Ora non c’è più nulla da scherzare. Se la sortita di Grasso in Senato (clicca per leggere) poteva essere derubricata a gaffe figlia di una eccessiva cupidigia di servilismo in grado di rendere poco lucido un neofita della politica senza straordinarie doti culturali, la riproposizione delle stesse tesi, oscurantiste e violente, imposte oggi alla Camera dalla Presidenta Boldrini indignano, sgomentano e non meritano attenuanti. Non è più il caso di sottovalutare una vicenda che presenta tutte le caratteristiche di un vero e proprio Golpe. Neppure ai tempi della P2 l’Italia ha conosciuto una manipolazione della libertà di pensiero e di espressione così drammatica e pacchiana come quella consumatasi oggi per volere del Presidente della Camera. Mentre il deputato del Movimento 5 Stelle Colletti avanzava le sue puntuali e legittime critiche nei confronti degli sconfinamenti debordanti e irrituali ai quali ci ha abituato il Presidente Napolitano, Laura Boldrini ha interrotto il ragionamento del rappresentante del popolo invitandolo a “non pronunciare più il nome di Napolitano. Altrimenti”, qui si perfeziona il già consumato Colpo di Stato, “sarò costretta a levarle la parola” (clicca per guardare). Quindi miei cari nuovi sudditi del ricostituito Regno di Napoli (tano), sappiate che quella di Grasso non è stata affatto una uscita infelice, ma una attestazione perfettamente aderente rispetto al nuovo corso autoritario attualmente dominante. Da oggi è vietato perfino sospirare il nome di Napolitano. Prassi assolutamente inconciliabile con la difesa e la salvaguardia dei principi cardine di qualsiasi democrazia liberale e democratica. Perché, cara Boldrini, non si può nominare Napolitano? E’ forse un Dio? E’ un re bizantino? Sono semplicemente sgomento e stupefatto. La Boldrini ha citato a supporto delle sue tesi fantomatici “regolamenti” che non esistono se non nella mente di questa inguaribile stalinista che offende, violenta e mutila le istituzioni che indegnamente e con sommo scandalo rappresenta. Fortunatamente è poi  intervenuto il deputato Massimo Corsaro, eletto nelle liste del partito “Fratelli d’Italia”, per invitare provocatoriamente la golpista Boldrini ad assumersi in pieno la responsabilità delle sue scellerate azioni riunendo la Commissione per la modifica del Regolamento  al fine di fare approvare un nuovo comma che sancisca per iscritto  “l’impronunciabilità” del nome del Presidente Napolitano (clicca per leggere). Dal Marchese di Condorcet a Thomas Paine, passando per gli italiani Giuseppe Mazzini e Giuseppe Garibaldi, secoli di coraggiose battaglie per la conquista della libertà contro la barbarie del sopruso e della superstizione vengono adesso impunemente cancellate ad opera di due oscuri politicanti assurti al ruolo di Presidenti delle Camere per meriti inintelligibili.  Invito tutti i sinceri patrioti democratici, antifascisti e antistalinisti, a non derubricare a casi di  “folklore” tali gravissimi fenomeni che denotano al contrario assoluto e profondo disprezzo per le fondamenta della nostra civiltà. Ci vuole un attimo a risvegliarsi in pieno ancien regime. E forse il Medio Evo è già tra noi anche se non abbiamo trovato ancora il coraggio di dircelo fino in fondo.

    Francesco Maria Toscano

    26/07/2013

    Categorie: Editoriale

    8 Commenti

    1. koichi scrive:

      pazzesco…

    2. giovanni scrive:

      Hanno perfettamente ragione Grasso e la Boldrini!
      E’ un nome Impronunciabile, assolutamente, per tutto il danno fatto all’Italia ed agli Italiani.
      Soprattutto da quei politici che evocandone il PERENTORIO Invito hanno dato luogo al Governo delle Larghe-Intese.
      Mi chiedo come fara’ Letta, alla prima defezione di qualche membro di governo, a ricordare l’Ordine del Capo dello Stato, senza poterlo citare in alcun modo di fronte al Parlamento;
      Dira’: Noi tutti dobbiamo restare uniti, Voi sapete CHI ce l’ha detto, anche se non ne possiamo fare il nome!
      Mammasantissima…chi sara’ Bernardo con un pizzino, Don Vito, Lucky Luciano?
      Effettivamente in quegli ambienti e’ meglio non fare nomi

    3. MM scrive:

      Il modo di difendere Napolitano oggi mi fa venire in mente, con le dovute differenze dello specifico, il caso Marco Biagi. Per anni è stato impossibile criticare apertamente le leggi da lui formulate senza incorrere nell’accusa di vilipendio verso un servitore dello stato morto per la patria. Criticare il suo operato è sembrato per circa 10 anni, non senza le dovute manipolazioni mediatiche, denigrare l’uomo, quando, dovrebbe essere chiaro a tutti che criticare le singole azioni dell’uomo non coincide con la denigrazione dell’uomo che le ha compiute. Tantomeno criticare le azioni di Giorgio Napolitano significa denigrare l’uomo e/o l’istituzione Presidenza della Repubblica, ma eventualmente, solo ed esclusivamente il modo in cui questi si trova a ricoprirla nei casi specifici. L’impossibilità di criticare apertamente la legge Biagi (e quindi di modificarla) è stato uno dei fattori che ci ha portato al punto in cui siamo. Dove ci porterà l’impossibilità di criticare l’operato dell’uomo e Presidente Giorgio Napolitano?

    4. ampul scrive:

      Queste sono le ” belle persone”, quelle rispettabilissime dagli ambienti che contano! Per i servigi dati hanno avuto, hanno e avranno in eternità!.

    5. L’altro personaggio politico con cui nel PCI Napolitano si confronta è Enrico Berlinguer , che considera parte del cammino verso il “superamento delle contraddizioni di fondo tra il PCI nella sua evoluzione e il comunismo come ideologia e come sistema”. Al suo fianco nell’esperienza della solidarietà nazionale, in seguito ne critica le scelte di arroccamento del partito sulle sue posizioni. Napolitano divenne uno dei maggiori esponenti dell’opposizione interna a Enrico Berlinguer (per esempio intervenne contro il segretario nella Direzione del 5 febbraio 1981 dedicata ai rapporti con il Psi) e lo criticò pubblicamente sull’Unità per il modo in cui aveva posto la “questione morale e l’orgogliosa riaffermazione della nostra diversità”.

    6. [...] Camere Grasso e Boldrini volte a rendere impronunciabile in Aula il solo nome del divino Giorgio? (clicca per leggere). Il corpo elettorale ha le sue responsabilità per la situazione creatasi. Era chiaro, dopo [...]

    7. [...] mesi orsono perfino di rendere impronunciabile in Parlamento  il nome stesso di Giorgio Napolitano (clicca per leggere). Certo, è sempre possibile che Grillo e Casaleggio, con nuovi colpi di teatro degni di Berlusconi, [...]

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    "nella mia vita ho conosciuto farabutti che non erano moralisti ma raramente dei moralisti che non erano farabutti." (Indro Montanelli)


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