direttamente proporzionale al grado di sofferenza che il Premier- Nipote saprà infliggere ai ceti subalterni italiani, considerati alla stregua di bestiame umano da bastonare per ridurre a più miti consigli. Solo gli stolti possono nutrire aspettative nei confronti di questo governo, eterodiretto dall’esterno e al servizio di potentati occulti, sadici e illiberali. Tempo fa Andrea Riccardi, già ministro, confidò che l’ex premier Monti si sentiva gratificato dai continui suicidi e dalle proteste disperate della povera gente. “Monti era convinto“, questa la macabra ma realistica lettura proposta dal fondatore della comunità di Sant’Egidio, “che il suo potere contrattuale nei confronti della Germania aumentasse con l’avanzare della sofferenza sociale“. Il massone reazionario Fabrizio Saccomanni, valletto del Maestro delle tenebre Mario Draghi, ricopre l’incarico di ministro dell’Economia proprio perchè garante della prosecuzione di quelle politiche eugenetiche, già impostate da Monti, che mirano ad assestare il definitivo colpo di grazia alla parte più indifesa della società italiana. Lo ripeto fino allo sfinimento: non esiste nessuna crisi economica in atto. Molto più realisticamente una élite dello spirito, che detiene il controllo di questo scempio di Europa, ha riattualizzato le suggestioni tipiche del nazismo hitleriano. La crisi costituisce soltanto il meschino paravento che occulta il desiderio di spargere il sangue di alcune categorie umane giudicate indegne e inferiori. Il Pd ha sposato con convinzione questo piano disumano, mentre il Pdl di Berlusconi alterna blandizie e minacce per ricavarne vantaggi privati. Ma è chiaro che la gestione strategica del quarto reich che opprime l’Italia è oggi prevalentemente appannaggio del Partito Democratico. Non a caso Mario Monti, voluto dal Presidente Napolitano, ha potuto contare fino all’ultimo sul sostegno cieco del Pd. E lo stesso Enrico Letta, vicesegretario del partito, ha già chiaramente fatto intendere che anche a costo di “suicidare” migliaia di persone la sua priorità rimane quella di salvaguardare i conti (prima i numeri, poi le persone). Si fa fatica a percepire Monti e Letta quali degni successori di Mussolini e Pinochet. Ma non bisogna lasciarsi ingannare dalle apparenze. Negli anni ’30 la stragrande maggioranza degli italiani era convinta delle buone intenzioni del fascismo. Per il futuro c’è poco da stare allegri. La probabile ascesa di Renzi, neoliberista alla Blair spuntato con un ventennio di ritardo, non promette nulla di buono. Mentre a destra regna il caos più assoluto. Ieri, ascoltando la trasmissione In Onda su la 7, ho apprezzato moltissimo gli interventi di Michele Emiliano. Con rara precisione e lucidità, il sindaco di Bari ha colpito nel segno citando la Teoria generale di Keynes e invitando la politica ad abbracciare politiche in grado di rilanciare la domanda. “La Bce stampi moneta“, ha sintetizzato, “anche a costo di correre il rischio di generare un po’ di inflazione. Il principale assillo di una forza di sinistra non può essere quello di tutelare il potere d’acquisto di chi possiede ingenti capitali”. Un ragionamento attaccato da un sedicente consigliere economico di Renzi, del quale fortunatamente non ricordo il nome, che ha rispolverato il solito ritornello fatto di “privatizzazioni, dismissioni, competitività e sburocratizzazione” per la gioia di una imbalsamata Gelmini che non deve ancora aver capito chi è quel Krugman che Berlusconi cita sempre più spesso.

    Francesco Maria Toscano

    30/06/2013

    Categorie: Politica

    4 Commenti

    1. davide scrive:

      beh il pd è(oppure era, per chi preferisce) di centro sinistra: logico e naturale quindi che ci siano persone come emiliano…semmai non ci dovrebbero essere gentaglia come letta fioroni e co. che di sinistra non hanno nulla poiché in realtà sono dei conservatori camuffati, buoni solo ad ingenerare nella popolazione la convinzione che destra e sinistra sono tutti uguali poiché fra uno di sinistra ed uno di destra non c’è differenza…ed il risultato è sotto gli occhi di tutti, tranne di chi non vuole rendersi conto…

    2. Nicola Di Ruvo scrive:

      La Sinistra e l’UE/Euro…un legame (criminale) indissolubile…
      :::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::

      Dal blog di Alberto Bagnai…

      (…)
      Questa analisi si può sintetizzare in pochi punti:

      1)rivendicando l’Euro la Sinistra italiana si è suicidata politicamente, perché l’Euro è il coronamento di due progetti non esattamente di Sinistra:
      - il progetto imperialistico della Germania, e
      - il progetto di “disciplina” dei sindacati mediante il vincolo esterno, caro alle classi dominanti dei paesi periferici;

      2)l’ideologia del “vincolo esterno”, tra l’altro, era intrinsecamente di Destra perché disconosceva in modo paternalistico il diritto dei cittadini di orientare le scelte economiche del proprio paese, delegandolo a istanze tecnocratiche spacciate per indipendenti, e si basava su un ampio progetto di disinformazione, volto a nascondere i costi economici dell’euro ampiamente documentati dalla letteratura economica; la Realpolitik suggeriva però alla Sinistra di aderire a questa ideologia di destra, che era l’unica che le desse qualche speranza di accedere ogni tanto alla stanza dei bottoni;

      3)continuando a difendere l’Euro, per evitare una spiacevole autocritica, la Sinistra si espone al rischio di essere sorpassata a sinistra.
      Lascerà cioè un argomento vero e inoppugnabile (l’Euro ha strangolato l’economia italiana) in mano alle Destre più becere e nazionaliste (dalla Lega in giù).
      E allora la situazione diventerà difficilmente reversibile.

      Questa analisi politica è stata capita da molti, ma ha anche incontrato una serie di prevedibili critiche, forse anche perché i giornalisti vogliono parlare di economia (senza saperne molto), ma mal sopportano che chi conosce le dinamiche economiche della società si arrischi a trarne conclusioni politiche.

      Purtroppo (per loro, ma soprattutto per noi) tutto quello che avevo previsto nell’articolo si è verificato.

      Lo sottolineo, nel rileggerlo con voi, non per vanità (è vero che il nostro lavoro ci lascia poche altre soddisfazioni, oltre a quella di essere Cassandre, ma qui da prevedere c’era poco: è un film già visto).
      (…)

      fonte: http://goofynomics.blogspot.it/2011/11/luscita-delleuro-redux-la-realpolitik.html

    3. Nicola Di Ruvo scrive:

      …ed ancora Alberto Bagnai, nel medesimo articolo*:

      (…)
      Il teorema della piscina

      Un anno fa, discorrendo con Aristide, chiedevo come mai la sinistra italiana rivendicasse con tanto orgoglio la paternità dell’euro: non vedeva quanto esso fosse opposto agli interessi del suo elettorato?

      Una domanda simile a quella di Rossanda.

      Aristide, economista di sinistra, mi raggelò: “caro Alberto, i costi dell’euro, come dici, sono noti, tutti i manuali li illustrano.

      Li vedevano anche i nostri politici, ma non potevano spiegarli ai loro elettori: se questi avessero potuto confrontare costi e benefici non avrebbero mai accettato l’euro.

      Tenendo gli elettori all’oscuro abbiamo potuto agire, mettendoli in una impasse dalla quale non potranno uscire che decidendo di fare la cosa giusta, cioè di andare avanti verso la totale unione, fiscale e politica, dell’Europa.”

      Insomma: “il popolo non sa quale sia il suo interesse: per fortuna a sinistra lo sappiamo e lo faremo contro la sua volontà”.

      Ovvero: so che non sai nuotare e che se ti getto in piscina affogherai, a meno che tu non “decida liberamente” di fare la cosa giusta: imparare a nuotare.

      Decisione che prenderai dopo un leale dibattito, basato sul fatto che ti arrivo alle spalle e ti spingo in acqua.

      Bella democrazia in un intellettuale di sinistra! Questo agghiacciante paternalismo può sembrare più fisiologico in un democristiano, ma non dovrebbe esserlo.
      (…)

      *http://goofynomics.blogspot.it/2011/11/luscita-delleuro-redux-la-realpolitik.html

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      Francesco Maria Toscano, nato a Gioia Tauro il 28/05/1979 è giornalista pubblicista e avvocato. Ha scritto per Luigi Pellegrini Editore il saggio storico politico "Capolinea". Ha collaborato con la "Gazzetta del Sud" ed è opinionista politico per la trasmissione televisiva "Perfidia" in onda su Telespazio Calabria.

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